Attualità Norme e sentenze

Legge di Stabilità 2016: tutti gli emendamenti sui balneari

Numerose le proposte che tentano di salvare le concessioni balneari estendendole di almeno 30 anni. Ora si attende l'ammissibilita'.

di Alex Giuzio

Concessioni estese fino al 2050, sdemanializzazione delle imprese balneari, apertura annuale delle spiagge, sospensione dei canoni pertinenziali. Sono solo alcune delle proposte tratte dai numerosi emendamenti presentati dalle forze politiche e dalle associazioni balneari alla Legge di Stabilità 2016, attualmente al vaglio del Senato, per tentare di risolvere entro la fine dell’anno alcuni dei problemi più urgenti che colpiscono il settore balneare.

Il termine per presentare gli emendamenti scadeva lo scorso sabato. Di seguito riportiamo i principali, senza pretesa di completezza. Naturalmente si tratta in ogni caso di proposte che devono passare lo scoglio dell’approvazione.

Gli emendamenti di Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti e Oasi-Confartigianato

Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti e Oasi-Confartigianato hanno proposto otto emendamenti che avanzano varie proposte: la durata delle concessioni da estendere da un minimo di 30 anni a un massimo di 50 anni, l’eliminazione della differenza tra facile e difficile rimozione, il riconoscimento del valore commerciale delle imprese balneari, la sospensione dei canoni pertinenziali fino al 2016, la sdemanializzazione delle aree in concessione su cui sorgono le imprese, la destagionalizzazione. In un documento di 14 pagine, scaricabile in pdf cliccando qui, i sindacati indicano tutti gli emendamenti proposti e le motivazioni dettagliate a cui sono legati.

Gli emendamenti sono stati accompagnati da una lettera rivolta a tutti i senatori, firmata dai presidenti Riccardo Borgo, Vincenzo Lardinelli e Giorgio Mussoni che esordiscono così: «La questione riguardante la balneazione attrezzata italiana si sta ormai incancrenendo: non c’è più tempo da perdere!». I sindacati ricordano infatti che «a breve c’è il rischio concreto e attuale che venga meno la proroga delle concessioni in essere fino al 2020, a seguito della sentenza della Corte di giustizia europea (vedi notizia, NdR). In questa legislatura, pertanto, si potrebbe determinare un esito disastroso per il turismo balneare italiano, avendo eliminato tutte le norme che garantivano la durata continuativa delle imprese e senza aver introdotto alcuna norma di tutela per quelle attualmente operanti. Urge, pertanto, un’iniziativa legislativa da parte del parlamento». La lettera completa è disponibile cliccando qui.

Gli emendamenti di Assobalneari-Confindustria e Forza Italia

Assobalneari-Confindustria ha proposto tre emendamenti, presentati dal senatore Maurizio Gasparri (Forza Italia). Il primo riguarda la durata delle concessioni balneari, che si vorrebbe portare fino al 2050 a fronte di adeguati investimenti; il secondo punta al riconoscimento del valore commerciale dell’impresa e all’eliminazione del concetto di facile/difficile rimozione; il terzo vuole sospendere il pagamento dei canoni pertinenziali in attesa di un riordino complessivo della materia. Anche gli emendamenti completi di Assobalneari sono scaricabili in pdf cliccando qui.

Abbiamo raggiunto telefonicamente il senatore Maurizio Gasparri, che spiega a Mondo Balneare: «Abbiamo voluto rilanciare la questione balneare con questi emendamenti, perché c’è una forta ipocrisia della sinistra che frequenta i convegni ma diserta gli appuntamenti decisivi. Il governo Renzi e le sue appendici come l’Ncd non hanno fatto nessun passo in avanti nel confronto in sede europea, né si sono impegnati concretamente a concludere la questione. Invece è urgente risolvere subito, nella Legge di stabilità, i problemi del settore balneare: non solo eliminare le difficoltà dei pertinenziali, ma dare adeguate certezze a tutto il comparto. È ingannevole agire come sta facendo il Pd, che sostiene l’abolizione della proroga al 2020 per facilitare la successiva riforma delle concessioni balneari. Come vogliono farlo? Con quali strumenti? Noi invece diciamo no alla cancellazione della proroga al 2020 e sì a una più lunga durata delle concessioni e a un’organica riforma della materia. Sicuramente ci diranno che i nostri emendamenti sono inammissibili: allora che ci dicano anche come vogliamo risolvere la questione una volta per tutte. Sappiamo che non ce lo impediscono le regole europee, visto che altri paesi come Spagna e Portogallo hanno potuto tutelare i loro imprenditori».

Gli emendamenti di Cna Balneatori

Cna Balneatori ha presentato due emendamenti per proporre un allungamento di trent’anni delle concessioni balneari e una soluzione al problema dei pertinenziali.

Riprendendo i contenuti del documento approvato a Rimini lo scorso 9 ottobre, Cna Balneatori nelle sue argomentazioni ritiene «che non sia più possibile attendere il varo della riforma del settore balneare e i pronunciamenti della Corte di giustizia europea per dare concrete certezze a un comparto turistico di eccezionale rilevanza e fondamentale per la crescita economica e il rilancio occupazionale dell’intero paese». Pertanto il sindacato chiede «che il governo riapra il negoziato in Europa su queste basi: 1. esprima ufficialmente la posizione nazionale di tutela delle 30 mila attuali imprese balneari italiane; 2. approvi, con la partecipazione e con il confronto delle Regioni costiere e delle associazioni sindacali di rappresentanza del comparto balneare italiano, una normativa che costituisca il conclusivo riordino della materia demaniale marittima e consenta alle imprese turistico-ricreative di ritornare immediatamente a investire con una prospettiva temporale illimitata; 3. adotti immediatamente gare ed evidenze pubbliche esclusivamente per l’assegnazione di nuove concessioni, alle quali sia possibile accedere limitatamente a una singola unità concessoria; 4. attui la indifferibile riforma del comparto turistico demaniale, con definizione di canoni equi e sostenibili per tutte le imprese turistico-ricreative, tali da risolvere – anche attraverso l’introduzione di criteri di solidarietà di settore – il drammatico problema degli attuali concessionari pertinenziali».

Gli emendamenti e le motivazioni di Cna Balneatori sono disponibili cliccando qui per scaricare il pdf.

Gli emendamenti del Partito democratico

Anche dal Partito democratico è giunto un emendamento sui balneari alla Legge di stabilità 2016. Lo ha proposto il senatore Salvatore Tomaselli, e riguarda l’annosa problematica dello smontaggio e del montaggio delle strutture alla fine e all’inizio della stagione.

Così Salvatore Tomaselli spiega il suo emendamento: «Si interviene nel settore delle concessioni demaniali per le imprese balneari consentendo loro di non dover più smontare e rimontare le strutture fisse, assimilandole alle opere amovibili e definendole come opere di facile sgombero, a condizione che, ove necessario, possono essere comunque demolite e rimosse con la restituzione dell’area demaniale concessa nel pristino stato in un periodo massimo di 90 giorni».

© Riproduzione Riservata

Cna Balneari

Cna Balneari è la sezione di Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa) che associa i titolari di stabilimenti balneari.
Seguilo sui social: