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Sib: ”Senato approvi norma salva-balneari pertinenziali”

Il presidente del sindacato dei balneari sollecita l'approvazione dell'emendamento al decreto Semplificazioni.

Il Sib-Confcommercio ha inviato una nuova lettera sui canoni balneari pertinenziali ai componenti delle commissioni I e VIII del Senato, che stanno vagliando in queste ore i vari emendamenti al decreto Semplificazioni (tra cui 22 riguardanti i balneari, vedi notizia, NdR). La lettera, firmata dal presidente del Sib Antonio Capacchione, sottolinea «l’urgenza di affrontare e risolvere la questione dei “canoni pertinenziali”».

«Com’è noto – scrive Capacchione – vi sono alcune centinaia di aziende familiari del settore da troppi anni ingiustamente vessate da un meccanismo di determinazione dei canoni sbagliato e insostenibile. Nella recente legge di Stabilità n. 145 del 30 dicembre 2018, all’art. 1 comma 175 e seguenti, è previsto un riesame della disciplina dei canoni demaniali. Sta di fatto però che, nelle more di siffatta doverosa rivisitazione, c’è il rischio concreto e attuale che queste famiglie perdano le loro aziende e tutti i lori averi. Ecco perché è urgente un immediato intervento legislativo quantomeno cautelare».

«Sul cosiddetto “decreto Semplificazione” sono stati presentati numerosi emendamenti che affrontano la questione», spiega il presidente del Sib. «In particolare la riapertura della definizione del contenzioso estendendolo anche a quello amministrativo, non giurisdizionale mediante il pagamento, del 30% in alcuni casi o del 25% in altri, delle somme dovute e con la sospensione dei provvedimenti sanzionatori nel caso di mancato pagamento (nnrr. 11.057 e 11.059 Gasparri e altri; 11.058 e 11.060 Nastri; 3.0.58 e 5.0.14 Marti e altri; 3.0.59 e 3.0.60 Croatti e altri; 3.0.62 e 3.063 Ciriani e altri;).

«Sollecitiamo che siano approvati», esorta Capacchione. «Il trattamento fiscale complessivo nei confronti dei balneari è assurdamente vessatorio (si pensi solo all’aliquota Iva ordinaria del 22%, mentre a tutte le altre imprese turistiche è quella speciale al 10%, o al pagamento dell’Imu ancorché i balneari siano concessionari e non proprietari del suolo). Ma a questa condizione generale, riguardante tutti i balneari italiani e meritevole di una urgente revisione per renderla equa e sostenibile, se ne aggiunge una particolare riguardante queste poche centinaia di famiglie, cosiddette pertinenziali, che sono costrette a pagare canoni ingiustamente esagerati ed economicamente insopportabili, tanto che si moltiplicano i casi di fallimento e di chiusura aziendale».

«Ecco perché insistiamo affinché si ponga termine a questa assurda e odiosa situazione – conclude Capacchione – in un settore che per troppo tempo è stato sin qui vergognosamente penalizzato e ingiustamente maltrattato. Siamo certi della vostra condivisione e confidiamo sulla vostra concreta iniziativa al riguardo».

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Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
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