Calabria

Nocera Terinese, un piano hi-tech contro l’erosione: al via la sperimentazione del Progetto MEDUSA

Tecnologia e difesa della costa

Si è concluso con grande partecipazione e forte interesse il convegno dedicato al Progetto MEDUSA, l’iniziativa pionieristica promossa per approfondire metodologie innovative e sostenibili nel contrasto all’erosione costiera e per il ripascimento delle spiagge. A dare l’annuncio dei risultati dei lavori è il sindaco di Nocera Terinese, Saverio Russo, che ha espresso profondo orgoglio per il ruolo di primo piano assunto dal comune calabrese in questa sperimentazione scientifica.

Il progetto, finanziato dal POR Calabria FESR FSE 2021-2027 nell’ambito delle azioni per una regione più competitiva e intelligente, è stato sviluppato in stretta sinergia da Petra, Applicon e dal DIMES dell’Università della Calabria. Nonostante gli impegni istituzionali abbiano impedito la presenza fisica dell’assessore regionale Antonio Montuoro e del direttore generale del Dipartimento Ambiente Salvatore Siviglia, i vertici regionali hanno fatto pervenire i propri saluti, confermando la massima attenzione della Regione Calabria verso i futuri sviluppi della ricerca.

Le tecnologie in campo: barriere bioelettriche e robotica marina

Il vero cuore del Progetto MEDUSA risiede nell’integrazione tra ingegneria avanzata ed ecologia marina, con soluzioni progettate in stretta coerenza con le linee guida stabilite da ISPRA. Durante i tavoli tecnici sono state illustrate le innovative tecnologie che verranno testate sul litorale, volte a mitigare la forza del mare senza impattare negativamente sull’ecosistema.

Tra le soluzioni di spicco figura la tecnologia brevettata Biorock, che utilizza deboli correnti elettriche in acqua per stimolare la precipitazione di minerali naturali, accelerando la rigenerazione delle barriere coralline e degli habitat marini. A questa si affiancheranno interventi di ingegneria naturalistica costiera, come la ricostruzione delle dune e l’impianto di arbusti alofili, insieme alla riforestazione marina tramite la piantumazione di Posidonia oceanica. Per la gestione delle mareggiate più critiche verranno invece impiegati i sistemi Well-Points e gli Pneumatic Breakwaters, capaci di attenuare sensibilmente l’energia ondosa.

Monitoraggio radar e veicoli autonomi per la tutela del litorale

Oltre alle barriere protettive, il piano prevede un sistema di monitoraggio avanzato per la raccolta e l’analisi dei dati idrodinamici, coordinato dal dottor Marco Lupia di Applicon e dai ricercatori dell’Università della Calabria. Saranno utilizzati radar a banda X e veicoli marini autonomi sviluppati dal Laboratorio LaSA dell’Unical.

I lavori del convegno, aperti dal sindaco Russo, hanno visto l’avvicendarsi di importanti contributi scientifici, tra cui quelli dell’ingegner Francesco Ferrini (presidente e AD di Petra Srl) e dei tecnici di QuavLive. L’auspicio della comunità scientifica e delle amministrazioni locali è che questa combinazione di robotica, ecologia e ingegneria possa dare risposte concrete nei prossimi anni, trasformando il litorale di Nocera Terinese in un modello di gestione sostenibile esportabile in tutte le aree costiere colpite dall’erosione.

© Riproduzione Riservata

Clicca qui sotto e inizia a seguirci sulle nostre pagine social per rimanere aggiornato