Opinioni

Milleproroghe, cosa può fare il governo per salvare i balneari

Quali sono i margini di manovra dell'esecutivo con le concessioni in scadenza

I titolari di stabilimenti balneari si trovano in un momento molto complesso e delicato, con le concessioni in scadenza il 31 dicembre 2023 e il governo che è tenuto a intervenire per restituire certezza a migliaia di piccole imprese, in prevalenza a gestione familiare. In questo video, dopo avere riassunto l’attuale situazione normativa, spieghiamo quali sono i margini di manovra dell’attuale esecutivo e cosa potrebbe fare nel decreto milleproroghe.

Dal momento che in questa fase si stanno diffondendo molte chiacchiere – talvolta poco attendibili – sulle presunte interlocuzioni del governo Meloni, nel video abbiamo cercato di tracciare un quadro completo e veritiero della situazione.

Nelle prossime settimane si saprà di più sugli intenti dell’esecutivo, che in questo momento si trova stretto tra le maglie del diritto – sia italiano che europeo – che impone la riassegnazione delle concessioni tramite procedure selettive, e le promesse fatte in campagna elettorale su una possibile soluzione diversa per gli attuali gestori di spiagge.

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Mondo Balneare

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  1. Alex sei stato chiaro e conciso,aspettiamo con ansia l l’operato del nuovo governo, nel frattempo sarebbe giusto che le nostre sigle sindacali si riuniscano in modo compatto per dare forza al comparto e per invogliare gli attuali legislatori a trovare una giusta strada che sia legittima e che dia speranza e sicurezza alle nostre aziende che proprio in questo tragico periodo di incertezza non sanno cosa fare.vogliamo vivere nella legalità come abbiamo sempre fatto e poter investire nelle manutenzioni ordinarie e straordinarie , ma con certezze.buona domenica a tutti.

    • Per quanto “ridicola”, per ovvi motivi, l’applicazione della BOLCKSTEIN in Italia, è stata recepita soltanto nel 2010, dopo aver annullato delle norme, che fino a quella data, garantivano ai concessionari italiani, IL DIRITTO DI INSISTENZA, creando gravi ingiustizie. Pertanto, la soluzione “Ricci”, cioè , il riscatto delle aree in concessione, rilasciate fino a quell’anno, andrebbe preso in seria considerazione, come già detto in un precedente articolo su MondoBalneare, potrebbe essere la soluzione del problema, in quanto, lo Stato, incasserebbe un bel po’ di soldini, e nello stesso tempo si supererebbe l’assurda direttiva, che consentirebbe a tutti gli stranieri di colonizzare questa Nazione, opportunità che gli italiani non potranno mai avere in nessun altro Paese al mondo.

      • Ma che riscatto!!!!!!!!…..sono aree demaniali….. lo stato non può venderle a privati senza che le stesse siano sdemanilizzate e vendute tramite una pubblica asta che possono partecipare tutti i cittadini…

        • Forse non hai completato la frase, omettendo di dire … “dove tutti i cittadini del mondo potranno partecipare alle “aste”italiane (sic!), così come avviene (sempre avvenuto?!) in tutti gli Stati membri (risic!!!), esattamente come tutti gli italiani fanno con le 30.000 concessioni balneari che ogni Stato membro ha, sulle loro 8.000 km di coste balneabili.
          #vattiacoricarechee’meglio.

          • Ormai voi balneari avete una realtà distorta e credete che le concessioni, date a tempo determinato anche se ve le rinnovavano, siano di vostra esclusiva proprietà …….

        • Nikolaus Suck says:

          Di più, non può nemmeno “sdemanializzarle” perché sono c.d. demanio necessario, ovvero che non può non essere tale. Bisognerebbe cambiare leggi, codice civile e sistema. E visto che le coste sono anche i confini, che devono rimanere pubblici e controllati dallo Stato, non si può.

