Sib-Confcommercio

L’appello del Sib ai nuovi ministri per salvare i balneari italiani

La messa in sicurezza delle imprese di spiaggia rappresenta un interesse nazionale e la categoria è pronta a fare la sua parte per la rinascita del paese

Negli auguri di buon lavoro che come Sib-Confcommercio abbiamo inviato al presidente del consiglio Mario Draghi e ai neo ministri al turismo, agli affari regionali e alle infrastrutture e trasporti, abbiamo espresso e sottolineato la grande preoccupazione dei balneari italiani per la mancata soluzione dei problemi che li riguardano, a iniziare dal rischio della perdita delle aziende e del lavoro a causa della direttiva Bolkestein.

Come tutte le rappresentanze sociali, anche la nostra non giudica gli interlocutori istituzionali sulla base dei colori politici bensì dai concreti provvedimenti che hanno adottato o che adotteranno, e siamo esclusivamente impegnati non nella competizione parlamentare ma nel difendere il nostro lavoro e le nostre aziende.

Dopo undici anni e sei governi di diversi schieramenti politici, infatti, questa questione è purtroppo ancora sostanzialmente irrisolta, nonostante le brevi proroghe della scadenza dei titoli concessori (come quelle adottate nel 2010 e nel 2012) o il differimento di quindici anni dell’ultima legge di stabilità (che, peraltro, molti Comuni devono ancora formalizzare!).

La balneazione attrezzata italiana è ancora in attesa che sia messa in sicurezza non solo giuridica, con la definitiva sottrazione dalla direttiva Bolkestein, ma anche economica superando un trattamento fiscale esoso, ingiusto e punitivo (basti pensare ai canoni pertinenziali e all’aliquota Iva del 22%), così come pure fisica con efficaci e organici interventi di contrasto del preoccupante fenomeno erosivo recentemente aggravato dai cambiamenti climatici in atto. Tutte problematiche colpevolmente rinviate e trascurate da troppo tempo, relative a un settore che è cruciale per la nostra economia turistica e che è stato, fin qui, vergognosamente maltrattato e penalizzato nonostante sia costituito da decine di migliaia di famiglie che assicurano servizi importanti per il successo del turismo italiano.

La nostra battaglia sindacale, quindi, continua con lo spirito unitario che da sempre ci anima, convinti che con la salvaguardia della balneazione attrezzata italiana si tutela l’interesse generale del paese in quanto irrinunciabile fattore di qualità e di vantaggio competitivo nel mercato turistico internazionale del “prodotto mare”.

Le lettere del Sib-Confcommercio

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Antonio Capacchione

Antonio Capacchione

Avvocato, presidente nazionale del Sindacato italiano balneari - Fipe Confcommercio dal 2018, già vicepresidente vicario.
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    Una vergognosa campagna di delegittimazione fatta da burocrati europei senza valutazioni specifiche ma fredde enunciazioni di norme inapplicabili è inappropriate , lontane dagli interessi dei lavoratori e distaccate totalmente dalla realtà ed al contesto economico attuale . Difendere le nostre coste è questa una battaglia di civiltà e un orgoglio che dobbiamo perseguire fino a che avremo fiato in corpo. Non è la prima volta che lottiamo contro palesi ingiustizie e non sarà l’ultima.

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    Ma difesa guarda che ci sono milioni di italiani che vogliono le aste , non hai capito che L Europa è solo una motivazione in più

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    E certo , chi non vorrebbe un impresa una volta avviata è pronta senza far nulla. Bell’investimento sicuro, senza pagare nulla , nemmeno avviamento. Ci credo, milioni, pure io vorrei una farmacia ma guarda caso se la voglio me la devo comprare e se la voglio aprire non lo posso fare Lia rato mi tutela. Se vuole può andarsi a prendere una delle tante concessioni libere, senza rubare il lavoro alla gente. Si accomodi .

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      Aggiungo che quando la licenza della farmacia è comunale, quindi un po’ come la tua concessione, viene messa a bando con una durata definita..un paragone meno calzante non potevi trovarlo!

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    Ahahahaha per essere farmacista primo devi studiare e laurearti , secondo la farmacia non viene data in concessione sul suolo pubblico ma il proprietario si paga tutto quanto e privatamente , 3 il farmacista lavora tutto l’anno e non tre mesi l’anno, e difficilmente si dimentica di fare lo scontrino , 4 il personale che ci lavora è laureato allo stesso tempo , 5 vende beni essenziali e non servizi , 6 nessuno vuole la tua azienda ma la possibilità di gareggiare, 7 la tua azienda la smonti perché chi vince se la fa come vuole 8 anche oggi il consiglio di stato ha ribadito che ci devono essere le gare , per le farmacie non mi risulta che abbiano mai messo bocca , o che abbiano avviato procedure di infrazione, o stiamo pagando infrazioni per arricchire i farmacisti , a differenza dei balneari ,io infrazioni per arricchire a te non ne pago a prescindere , ma neanche un centesimo !

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      Nikolaus Suck says:

      Bravo Andrea, tutto giusto. Questi “ragionano” per frasi fatte e concetti triti senza sapere di cosa parlano. Quello che da la cifra è il riferimento al “prodotto mare” come fosse appunto un bene privato commerciabile! Loro, ovviamente. Ma non esiste un “prodotto mare”, esiste solo la RISORSA mare che è pubblica e accessibile a tutti e tale deve rimanere.

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        Tutela imprese says:

        Non prendetevela con i lavoratori, il concetto è calzante , non riusciranno a impossessarsi del lavoro degli altri statene certi . E se ci riusciranno pagheranno e lautamente tutti i sacrifici fatti dalle famiglie. Trovatevi un diversivo per passare il tempo.

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