Il Ministero delle infrastrutture sta lavorando a un decreto che aggiornerà gli importi dei canoni balneari e fisserà delle date ufficiali, valide su tutta la penisola, per l’inizio e la fine della stagione balneare. Non c’è invece ancora traccia del decreto sugli indennizzi, sempre di competenza del Mit: una nota del 31 marzo aveva annunciato che il testo era stato presentato, ma non se ne conoscono ancora i contenuti. Si tratta della norma attuativa del decreto Salva-infrazioni, che dovrebbe disciplinare gli importi degli indennizzi per i concessionari uscenti che dovessero perdere le gare.
Date uguali per tutti sulla stagione balneare
Riguardo alle date di apertura e chiusura della stagione balneare, queste sono contenute nella bozza del decreto infrastrutture. Si tratta di un provvedimento omnibus che interviene su vari aspetti, dalle concessioni autostradali al ponte sullo stretto di Messina, e che sarà varato nelle prossime settimane. Per il momento è solo una bozza di 19 articoli più due allegati, ancora da mettere a punto. Tra questi c’è anche un articolo per stabilire delle date nazionali di inizio e fine della stagione balneare. Finora queste erano decise dalle singole Regioni, con differenze tra i territori.
“Al fine di individuare misure di sicurezza della balneazione omogenee su tutto il territorio nazionale e di ordinato governo del territorio, la stagione balneare è fissata dalla terza settimana di maggio alla terza settimana di settembre di ogni anno”, stabilisce la bozza, specificando che “le regioni o gli enti locali possono anticipare o posticipare l’inizio della stagione balneare di una settimana, ferma restando la durata complessiva di cui al primo periodo”. Inoltre, “al di fuori della stagione balneare è sempre consentita l’apertura delle strutture balneari che intendono attivare il servizio di assistenza bagnanti o, in assenza di quest’ultimo, per i soli fini elioterapici”.
I nuovi importi dei canoni
La bozza del decreto infrastrutture fornisce anche indicazioni sull’aggiornamento dei canoni balneari: “Ai fini della determinazione degli aggiornamenti annuali dei canoni annui relativi alle concessioni demaniali marittime ai sensi dell’articolo 04, comma 1, del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, l’indice dei valori per il mercato all’ingrosso si intende sostituito, in assenza della produzione e diffusione dell’indice da parte dell’Istituto Nazionale di Statistica (Istat), dall’indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali”.
In precedenza, ogni anno l’importo dei canoni balneari veniva aggiornato con una circolare del Ministero delle infrastrutture, che adeguava le cifre al paniere Istat sull’inflazione. La circolare veniva diramata negli ultimi giorni di dicembre, ma quest’anno non è stata emessa.
Mistero sul decreto indennizzi
Resta top secret il contenuto del decreto indennizzi, che il Mit doveva presentare entro il 31 marzo. Si tratta della norma attuativa prevista dal decreto Salva-infrazioni, approvato lo scorso novembre dal governo Meloni, che ha imposto ai Comuni di riassegnare le concessioni balneari entro il 30 giugno 2027 attraverso delle gare pubbliche. Il Salva-infrazioni aveva stabilito che, entro il 31 marzo 2025, il Mit avrebbe dovuto presentare un decreto per fissare i meccanismi di calcolo ai concessionari uscenti che dovessero perdere le gare.
Una nota del Mit, diramata la sera del 31 marzo, ha affermato che il decreto attuativo è stato presentato, ma a distanza di due mesi e mezzo non si conoscono ancora i contenuti né i tempi di approvazione. Molti Comuni stanno aspettando questo provvedimento per avviare le gare delle concessioni, mentre alcuni (come Roma, Genova, Jesolo, Lignano e Gaeta) sono partiti lo stesso.
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