Liguria Sindacati e associazioni

Liguria, pressing delle associazioni balneari su proroga al 2024

Cinque associazioni hanno scritto ai sindaci che non hanno ancora applicato la legge

Le associazioni balneari della Liguria fanno fronte comune per sollecitare i sindaci che si stanno rifiutando di estendere le concessioni demaniali marittime fino al 31 dicembre 2024. Sono infatti diversi i Comuni che stanno facendo resistenza o che addirittura vorrebbero indire i bandi entro la fine di quest’anno, data di scadenza ufficiale dei titoli, senza avvalersi dell’anno di deroga in più previsto dalla legge 118/2022 e nemmeno del rinvio previsto dal decreto milleproroghe: per questo, i presidenti regionali di Assobalneari-Confindustria, Fiba-Confesercenti, Cna Balneari, Italia Balneare e della rete di imprese “Tre Baie” hanno firmato congiuntamente una lettera indirizzata ai primi cittadini di Portofino, Rapallo, Zoagli, Chiavari, Lavagna, Sestri Levante e Moneglia, che ancora non hanno provveduto a deliberare l’applicazione della deroga. Nello specifico, la richiesta delle cinque associazioni è quella di applicare la proroga di un anno approvata lo scorso febbraio dal governo Meloni.

«In qualità di rappresentanti dei concessionari demaniali aderenti ai sindacati e alle associazioni scriventi, con la presente siamo a sollecitare l’adozione dei prescritti provvedimenti amministrativi che, sulla base delle normative vigenti, prevedono l’estensione delle concessioni demaniali in essere», esordisce la lettera, firmata da Paolo Ferraresi (Assobalneari Tigullio), Elvo Alpigiani (Fiba-Confesercenti), Vittoria Ratto (Italia Balneare), Alessandro Riccomini (Cna Balneari Liguria) ed Enzo Santanna (rete d’imprese Tre Baie). «A tal proposito, prendiamo atto con favore dell’intenzione, riportata dagli organi di stampa e in alcuni casi confermata anche nel corso di incontri con le categorie interessate, degli enti locali della riviera di levante genovese, di addivenire a una formulazione condivisa tra diversi Comuni del provvedimento di estensione in ossequio alle leggi della Repubblica italiana. Non possiamo esimerci dall’evidenziare come l’adozione del provvedimento di estensione debba intervenire entro l’improrogabile termine del 31 dicembre 2023 ma, anche in considerazione della concomitanza delle festività natalizie e di fine anno, oltre che di altre numerose scadenze amministrative che impegneranno gli enti pubblici, è quantomai opportuno addivenire con largo anticipo a questa determinazione. Il tutto anche nel doveroso rispetto delle esigenze di imprenditori che non possono attendere le ultime ore dell’anno, rischiando peraltro involontari e imponderabili ritardi, per ottenere il titolo concessorio relativo alla loro attività».

Prosegue la missiva: «Segnatamente, ci preme sottolineare come siano vigenti, pienamente efficaci e cogenti disposizioni di legge, in ultimo quelle contenute nella legge 14/2023 del 24 febbraio 2023, che mettono le amministrazioni comunali nelle condizioni di poter procedere agli atti amministrativi necessari, anche alla luce della sopravvenuta sentenza n. 32559 della suprema Corte di Cassazione che ha cassato le cosiddette “sentenze gemelle” n.17 e 18 del Consiglio di Stato emesse il 9 novembre 2021 a seguito dell’adunanza plenaria. Inoltre, la Corte di giustizia europea, nella sentenza del 20 aprile 2023, al punto 46 e successivi sostiene che l’articolo 12, paragrafo 1, della direttiva 2006/123 conferisce agli Stati membri un certo margine di discrezionalità nella scelta dei criteri applicabili alla valutazione della scarsità delle risorse naturali, e al punto 71, la Corte precisa che l’obbligo di applicare una procedura di selezione e il “divieto” di rinnovare automaticamente un’autorizzazione rilasciata per una determinata attività si applichino “solo” nel caso in cui il numero di autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitato per via della scarsità delle risorse naturali utilizzabili, le quali devono essere determinate in relazione a una situazione di fatto “valutata” dall’amministrazione competente (parlamento e governo)».

«Sottolineiamo infine come la relazione finale del tavolo tecnico consultivo sulla mappatura delle spiagge, istituito dall’art 10-quater, primo comma, del DL n. 198/22, nella quale viene certificata la “non scarsità delle risorse naturali” (il nostro paese può contare infatti sul 67% del demanio marittimo ancora disponibile), consenta al governo, in perfetta sintonia con la direttiva Bolkestein, di decidere che “non” si dia corso a selezioni pubbliche per il rilascio o il rinnovo di concessioni finalizzate all’esercizio dell’attività turistico-ricreativa sul demanio marittimo», concludono le associazioni. «Certi che l’amministrazione comunale da lei autorevolmente guidata vorrà quanto prima adottare i prescritti provvedimenti, anche al fine di preservare gli stessi amministratori e i pubblici funzionari da ogni tipo di responsabilità, ci permettiamo di rinnovare l’invito a procedere sollecitamente, e auspicabilmente entro il prossimo 20 dicembre, al rilascio delle estensioni dei titoli concessori in essere sul demanio di competenza del suo Comune, restando a più completa disposizione dell’amministrazione comunale per ogni forma di collaborazione».

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