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Milleproroghe, ammessi alcuni importanti emendamenti sui balneari

Le proposte accettate riguardano la proroga delle concessioni, la rideterminazione della linea demaniale e il contenzioso sui pertinenziali. Bocciata l'estensione della proroga al 2020 per le concessioni in scadenza dopo il 2015.

Via libera alle proposte di prorogare le concessioni balneari fino al 2025 o fino al termine della ricognizione delle coste italiane, e via libera anche agli emendamenti sulla rideterminazione della linea demaniale e sul rinvio del contenzioso per gli stabilimenti pertinenziali. Sono stati dichiarati “proponibili” alcuni degli emendamenti al decreto Milleproroghe in materia di concessioni balneari redatti dalle associazioni di categoria (nello specifico Sib-Confcommercio, Assobalneari-Confindustria e Itb Italia) e firmati da varie forze politiche, dal Pd a Forza Italia. Ora si attende la votazione finale del Senato, che inizierà martedì 31 gennaio, prima di sapere se tali proposte diventeranno legge a tutti gli effetti, ma la dichiarazione di ammissibilità è già un primo passo fondamentale.

Gli emendamenti al decreto Milleproroghe 2017 in materia di concessioni balneari trattano alcuni aspetti marginali ma piuttosto importanti e sono stati dichiarati ammissibili giovedì, il giorno prima che il governo presentasse il disegno di legge per il riordino complessivo delle concessioni demaniali marittime. In ogni caso, trattandosi di alcune semplici correzioni a leggi già esistenti, gli emendamenti al Milleproroghe non si sovrappongono agli aspetti trattati dal disegno di legge, per cui proseguiranno nel loro autonomo percorso fino alla votazione finale del decreto.

Proroga al 2020, rideterminazione linea demaniale, pertinenziali: gli emendamenti di Sib-Confcommercio

Per quanto riguarda i tre emendamenti proposti dal Sib-Confcommercio, che avevamo già pubblicato in questo articolo, il presidente Riccardo Borgo ci informa che «non ha superato il vaglio quello riguardante l’estensione della proroga al 2020 anche alle concessioni aventi scadenza dopo il 2015, mentre sono stati ammessi parzialmente quello sui pertinenziali (accettando la proposta di riapertura dei termini per la definizione agevolata, ma senza la sua estensione sia alle spese che ai contenziosi amministrativi) e quello sulla rideterminazione della linea demaniale».

La proposta di estendere la proroga al 2020 anche alle concessioni in scadenza dopo il 2015 riguarda una correzione della cosiddetta “legge salva-spiagge”, approvata lo scorso luglio nel decreto Enti locali per salvaguardare la validità delle concessioni in seguito alla sentenza della Corte di giustizia europea che ha dichiarato illegittimo il principio della proroga generalizzata. Riferendosi la norma solo alle concessioni con scadenza entro il 31 dicembre 2015, il Sib-Confcommercio ne ha chiesto l’entensione anche i titoli con scadenza nel 2016 e 2017, ma l’emendamento (proposto sia da Forza Italia che dal Partito democratico) è stato ritenuto “improponibile”.

Ammesso, invece, l’emendamento sulla rideterminazione della linea demaniale – in questo caso stranamente è stato accettato per intero quello presentato da Forza Italia, mentre è stato accettato solo per metà lo stesso identico testo presentato dai senatori del Partito democratico. Le modifiche che si propongono in questo emendamento hanno lo scopo di prorogare il termine per stabilire la ridelimitazione della linea demaniale e di garantire agli attuali possessori (che sono anche i proprietari degli immobili costruiti), il diritto di opzione nell’acquisto della sottostante area di sedime.

Infine, accettata parzialmente la proposta di rinviare i termini per risolvere il contenzioso degli stabilimenti pertinenziali, anche in questo caso presentata sia da Forza Italia che dal Partito democratico. Questo emendamento intende posticipare la materia al 30 giugno 2017 per i circa trecento imprenditori balneari che, a causa dell’applicazione dei valori Omi, hanno subìto un vertiginoso aumento dei canoni. Non è però stata ammessa la parte dell’emendanento che propone di estendere la definizione alle spese amministrative.

Proroga concessioni finché il governo non avrà mappato tutte le spiagge: la proposta di Assobalneari

Ammesso anche l’emendamento redatto da Assobalneari-Confindustria e presentato da Maurizio Gasparri (Forza Italia) che introduce un nuovo concetto: quello di istituire una proroga alle attuali concessioni in attesa che lo Stato svolga una ricognizione completa di tutta la costa per verificare quante aree sono occupate e quante libere, con l’obiettivo di stabilire se la risorsa naturale è o non è scarsa.