          • Non è vero! La linea demaniale è stata modificata moltissime volte e per moltissimi motivi. Sei un ESPERTO e dovresti saperlo. Ma più che un esperto mi sembri uno di parte e zero imparziale… Un avvocato che è meglio non avere…

          • ,., e ti pareva! Dare in pasto ai potenti del mondo, che non si farebbero infinocchiare come si sta cercando di fare con gli attuali balneari italiani, (disgraziati) quello sì, invece si può. Mi piacerebbe proprio vedere come fareste a toglierle le concessioni alle multinazionali straniere, una volta “insediatosi”?!!!

        • Se sei così erudito dovresti sapere che le aree dove sono stati costruiti manufatti regolarmente autorizzati naturalmente, possono essere “sdemanializzate”, avendo perso la loro funzione originale, ed essere, come sarebbe giusto, riconcesse per 99 anni, pagando un congruo corrispettivo, a chi le ha “inventate”, costruite o in precedenza acquistate, e non “regalarle” al primo arrivato che potrebbe essere, molto facilmente, un riccastro o un “mariuolo” e non un poveraccio come ti illudi tu… Ma ragionare con quelli accecati dalla rabbia insensata è davvero difficile…

          • Nikolaus Suck says:

            Mi spiace ma dici un cumulo di sciocchezze senza sapere minimamente di cosa parli.
            Nell’ordine:
            1) Come ho sempre precisato e continuo a precisare sono qui da privato quindi sono e posso essere “parziale” quanto mi pare. L’importante è esserlo bene.
            2) L'”avvocato che è meglio non avere” semmai è quello imparziale. Se è tale come fa a difendere i tuoi interessi di parte? Deve essere parziale per forza. Quelli che devono essere imparziali sono i giudici.
            3) Ignori totalmente la distinzione tra demanio necessario e accidentale. Quello che dici tu vale solo per quest’ultimo. Quello necessario si chiama così appunto perché non “sdemanializzabile”.
            4) Il demanio, specie quello necessario, è una situazione di fatto che dipende dalle circostanze previste dalla legge e dalle caratteristiche del bene. Se, e solo se, il bene perde quelle caratteristiche, può eventualmente passare nel demanio accidentale/eventuale, ed essere sdemanializzato (nel qual caso però non va a chi ci sta sopra, per assegnarlo occorre una gara pubblica). Ma la costruzione di manufatti, anche se autorizzati (è il minimo), non c’entra niente e di per sé sicuramente non consente nessuna sdemanializzazione, fidati.
            Tutto questo non è rabbia, è studio. Ma ragionare con quelli accecati dal proprio interesse di categoria è davvero difficile…

  2. Il governo e’ sobbilato dalle associazioni di categorie che , a causa di alcune imprese balneari, ancora ostacolano i bandi al 2023 e chiedono altro tempo per procastinare le evidenze pubbliche.

    Pertanto non si puo ‘ rappresentare le aziende balneari come vittime di questo sistema di incertezza che non consentirebbe investimenti.
    L incertezza e’ cercata e voluta perche attraverso provvedimenti illegittimi( adesso si chiama provvedimento ponte , mah….)
    si vuole ritardare i bandi.

    Ma questo doppio gioco non e’ piu sostenibile e manda allo scatafascio le imprese serie

    • Carlo sembra che ne sai più tu che il governo. Mettiti l’anima in pace, adesso governa il centro destra non Draghi.
      Ps. NON SONO UN IMPRENDITORE BALNEARE MA SPERO TANTO VINCANO.

