Opinioni

Legge salva-balneari, la partita è ancora aperta

Restano in piedi a sorpresa alcuni emendamenti che puntano all'estensione di 30-50 anni delle attuali concessioni. Facciamo il punto della situazione.

Sono ancora in campo alcuni emendamenti che puntano a salvaguardare gli stabilimenti balneari italiani, definendo una nuova norma per stabilire un futuro certo alle concessioni demaniali marittime dopo la loro scadenza del 31 dicembre 2020. La situazione è molto complessa: il governo deve approvare due provvedimenti entro la fine dell’anno, il decreto fiscale e la legge di bilancio, e in entrambi i casi ci sono migliaia di emendamenti tra cui molti che riguardano i balneari. Le bocciature di cui abbiamo parlato ieri (vedi articolo) riguardavano solo le proposte al decreto fiscale avanzate in Senato, ma la partita si sta ancora giocando e per la categoria resterebbero margini di speranza alla Camera, soprattutto per la legge di bilancio. Infatti, secondo quanto ci riferiscono fonti parlamentari, fino a questa notte alcuni senatori avrebbero lavorato a un accordo trasversale tra Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Partito democratico e un gruppo di fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle per approvare un emendamento di tutela per gli attuali balneari, includendo anche i pertinenziali.

Ma la sorpresa è avvenuta nel decreto fiscale: dopo che in Senato sono state dichiarate inammissibili quasi tutte le proposte, ieri pomeriggio alla Camera è stato segnalato l’emendamento numero 55.07 a prima firma del deputato Carlo Fidanza (Fratelli d’Italia), che tenta di estendere le attuali concessioni dai 30 ai 50 anni. Molto stranamente, l’emendamento di Fidanza è stato ammesso alla votazione, mentre una proposta del tutto identica e a prima firma Deborah Bergamini (Forza Italia) è stata bocciata. Gli azzurri hanno comunque deciso di proseguire la battaglia al di là degli interessi di partito, convogliando il loro sostegno all’emendamento Fidanza.

Sembrano invece definitivamente tramontati gli emendamenti che chiedevano misure ancora più definitive come la sdemanializzazione e l’esclusione della Bolkestein, seppure quest’ultimo sia l’obiettivo più volte garantito dal ministro al turismo Gian Marco Centinaio, che ha però fatto sapere lo scorso ottobre al Sun di Rimini come l’intento del governo sia di varare un provvedimento organico anziché un emendamento in un’altra legge. Tuttavia il tempo stringe per una materia così complessa, e a distanza di settimane non è stata ancora resa nota la data del tavolo a cui il ministro ha invitato a lavorare i tecnici delle associazioni di categoria. Per questo alcuni sindacati stanno portando avanti in queste ore concitate un’intensa attività di pressing sui parlamentari e sugli esponenti del governo affinché si vari una misura di salvaguardia entro la fine dell’anno.

Se le possibilità di ottenere qualcosa in decreto fiscale sembrano difficili, c’è più ottimismo sulla legge di bilancio: due giorni fa, nella seduta della VI commissione del Senato, il sottosegretario all’economia Massimo Garavaglia si è espresso contro gli emendamenti sui balneari nel decreto fiscale, ma ha lasciato intendere che la questione è solo rinviata alla legge di bilancio (leggi il resoconto stenografico). Se davvero così accadrà, il governo potrà dunque mantenere la promessa di legiferare entro la fine dell’anno per restituire agli imprenditori balneari la certezza di cui hanno bisogno.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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