Questo il testo dell’emendamento:

10-bis. Il termine di cui all’articolo 34-duodecies, comma 1, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, è prorogato fino al termine della mappatura da parte degli organi competenti dello Stato delle Aree in concessione già affidate e quelle libere ancora da affidarsi al fine di individuare il numero di autorizzazioni da rilasciare sulla base delle risorse naturali disponibili.

Così Fabrizio Licordari, presidente Assobalneari-Confindustria, illustra i motivi della presentazione di questo emendamento: «Visto che siamo in un provvedimento legislativo la cui finalità è una “proroga” a un termine definito in essere, mi pare che sia pertinente formulare un emendamento a tutela delle concessioni balneari prendendo spunto da un’apertura che troviamo nella sentenza della Corte europea del 14 luglio 2016, con l’obiettivo di ottenere una proroga. Infatti la Suprema Corte ha affermato con certezza che le concessioni non possono essere rinnovate automaticamente per non contrastare i principi di libertà di stabilimento, non discriminazione e tutela della concorrenza. La Corte precisa altresì che se tali concessioni presentino un interesse transfrontaliero certo, la proroga automatica applicata nei confronti di una impresa, con sede in uno Stato membro, configurerebbe una differenza di trattamento nei confronti di altre imprese interessate a quella concessione con sede in altri Stati membri. Ma nell’enunciazione di questi principi il giudice europeo apre anche degli scenari rispetto ai quali si configura una possibile tutela per l’affidamento al concessionario uscente. Per andare sul concreto, la Corte analizza le condizioni di applicabilità dell’articolo 12 della direttiva 123/2006, aprendo in favore dell’autonomia dei singoli Stati membri rimandando la materia al giudice nazionale che dovrà stabilire se il citato articolo 12 della direttiva debba o no essere applicato, e cioè se vi siano o meno i presupposti della scarsità delle risorse oggetto di concessione. Questo ci ha dato lo spunto per formulare un emendamento di proroga sulla durata delle concessioni per consentire allo Stato di verificare, attraverso i suoi organi competenti, le aree in concessione già affidate e quelle libere ancora da affidarsi. Con questo orientamento il giudice comunitario indica altresì che per arrivare a stabilire se vi sia limitatezza di risorse o no, lo stesso giudice nazionale debba verificare se le autorizzazioni sono rilasciate a livello nazionale o locale, verificando sul luogo la disponibilità o meno delle aree oggetto di interesse. Pertanto, nel caso dello Stato italiano, la demanialità del bene è in capo allo Stato che ha delegato le Regioni ad amministrarlo, le quali poi si avvalgono dei Comuni. Dobbiamo perciò portare il livello di analisi preferibilmente a livello nazionale (considerare cioè nei 6850 km di costa italiana quanti sono già affidati in concessione e quanti sono liberi) e in subordine, se ciò non venisse accolto, fermarsi almeno su base regionale. Oggi lo Stato non ha un dato preciso in merito. Era stato fatto solo un tentativo ricognitorio, ma con scarsi risultati dal momento che non tutte le Regioni hanno risposto alla richiesta di fornire i dati (forse perchè non tutte hanno una mappatura). Nelle more perciò di questa situazione, per avviare una seria verifica del territorio, abbiamo invocato una proroga in attesa di una mappatura precisa del territorio ai fini di una corretta applicazione delle indicazioni fornite dalla Corte di giustizia europea».

Proroga al 2025 ed esclusione dalla Bolkestein: le proposte di Itb Italia

Ammesso solo parzialmente l’emendamento presentato dal senatore Remigio Ceroni (Forza Italia) di cui l’associazione balneare Itb Italia, tramite il suo tecnico Antonio Smeragliuolo, rivendica la paternità.

Del lungo emendamento è stato ammesso solo il primo comma, che propone di prorogare le attuali concessioni fino al 2025:

10-bis. Il termine di cui all’articolo 34-duodecies, comma 1, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, è prorogato sino al 31 dicembre 2025.

Non ammesso, invece, tutto il resto dell’emendamento, che proponeva tra l’altro l’esclusione dei manufatti degli stabilimenti balneari dall’applicazione della direttiva Bolkestein e la loro sdemanializzazione per poterli vendere agli attuali titolari. Riportiamo il restante testo dell’emendamento per opportuna conoscenza.