    • La settimana scorsa una delegazione della Commissione europea è stata a Roma per prendere contezza dei progressi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ha avuto incontri con vari ministeri, in gran parte nei locali del ministero dell’Economia e delle Finanze e una riunione plenaria la mattina del 2 dicembre.
      . In occasione della visita, varie voci si sono levate per “modificare il Pnrr” ed estenderne di due anni la durata od ancora includere nel programma il centenario progetto del ponte sullo stretto di Messina, eliminando naturalmente altri investimenti. Occorre dire, per dovere di cronaca, che la più forte di queste voci è stata zittita, il 3 dicembre, da una componente importante del suo proprio partito.. L’esenzione dal pos per pagamenti sino a 60 euro è una chiara violazione di impegni presi con l’Ue. Se il relativo articolo del disegno di legge di bilancio non viene cassato, c’è il rischio che tutti i finanziamenti del Pnrr all’Italia si blocchino. Simile rischio si corre se non si segue la normativa europea in materia di stabilimenti balneari e di taxi. La Commissione lo ha detto a chiare lettere, ma neanche la stampa pare essersene accorta. Speriamo che il governo ne sia consapevole.

  3. i figli di nessuno. says:

    Alex, Sei sempre esaudiente…., e questo è molto importante per la Ns. categoria. Ma le promesse elettorali vanno sempre mantenute!!!!…. Giorgia, Tu Sai come la pensiamo!!!!!…, lo ripeterò sino alla Mia morte!!!!. NO ALLE ASTE!!!!

  4. Carlo le imprese serie sono in pericolo perché sono le amministrazioni comunali a fare i bandi e possono affidare le concessioni agli amici degli amici, lo sai in campagna elettorale quante promesse sono state fatte? ESISTE IL VOTO DI SCAMBIO anche se è un reato è una realtà. Sopratutto nei piccoli comuni .

      • Sparare cifre a caso è poco serio, ma non sarei sorpreso se il 70/80% degli attuali concessionari avesse comprato le aziende. Né gare né affidamenti diretti quindi, bensì mercato. È su questa cosa che in troppi fanno orecchie da mercante.
        La bolkestein applicata alle spiagge confisca aziende liberamente comprate, in nome proprio del libero mercato. Vuole portare il mercato dove già c’è, e per di più confiscando aziende a chi ha investito per comprarle, svilupparle ecc. Ma mi faccia il piacere.

        • Lorenzo Pinto says:

          Ancora?
          Il mercato lo fate con la proprietà privata!
          Lo Stato, lo stesso che spende i soldi delle tasse per ripascimenti, la riqualificazione delle coste e le barriere frangiflutti, HA IL DIRITTO E IL DOVERE di rimettere periodicamente a pubblica gara le concessioni su demanio!
          Europa o non Europa, Draghi o non Draghi!

          Chi finora ci ha investito, certamente ci ha pure guadagnato, e se qualcuno ci perderà soldi vuol dire che ha fatto male i suoi conti!

            • Lorenzo Pinto says:

              Ciò non vuol dire che non debbano mai esserlo per l’eternità!
              Il rinnovo, finora è stata una CONCESSIONE dello Stato. Fin troppo benevola.
              Che cavolo vuol dire “puritano”? 🤣
              Puritano un par de palle, sono un cittadino che paga le tasse e pretende che lo Stato si prenda la responsabilità di gestire i beni pubblici e consentite ai suoi cittadini pari diritto all’utilizzo di tali beni.
              Come avviene nei Paesi civili, che infatti stanno messi molto meglio di noi.

      • Penso di avere più diritto io che tu visto che da una spiaggia sporca ho creato un paradiso, non credi?se vuoi una concessione parti da zero come ho fatto io oppure comprarla se hai gli attributi

        • Ecco Giovanni tu non hai più diritto di nessuno perché hai fatto quello per cui lo stato ti ha dato il bene A TEMPO..ne più e ne meno. Tu chiedi di avere più diritto in base al lavoro che dovevi fare..sarebbe come esigere di avere un bel voto a scuola visto che ci sono andato. Tu come lo studente farai il compito, cioè il bando, e avrai il voto, cioè la spiaggia.

