Norme e sentenze

Marina Monfalcone resta a Red Bull: respinto il ricorso, ma rimangono dubbi

Una società uscita sconfitta dalla gara aveva contestato la legittimità del bando, ma i giudici le hanno dato torto. L'avvocato Pozzi: "Servono più tutele per piccole imprese contro multinazionali"

È stato legittimo l’affidamento alla multinazionale Red Bull, da parte del Comune di Monfalcone, di un’ampia concessione demaniale marittima. Lo ha deciso nei giorni scorsi il Tar del Friuli Venezia Giulia, pronunciandosi sul ricorso presentato da una cooperativa sociale che si era opposta contro l’assegnazione della concessione per quindici anni alla società Marina Monfalcone srl, in seguito acquisita dalla Red Bull per accaparrarsi il suo tratto di costa.

La notizia aveva fatto scalpore: a dicembre 2021 la multinazionale degli energy drink aveva sborsato circa 9 milioni di euro per ottenere 125.000 metri quadri di costa (di cui 60.000 in proprietà privata e 65.000 in concessione) nel golfo di Trieste per aprire un grande centro velico e nautico. Tuttavia la cooperativa sociale Greencoop, uscita sconfitta dalla gara per il tratto di concessione, aveva presentato ricorso al Tar contro l’assegnazione alla società vincitrice, comprata subito dopo dalla Red Bull per realizzare il suo complesso dedicato agli sport nautici e acquatici.

Nel ricorso, la Greencoop aveva evidenziato varie presunte irregolarità nella procedura di affidamento, fra cui l’eccesso di potere dell’amministrazione comunale nel preferire la destinazione dell’area ad attività nautiche sportive, l’illogicità e contraddittorietà nelle motivazioni di aggiudicazione e l’ingiustizia nell’applicazione dei criteri di valutazione stabiliti nella comparazione delle domande proposte. Inoltre, la società ricorrente riteneva che la concessionaria non detenesse l’adeguata esperienza professionale nel settore balneare richiesta nel bando di gara. In sostanza l’accusa, ripresa anche dall’interrogazione di un consigliere comunale, era che il bando fosse pilotato per favorire l’acquisizione da parte della Red Bull. Tuttavia il Tar friulano ha ritenuto legittimo l’operato dell’amministrazione comunale e respinto il ricorso della Greencoop, esprimendosi con la sentenza numero 6701 del 7 luglio scorso.

L’avvocato Cristina Pozzi, che ha difeso la società Greencoop nel ricorso, interpellata da Mondo Balneare, si dichiara perplessa per l’esito della decisione: «La sentenza opta per un’interpretazione estensiva dell’articolo 37 del Codice della navigazione, riconoscendo all’amministrazione concedente un margine di discrezionalità davvero ampio. Anche se si è costantemente ribadito, nella recente giurisprudenza, che la procedura prevista dall’articolo 37 riveste sufficienti garanzie di trasparenza, proporzionalità e non discriminazione, viene da domandarsi se lo schema previsto da questa norma sia oggi compatibile con le richieste di massima concorrenzialità che la normativa europea e nazionale richiedono. E, anche, se i criteri di cui alla legge 118/2022 trovino o meno ingresso in tale procedura. Perché, per esempio, la presenza di società di considerevoli dimensioni in una procedura concorrenziale deve trovare un bilanciamento, altrimenti non ci sarà competizione alcuna tra microimprese e multinazionali. E questo, a mio giudizio, può avere l’effetto di non tutelare sufficientemente il demanio, per il quale occorre una super protezione, almeno sotto il profilo ambientale».

Per approfondire

© Riproduzione Riservata

Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
Seguilo sui social: