Norme e sentenze Puglia

Lidi montati d’inverno, via libera da Tar Lecce

I giudici si sono espressi a favore del mantenimento delle strutture

Il tribunale amministrativo di Lecce ha salvato il mantenimento invernale degli stabilimenti balneari del litorale salentino. I giudici del Tar si sono infatti espressi a favore del ricorso di cinque lidi di Ugento e Porto Cesareo, che si erano opposti alle ordinanze comunali emanate nelle scorse settimane per imporre la rimozione delle strutture e il ripristino dello stato dei luoghi. Grazie alla pronuncia, riferita da Repubblica, i concessionari potranno mantenere i loro manufatti montati anche nei mesi invernali.

Nello specifico, per le strutture dell’Astor Village di Torre San Giovanni (difeso dagli avvocati Leonardo Maruotti e Francesco G. Romano), il Comune aveva chiesto la rimozione delle strutture balneari a carattere stagionale, mentre il Tar ha disposto il loro mantenimento in via cautelare, in attesa della risposta del Comune alla richiesta di apertura annuale che la società ha avanzato nel 2019. In particolare, hanno sottolineato i giudici, «in caso di istanze di mantenimento puntuali e tempestive, l’inerzia e l’omessa adozione di un provvedimento espresso sull’istanza proposta dal concessionario costituisce un comportamento contra legem che determina la conseguente illegittimità dell’ingiunzione allo smontaggio». La questione sarà comunque discussa nel merito l’11 ottobre 2023.

Analoghe le motivazioni per lo stabilimento Playa Blanca di Lido Marini, difeso dagli avvocati Andrea Sticchi Damiani e Giuseppe Carlomagno: anche in questo caso, la società aveva presentato richiesta di mantenimento annuale nel 2019 e il Tar Lecce glielo ha consentito in attesa del giudizio di merito. Ancora più datata, e sempre risultata vittoriosa, è poi la domanda del lido Oasi degli Angeli di Torre San Giovanni, difeso dall’avvocato Danilo Lorenzo, che risaliva al 5 novembre 2010. Infine, per lo stabilimento Onda Marina di Torre San Giovanni (sempre difeso dall’avvocato Lorenzo), i giudici hanno disposto il mantenimento basando la decisione sul fatto che i titoli edilizi rilasciati dal Comune per l’ampliamento della struttura hanno autorizzato la realizzazione di un manufatto diverso da quello originario e senza alcun riferimento alla stagionalità. Anche in questo caso, occorrerà comunque attendere l’esito della discussione nel merito per una decisione definitiva.

Nei giorni scorsi, il Tar Lecce si era già pronunciato in via cautelare a favore del mantenimento invernale degli stabilimenti balneari anche per i ricorsi presentati da altri due stabilimenti di Ugento, il Rottacapozza Beach e il Lido Sabbioso. Il giudizio di merito è invece già arrivato per il Lido dei Pirati di Porto Cesareo, nei confronti del quale il Tar ha annullato l’ordinanza con la quale il Comune aveva imposto la rimozione delle strutture nonché la nota con cui gli uffici comunali avevano rigettato l’istanza dei proprietari, difesi dall’avvocato Alessandro De Matteis, di mantenere annualmente lo stabilimento. Nelle loro motivazioni, i giudici hanno evidenziato come la norma del Piano regolatore generale che permette l’installazione di chioschi in legno solo nei mesi estivi non abbia alcuna attinenza con il mantenimento annuale delle strutture balneari.

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  1. Il report seguente può essere interessante.
    La conditio sine qua non per accatastate le strutture ottenere una rendita catastale su cui pagare l IMU, è la permanenza delle strutture anche nel periodo invernale, al di là della facile rimozione o incameramento del bene Questo succede in Liguria.
    Affascinante , stando le cose come le vuole vedere ad oggi l’ agenzia delle entrate, la consistenza delle strutture presenti in inverno incide fortemente sulla rendita catastale dell’ arenile, che avrebbe invece rendita zero, come tutte le strutture se nulla esiste in inverno sulla concessione. L accatastamento, OBBLIGATORIO, crea costo Imu enormemente superiore ai canoni, la classificazione D8 fa si che per 2/3 Imu allo stato, 1/3al comune. Segnalo anche che questo STILE di accatastamento dell’ agenzia, fa si che tra chi ha accatastato decenni fa ha una rendita totalmente diversa (senza intervento dell’ arenile) dalla rendita attuale dove per giunta ogni mq di arenile ha rendite diverse a seconda delle strutture accatastate .
    Aggiungo che l Imu potrebbe essere richiesta retroattivamente. Il tutto perché esiste ad oggi un diritto di superficie (mettetevelo nel c) che diventa anacronistico nel momento in cui investire è folle, la spiaggia è di tutti, sbaraccate e andatevene ecc ecc
    Conviene che il concessionario passi per l’ opinione pubblica come un ladro , anche se nei fatti questa è una delle 1000 folli situazioni in cui a giro si trova ora 1 ora l’ altro concessionario, il tutto perché si possa compiere la PORCATA DEL SECOLO.

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