      • Teo Romagnoli says:

        Come autostrade, estrazioni minerarie, impianti di risalita, antenne TV… Adesso voglio io canale 5… Basta concederlo a Berlusconi…mi faccia il piacere…

    • Mi sembra strano che una concessione data in affitto ad una onlus, ente no profit, ecc….. che svolge un’attività sociale e non di lucro, verso i soli associati/soci, prevista dal proprio statuto rientri nella Bolkestein (con la messa all’asta pubblica) a differenza di altri soggetti (ditte individuali e società) che perseguono l’ottenimento del lucro personale (utile aziendale) attraverso lo sfruttamento economico delle stesse concessioni demaniali con l’effettuazioni di prestazioni di servizio (quali i servizi bar e di ristorante, di affitto di ombrelloni,ecc,)

  5. E no mi dispiace prima mi hai utilizzato per avviare una impresa sfruttando le mie capacità e poi mi dici che la spiaggia è demanio? Ok risarcitori

    • Scusa pensavi che la spiaggia fosse tua..ho sfruttato le tue competenze per un tempo durante il quale tu hai fatto profitti..boh a me il balneare mi sembra fuori dalla realtà di ciò che peraltro ha anche firmato!

      • Giuseppe Pintauro says:

        Sapete come dicevano i romani il dato è tratto, poche parole buon intenditore,io sono sicuro ke la meloni ci fara lavorare 2023 2024 2025 poi penso ke si andrà al bando ne sono sicuro perché la meloni è una donna di parola no una qua quaraqua.

    • Nikolaus Suck says:

      Veramente che la spiaggia è demanio non te l’hanno detto “poi”, ma subito, si sa e sta scritto nella legge e nella concessione che hai firmato. E il demanio ha le sue regole, tra cui la temporaneità e precarietà, che devi e dovevi conoscere. E sei tu che hai sfruttato e sfrutti la spiaggia con la tua impresa per guadagnarci, non viceversa.

      • Il tuo, è soltanto un personale punto di vista, che si contrappone a quello di 30.000 imprese, e non solo, oltre a quello di una certa Giorgia. Basta, hai stancato con queste frasi a pappagallo, privi di logica e di considerazioni che farebbero anche gli anticappati mentali.

        • Nikolaus Suck says:

          Gli “anticappati”, certo…(“sic!”)
          Quindi che la spiaggia è demaniale è un mio “personale punto di vista”?
          Che lo preveda la legge è un mio “personale punto di vista”?
          Che l’art 36 c.n. (norma sempre esistita e mai cambiata o abrogata a differenza di altre) dica che le concessioni possono essere rilasciate solo “per un periodo di tempo determinato” è un mio “personale punto di vista”?
          Che di conseguenza nella concessione ci sia scritta una scadenza è un mio “personale punto di vista”?
          Siete spassosi Renzo tu e la tua furbizia, ma c’è un limite a tutto.

          • La “questione” caro Suck è proprio questa, l’assoluta incongruenza, tra le norme abrogate o cambiate (art 37 cdn e legge 88/2001) che interpreti a modo tuo, e l’art 49 del cdn, che non dovrebbe avere più ragione di esistere, proprio perché, con l’abrogazione di quelle norme, sono venute meno le garanzie, che hanno consentito ingenti investimenti e rinnovi per diverse generazioni sin dalle origini del turismo balneare italiano, Se per te, quanto sopra, nonostante la tua “qualifica” professionale, è insignificante, spero mi è consentito dire, che non sei affatto logico, ancor meno razionale, e senza alcun buon senso.

            • Nikolaus Suck says:

              La mia qualifica professionale, che qui non conta, non c’entra niente. Ma è l’esatto contrario sei tu quello “illogico”.
              L’art. 49 cn, che semplicemente applica un principio generale dell’ordinamento (l’accessione, superficies solo cedit: quello che costruisci sul suolo altrui diventa del proprietario, art. 934 c.c.), è corollario della temporaneità e precarietà della concessione. Ha senso perché ti avvisa appunto che essendo il suolo di un altro e la concessione solo temporanea, quando te ne vai quello che ci hai costruito diventa suo. Solo qualora fosse come dici tu ed esistessero quelle presunte “garanzie” di stare lì per sempre (in realtà mai esistite), tale previsione non avrebbe senso perché tanto non te ne vai mai. Quindi è anche e proprio l’art. 49 cn a dimostrare e confermare che le teorie tue sono sbagliate e contrarie all’ordinamento.

