Attualità

Lega e Forza Italia contro Agcm: “Grave accanimento contro balneari”

Dure critiche alla lettera inviata dal garante della concorrenza a Draghi per chiedere le gare al rialzo economico

I parlamentari di Lega e Forza Italia insorgono contro la lettera inviata ieri dal presidente dell’Agcm Roberto Rustichelli al presidente del consiglio Mario Draghi per chiedere l’immediata istituzione delle gare sulle concessioni balneari.

«Ma l’Antitrust non ha nulla di meglio da fare che accanirsi contro gli operatori balneari?», si chiede il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. «Perché l’Antitrust non dedica la propria attività a contrastare lo strapotere cinese, le prepotenze dei giganti della rete che sfruttano i dipendenti e continuano a pagare tasse irrisorie nel nostro paese, i servizi di trasporto cibo e le tante storture che stanno realmente mettendo in difficoltà l’economia nazionale?. I ricorsi avviati dall’Autorità negli ultimi mesi e le parole inviate al premier Draghi contro l’estensione delle concessioni balneari sono un vero e proprio attacco a uno dei comparti fondamentali del turismo italiano e a centinaia di aziende e famiglie che rappresentano un’eccellenza italiana già fortemente provata dalla pandemia e dai disastri metereologici che hanno caratterizzato le ultime stagioni. L’Antitrust, invece di vessare piccole laboriose imprese italiane, trovi il coraggio, che non mostra di avere, per contrastare le prepotenze di Amazon e company. Ma per fare questo occorrono virtù che questa gestione dell’autorità sembra non avere. E imporremo a questi “Don Abbondio” i doveri a cui li chiama la legge».

Questa, invece, la nota degli europarlamentari della Lega Marco Campomenosi, Massimo Casanova e Lucia Vuolo: «Dall’Antitrust un accanimento incomprensibile contro il settore balneare, già da tempo alle prese con le incertezze della direttiva Bolkestein e in grande difficoltà per le conseguenze della pandemia. L’Agcm esce dal suo perimetro di competenza per esprimersi su una materia con toni e contenuti ben oltre le proprie prerogative: un’iniziativa che ci trova contrari nel metodo e nel merito. L’estensione promossa dalla Lega e dall’allora ministro Centinaio non è una proroga incondizionata, ma fa parte di un più ampio progetto di riforma per definire la disponibilità della risorsa, mentre l’Agcm dà per scontato che la risorsa sia scarsa e dunque giunge alla conclusione – errata – che servano gare pubbliche selvagge; inoltre, proporre al governo delle gare al massimo rialzo significherebbe regalare un settore alle multinazionali, annientando un patrimonio di micro e piccole imprese, titolari di concessione marittimo-demaniale che sostengono, nelle proprie spese, anche oneri che altrimenti sarebbero a carico della pubblica amministrazione. Anziché fare chiarezza su temi quali manutenzione delle infrastrutture, sui giganti del web che non pagano tasse o sulle grandi imprese che trasferiscono le loro sedi legali e fiscali in altri paesi Ue favorendo anche il dumping sociale, è incomprensibile che oggi la priorità dell’Antitrust sia cancellare un’eccellenza del settore del turismo. Il comparto balneare va tutelato, non ulteriormente colpito».

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