10-ter. Le attività e strutture private, le aree ricomprese del demanio marittimo oggetto di concessione dove già insistono i manufatti stabili, le pertinenze fisse ed amovibili, opere fisse e opere mobili costituenti volumetrie autorizzate esistenti, già regolamentate, conformi alle norme demaniali, edilizie e ambientali, che insistono su aree del demanio, e quelle destinate a stabilimenti balneari, concessioni del demanio marittimo con finalità turistico-ricreative, concessioni del demanio con finalità di attività fluviali, lacuali e portuali, concessioni del demanio marittimo e di zone del mare territoriale per finalità di pesca e acquacoltura, concessioni del demanio con finalità sportive, le aree ricomprese del demanio marittimo oggetto di concessione di cui all’articolo 01, del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, sono escluse dall’applicazione della Direttiva 2006/123/CE e sono inserite all’articolo 7 del decreto legislativo 59/2010.
10-quater. I terreni del demanio nella piena proprietà dello Stato Italiano a norma dell’articolo 345 del Trattato funzionamento Unione europea, ex articolo 295 del trattato CE, sui quali sono costruite ed esercitate anche attività, mediante la costruzione di opere a carattere permanente, le aree del demanio, e del demanio marittimo, dove già insistono i manufatti stabili, le pertinenze fisse ed amovibili, opere fisse e opere mobili costituenti volumetrie autorizzate, conformi alle norme demaniali edilizie e ambientali, indipendentemente dalla natura o dal tipo degli impianti previsti, compatibilmente con le esigenze di pubblico interesse e con il diritto di libera fruibilità del mare e della battigia, sono venduti agli attuali concessionari e conduttori, riconoscendo la trasformazione del titolo concessorio, equiparato al diritto di superficie, in diritto reale, fatti salvi i diritti legittimamente acquisiti nel tempo che hanno maturato gli effetti equiparati per quanto dettato del comma l dell’articolo 106 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, come modificato dall’articolo 1, della legge 12 dicembre 2002, n. 273.
10-quinquies. Le aree occupate da strutture e attrezzature alle medesime asservite, sono individuate con atto ricognitivo dirigenziale dall’Agenzia del Demanio ed escluse dal demanio marittimo in quanto non più utilizzate per i pubblici usi del mare, con decreto del ministro delle infrastrutture e dei trasporti in concerto con quello dell’economia e finanze. L’inclusione nei decreto produce il passaggio dei beni al patrimonio disponibile. Il prezzo di acquisto del terreno e delle eventuali pertinenze, dovrà essere pagato entro 180 giorni dalla promulgazione della presente legge in un’unica soluzione al momento della stipula del contratto di vendita o nel momento che l’istituto bancario avrà dato disposizioni al pagamento.
10-sexies. Il corrispettivo sul totale del trasferimento per il versamento dell’importo, dovrà avvenire al prezzo che verrà stabilito da apposito decreto che tenga conto di un abbattimento per le superfici coperte permanenti. Il calcolo del corrispettivo è affidato all’Agenzia del Demanio, la quale stabilisce anche la tipologia delle nuove costruzione in nuovi ambiti territoriali del demanio nazionale, garantendo così il diritto di concorrenza, di libertà di stabilimento, la libertà di prestazione di servizi nell’Unione europea, rafforzare i diritti del destinatario dei servizi in quanto utenti di tali servizi, promuovere la qualità dei servizi, stabilire una cooperazione amministrativa effettiva tra gli Stati membri.
10-septies. Stante la realtà dei beni incamerati, dove è avvenuta l’accessione dei beni costruiti sopra il terreno demaniale, nei casi in cui il conduttore attuale del bene incamerato non è legittimato per ricorrere in giudizio per annullare l’incameramento secondo l’articolo 49 del codice della navigazione di cui al regio decreto 30 marzo 1942, n. 327 che alla data di promulgazione della presente legge è dichiarato abrogato, verrà valutato il bene complessivo dei manufatti pertinenziali dall’agenzia del Territorio competente per area, al costo iniziale della pertinenza scontando dalla valutazione, i costi delle manutenzioni e dell’usura dei beni e posto in vendita all’attuale conduttore. La valutazione finale sarà trasmessa all’agenzia del Demanio competente per area per la stipula dei contratti di vendita all’attuale conduttore. I canoni dovuti per effetto della legge n. 296 del 2006 sono ricompresi nella valutazione finale per quanto versato in eccesso secondo la legge n. 494 del 1993.