            • Uaglio’, tu fai finta di non capire, fino a quando esisteva il diritto di prelazione (art 37 cn) prima, al quale si è aggiunta la 88/2001 che garantiva i rinnovi automatici, l’art 49 del cn NON POTEVA ESSERE APPLICATO PER OVVI MOTIVI., lo capisci o no illustrissimo avvocato.

    • Lorenzo Pinto says:

      E che volevi fare impresa sfruttando le tue incapacità?
      Chiunque al mondo fa impresa sfruttando le proprie capacità, altrimenti fallisce.
      L’Italia è piena di gente che fa impresa sfruttando le proprie capacità.
      Tutto il resto dei cittadini che fanno impresa, se gli scade il contratto di affitto, o riescono a farselo rinnovare oppure portano altrove la loro impresa e le loro capacità.

      E voi chi siete per pretendere che il vostro padrone, ovvero lo Stato, ovvero tutti noi, vi rinnovi il contratto obbligatoriamente e alle vostre condizioni?
      Ma chi vi credete di essere, per pretendere un trattamento diverso da chiunque altro faccia impresa?

  6. No suck nel 2018 e’ stata fatta una legge dello stato la 145, mi hai prorogato la concessione fino al 2033, con tanto di nuova concessione ,registrazione, e polizza fideiussoria, io ho investito denaro non bruscolini.se poi il cds ha annullato ll’estenzione tu stato o mi tuteli o mi risarcisci.penso che sia logica.

    • Ma ancora con la legge drllo stato, ma ci fate o ci site? Forse tutti e due.
      LA LEGGE DELLO STATO CHE PROROGAVA LE CONCESSIONI AL 2033 ERA GIA ILLEGITTIMI PETCHE A SUA VOLTA OGGETTO DI UNA PRECEDRNTE PROROGA SEMPRE DICHIARATA ILLEGITTIMA .E BASTAAAAA

    • Sarebbe bella una risposta dal sig. Suck, io sono nella stessa situazione proroga al 2033 vidimata dal mio comune di appartenenza e in seguito ritirata quasi 24 mesi dopo, nel frattempo ho dovuto fare ben 2 finanziamenti per ristrutturare la struttura, sono curioso e attendo la risposta

    • Nikolaus Suck says:

      Ma non mi dire, lo sai che mi era sfuggito?
      Peccato che:
      a) la Cassazione da decenni e da ultimo proprio per i balneari dica che gli imprenditori hanno un onere di conoscenza della esatta portata della normativa e giurisprudenza, anche facendosi consigliare;
      b) prima del 2018, e precisamente nel 2016, una sentenza della CdG UE, costituente precedente vincolante, avesse già precisato che le proroghe generalizzate (come quella del 2018) sono prive di valore e da disapplicare; e
      c) infatti neppure un anno dopo la 145 nel 2019 la Commissione UE si sia attivata per contestare quella proroga e chiedere chiarimenti, in base ad elementi che già si sapevano, e nel 2020 abbia effettivamente messo in mora l’Italia per la vicenda.
      Elementi concorrenti certi, documentali e incontestabili che purtroppo privano di qualsiasi rilievo la tua “logica”.
      Che comunque non mette in discussione la temporaneità (confermata anche dalla 145/18, e che solo “Renzo” ormai si ostina e diverte a negare).

    • Lorenzo Pinto says:

      Per questo esistono organi come la Corte Costituzionale, il Consiglio di Stato, i TAR…
      Per stabilire se una legge è in contrasto con princìpi generali e superiori dello Stato (o dell’UE, o dei Trattati Internazionali).

