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Le gare delle concessioni balneari sono legge, approvato il decreto Infrazioni

La norma ora passerà in Senato per il voto definitivo. I Comuni hanno tempo fino al 2027 per concludere le procedure selettive. La categoria denuncia il tradimento del governo.

Con 193 voti favorevoli e 106 contrari, è stato approvato ieri alla Camera dei deputati il decreto Infrazioni, che contiene una serie di norme per disciplinare le gare delle concessioni balneari. Il testo, licenziato lo scorso settembre dal consiglio dei ministri, ha ottenuto il voto di fiducia e passerà in seconda lettura al Senato, dove dovrà essere approvato entro il 16 novembre. Si tratta di una svolta epocale per la gestione delle spiagge italiane, che l’Unione europea chiedeva da quindici anni di conformare alla direttiva Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi. Il provvedimento è stato approvato proprio in accordo con la Commissione Ue, ma ha scontentato la categoria dei balneari che confidavano nella promessa di essere esclusi dalle gare, più volte ripetuta dalla premier Meloni quando era all’opposizione. Per gli operatori del settore, che oggi gridano al tradimento delle forze politiche da sempre al loro fianco, non è stato previsto nemmeno il riconoscimento degli indennizzi equivalenti al valore aziendale delle loro imprese, chiesto dalle associazioni di categoria ma respinto da Bruxelles che lo riteneva un vantaggio improprio ai concessionari uscenti.

Le uniche modifiche rispetto al testo originario del decreto riguardano l’esclusione dalla Bolkestein per le associazioni sportive dilettantistiche che gestiscono le spiagge. La norma riguarda le realtà che svolgono queste attività in via «stabile e principale», iscritte al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche, che perseguono esclusivamente finalità sociali e ricreative, e a condizione che non usino il demanio marittimo per attività economiche. L’unica altra modifica approvata nel corso dell’esame in commissione è quella che consente ai concessionari di lasciare installati i manufatti amovibili fino all’aggiudicazione della gara, anche fuori stagione.

Il decreto Infrazioni dà tempo ai Comuni fino al 30 giugno 2027 per concludere le gare delle concessioni. Nonostante non si tratti di un rinnovo generalizzato, la misura è comunque a rischio di bocciatura da parte dei tribunali, in quanto la Corte di giustizia europea ha più volte ribadito l’illegittimità delle proroghe automatiche sulle concessioni. La differenza in questo caso è che la proroga non è imposta a livello nazionale, bensì è lasciata alla discrezione dei singoli Comuni, che ora si trovano nella difficile posizione di decidere tra la possibilità di prendersi più tempo oppure espletare subito le gare. A influenzare le loro scelte potrebbe esserci anche l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che nei mesi scorsi ha diffidato tutti i Comuni che non hanno concluso le gare entro il 31 dicembre 2023, come aveva imposto il Consiglio di Stato. Nei prossimi mesi si potranno vedere gli sviluppi e le reazioni nei confronti di questa norma molto controversa.

Per quanto riguarda gli indennizzi agli attuali concessionari, il decreto Infrazioni prevede che i nuovi gestori debbano riconoscere ai titolari uscenti un corrispettivo economico pari agli investimenti non ammortizzati e all’«equa remunerazione» degli investimenti effettuati negli ultimi cinque anni. I criteri precisi per il calcolo degli indennizzi, che dovranno essere redatti da tecnici iscritti all’ordine dei commercialisti, saranno stabiliti da un successivo decreto attuativo da approvare entro il 30 marzo 2025. Infine, la norma ha abrogato il tavolo tecnico che era stato istituito per la mappatura delle concessioni dallo stesso governo Meloni, costretto a fare dietrofront dalla Commissione Ue sul suo progetto di escludere gli stabilimenti balneari dalla Bolkestein in caso di non scarsità della risorsa.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e "Turismo insostenibile" (Altreconomia 2024).
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