10-octies. Per le Concessioni di beni demaniali marittimi ad uso turistico ricreativo di stabilimento balneare, il diritto reale sul terreno demaniale avrà come limite della sua estensione l’area destinata alla posa degli ombrelloni ed attrezzatura-similare. Tale area sarà quindi definita spiaggia. La spiaggia definita come ”area destinata alla sola posa ombrelloni ed attrezzatura similare” è riconosciuta come pertinenza destinata in modo durevole a servizio del bene realizzato sul terreno soggetto del diritto reale e sottoposta ad un canone concessorio annuale. Tale nuova definizione della spiaggia come parte del demanio necessario del Territorio nazionale non può essere sottoposta a strumenti di diritto privato. La spiaggia così definita sarà soggetta annualmente al pagamento del corrispettivo individuato dall’agenzia del Demanio secondo i parametri indicati dalla legge n. 494 del 1993, parametri che non comportino comunque maggiorazioni oltre l’incremento ISTAT aggiornato annualmente con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasponi in misura pari alla media degli indici nazionali generali. Indicando al fine della valutazione del corrispettivo del canone concessorio della spiaggia posa ombrelloni e strutture similari, ambiti territoriali a valenza turistica: a) ad alta valenza; b) media valenza; c) normale valenza; d) bassa valenza. Considerando come aree valutate con un canone ricognitorio al 10 per cento nella valutazione complessiva del canone concessorio annuale le aree scoperte dove insistono anche con impianti a struttura leggera parcheggi, zone adibite a parco giochi o attività sportive, giardini, il cui uso ed accesso sia libero e gratuito e comunque tutte le aree il cui accesso sia libero e gratuito ed i servizi offerti gratuitamente, aree non riconducibili ad un utilizzo di posa ombrelloni o strutture similari a stretto fine di un utilizzo economico per l’azienda. Il vincolo di destinazione delle aree soggette al canone ricognitorio è indicato dal titolare del bene trasferito in proprietà e può essere sempre modificato previa comunicazione all’ufficio del demanio. La distinzione tra manufatti di facile o difficile rimozione stante la realtà della tecnica è soppressa, ogni manufatto si intende di facile rimozione. Le aree scoperte dove insistono impianti a struttura leggera, soggette al canone ricognitorio, possono permanere o essere liberate nel periodo invernale e l’area liberata rimane ugualmente soggetta a valutazione con canone ricognitorio. Per le concessioni di beni demaniali marittimi ai fini turistico ricreativi, il diritto di proprietà sui terreno demaniale avrà i seguenti limiti:
  a) a monte, a sinistra e a destra rispetto all’accesso principale a monte, dalla linea di confine della concessione attuale;
  b) a mare, dalla linea retta congiungente i punti di massimo aggetto verso amovibili, gli impianti a struttura leggera.
10-novies. Lo Stato Italiano al fine di garantire il rilancio degli investimenti nel settore del turismo provvederà nel termine di 30 giorni dall’emanazione della presente legge a stipulare accordi vincolanti ed obbligatori presso il sistema bancario per la rinegoziazione dei mutui e di ogni forma di garanzia in essere, contratti dalle attuali aziende per investimenti ed interventi inerenti l’attività e per l’erogazione di nuovi mutui agevolati alle aziende che intendano esercitare la volontà di acquisto del terreno demaniale o prevedano inoltre un piano di nuovi investimenti.
10-decies. L’occupazione e l’uso dei beni pubblici anche già oggetto di concessione amministrativa, di cui alla data di entrata in vigore della presente legge sia cessata l’efficacia, e, comunque, alla scadenza del termine stabilito, nonché le spiagge libere attrezzate, al fine di garantire l’ammortamento degli investimenti effettuati ed i livelli occupazionali, garantendo la migliore utilizzazione accertata dalla conduzione nel tempo, sono attribuiti al precedente concessionario, gestore, mediante la prosecuzione del rapporto nella forma privatistica e nei modi indicati nella presente legge.
10-undecies. I beni appartenenti al demanio marittimo permangono di competenza dello Stato.
10-duodecies. Alla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni e i comuni conformano alla presente disposizione i piani di utilizzazione degli arenili e gli strumenti urbanistici vigenti in materia di utilizzazione delle aree di demanio marittimo e degli arenili.
10-terdecies. Al concessionario o conduttore che non intenda acquistare il terreno passato al patrimonio disponibile alla scadenza della proroga, è riconosciuto un indennizzo a carico del subentrante, per gli investimenti e i valori commerciali creati da definire con apposito decreto del Ministero dell’economia e finanze.
10-quaterdecies. Alla data di entrata in vigore della presente legge, è abrogata ogni altra disposizione contraria o incompatibile con la presente legge.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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