      Ciò non vuol dire, che se lo Stato sbaglia, non deve pagare: intanto nell’attuale legge sono già concessi rimborsi per chi, in virtù della proroga, ha fatto investimenti senza la possibilità di vederli ripagati.
      E poi, chi si sente danneggiato può vedersela con lo Stato o fare ricorso in sede di riassegnazione della concessione.
      Se la vedano gli attuali gestori con lo Stato, se ritengono di aver diritto a risarcimenti fanno bene a chiederli.
      Questo non pregiudica le gare e non può essere un problema del concessionario che eventualmente subentrasse.

  7. JESOLO – Un anno dalle gare. Evidenze pubbliche sempre più vicine per le imprese balneari, ma spunta l’ipotesi di un’ulteriore proroga di un anno. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato del 2021, e in base alla legge sulla concorrenza approvata lo scorso agosto in parlamento, le concessioni scadranno il 31 dicembre 2023, dopodiché dovranno essere riassegnate tramite procedure selettive legate alla direttiva Bolkestein ma soprattutto con delle modalità indicate attraverso i decreti attuativi pronti entro il prossimo febbraio. Visti i tempi stretti non è però esclusa un’ulteriore proroga di 12 mesi, da ottenere attraverso il prossimo decreto milleproroghe, che consente al Governo, e ai comuni, di avere più tempo per redigere i bandi di gara. «La voce degli ultimi giorni, spiega Alessandro Berton, presidente regionale di Unionmare – anche su richiesta dell’Anci, l’associazione che rappresenta i comuni, è quella di una proroga di un anno alla scadenza del 2023, per permettere agli enti locali di avere più tempo per organizzare i bandi di gara. E’ un’ipotesi, vedremo se si concretizzerà, di certo la sostanza non cambia: si potrà anche aspettare altri 12 mesi ma poi occorrerà andare a gara e soprattutto farsi trovare pronti».

  8. Vi riinvito a vedere l’intervento di Giorgia Meloni alla camera dei deputati dello scorso febbraio, dove troverete molti “chiarimenti” ai vostri ridicoli ed errati commenti.

    • Un conto fare un’intervista su un problema quando si è all’opposizione un’altra cosa è quando uno governa che a fronte. Di un problema deve guardare tutti gli aspetti del problema è le relative conseguenze negative e positiva è per il paese

      • Finora, tutte le azioni del nuovo governo, corrispondono esattamente ai programmi presentati in campagna elettorale, dimostrando massima coerenza. Però chissà, Giorgia Meloni con tutto il suo partito, dopo aver letto i commenti di “antilobby” su questo portale, potrebbe fare una eccezione per la bontà delle proposte di quest’ultimo (sic!) e diventare improvvisamente incoerente, magari per fargli un piacere personale! Comportandosi come i tuoi referenti grillini, (che la pensano come te), loro si, anche se non sono stati i soli, hanno fatto promesse che non hanno mantenuto, incoerenti e incompetenti, condannati ormai a rappresentare i soli percettori di rdc per poter “sopravvivere”.

        • Io non sono grillino ma la Meloni che ha fatto? Solo spot elettorali la manovra sostanzialmente ha seguito le orme di Draghi. Io appartengo al ceto medio e non mi ha fatto nulla circa l’abbassamento delle tasse anche se in campagna elettorale parlavano tanto di flat tax….. vallo a dire a quei pensionati che l’ha fatti diventare ricchi (sulla carta) non applicandogli la rivalutazione per intero……(pensione di Euro 2.000,00 lordi e netti per euro 1.500,00). P.S. Io ho sempre votato seguendo la mia linea e non come voi che votate secondo chi vi fa promesse elettorali, comportamento lobby sta).

          • …….. infine è più realistico che tu abbia votato i grillini insieme agli altri balneari quando nel 2018 con quella sciagurata legge, la 145, vi concesse una ulteriore illegittima proroga generalizzata fino al 2033.

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