Confimprese demaniali Puglia

“La mareggiata in Puglia è stata un disastro annunciato”

Della Valle (Confimprese demaniali): "Le amministrazioni locali devono iniziare a prevenire"

«La forte mareggiata di martedì ha segnato fortemente il paesaggio costiero della Puglia. Sono scomparse intere spiagge, sistemi dunali, pinete, e sono state cancellate intere baie di sabbia, inginocchiando l’unico settore di sopravvivenza di alcuni Comuni costieri che occupano migliaia di lavoratori». Lo rende noto Mauro Della Valle, presidente di Confimprese Demaniali, in seguito alla violenta mareggiata di martedì scorso che ha colpito molte regioni costiere italiane, fra le quali la Puglia.

«Da circa vent’anni, in qualità di rappresentante di categoria del comparto turistico balneare, cerco in tutti i modi di stimolare ogni amministrazione costiera a intervenire preventivamente alla tutela della costa pugliese», sottolinea Della Valle. «Non mi sono mai ritenuto un “presidente illuminato”, ma ho semplicemente segnalato quello che altre regioni più virtuose della Puglia hanno applicato a difesa della costa attraverso metodi di prevenzione e interventi di comprovato successo».

Denuncia il presidente di Confimprese demaniali: «Questo disastro ambientale ha nomi e cognomi, è complice della debolezza dei Comuni costieri pugliesi fortemente penalizzati da una gigantesca burocrazia, sicuramente più forte della loro volontà di agire. Ritengo che semplificare l’azione amministrativa sulla tutela della costa pugliese, iniziando a concentrare a un ruolo unico d’agire della sola regione Puglia, può servire a intervenire in maniera programmatica a larga scala e non solo quindi emergenziale e catastrofica».

«Al governo Meloni invece, attraverso i nostri parlamentari pugliesi, va l’appello disperato di migliaia di famiglie balneari che non riusciranno a sostenere gli ingenti danni causati dalla forte mareggiata e che tra poco più di un anno, secondo la legge sulla concorrenza voluta dal governo Draghi, saranno chiamate a confrontarsi con potenziali concorrenti», conclude Della Valle.

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  1. Lorenzo Pinto says:

    Ma la spiaggia non è mica una risorsa limitata, come dicono sempre i balneari.
    Finché c’è un Paese intero che paga ogni anno i ripascimenti e le barriere con le tasse di tutti…
    Non c’è mai un commento di un balneare, infatti, sotto questi articoli.

      • Lei pensa che bastino ? Servono milioni per tutta la costa , e poi ora arriva la Bolkestein ed i balneari non sono i proprietari ma è lo Stato .

  2. Non capisco di cosa si lamenta codesto Mauro Della Valle, presidente di Confimprese Demaniali: le mareggiate sono eventi naturali ed è normale che il mare modelli e rimodelli la linea di costa in un processo di deformazione e conformazione assolutamente naturale. Pisa era una Repubblica Marinara ma adesso il mare non ce l’ha più; Adria ha dato il nome al mare Adriatico da cui adesso dista svariati chilometri. Millenni fa la pianura Padana era mare e Sardegna e Corsica erano unite.
    Decide la Natura cosa fare, e i comuni hanno cose più importanti e più serie da fare.
    I balneari sempre pronti a lamentarsi: la classica categoria “chiagni e fotti”!

    • Teo Romagnoli says:

      Scusa tanto, ma Adria che a dato il nome al mare un tempo sorgeva sul mare ora no…! e Pisa vanta la repubblica marinara grazie al fiume Arno, e al porto romano, non é stata MAI bagnata dal mare ! Passando ai giorni nostri, quando piantiamo ombrelloni e LAVORANDO, guadagnamo siamo ladri, quando la costa erode la concessione che noi paghiamo sono cacchi nostri.. GRAZIE! Dalle mie parti si ha sempre contribuito a fare ripascimenti. É chiaro che certi interventi milionari “A DIFESA DELLE COSTE NAZIONALI” sono fuori dalla portata dei privati. Ti correggo anche sulle ultime 2 righe tirate li come tutto il commento:
      1 IBalneari non si sono MAI lamentati, anche quando ci siamo dovuti sottomettere a regole e regolucce assurde !!!!
      2 con i culo che mi faccio io a LAVORARE chiagni e fotti a me non me lo dici !
      Be col nome che metti potevo risparmiare il mio tempo.

      • Lorenzo Pinto says:

        Lei il culo se lo fa come se lo fanno TUTTI. Probabilmente anche più di lei, e verosimilmente con minor guadagno.
        Fatela finita di auto-esaltarvi, non c’è NIENTE di particolarmente speciale nel vostro lavoro, e non serve chissà quale elevato titolo di studio, né complesso tirocinio professionale per imparare a farlo.

  3. Chi ha queste concessioni spesso hanno ottenuto lamentandosi diciamo il potere di rimuovere le dune di sabbia pur di mettere più ombrelloni possibili non rispettando neanche la distanza dalla battigia. Le concessioni non sono eterne e per motivi geologiche di questi eventi per la sicurezza dei bagnanti e non bagnanti va tolta la concessione per non piangere i morti. Quadagnano una marea di danaro con l’uso di terreno di tutti gli Italiani e si permettono di lamentarsi. E ora di finirla e i giornalisti dicano le verità invece di far vedere le cose distorte!

    • Teo Romagnoli says:

      Guadagnamo il giusto per il servizio che diamo LAVORANDO, e lo stato su di noi ci guadagna 2 volte, con gli affitti e con le tasse! MAGARI I giornalisti dicessero la verità! E RIBADISCO CHE I BALNEARI NON SI SONO MAI LAMENTATI PRIMA CHE GLI “PROVASSERO” A RUBARE IL LAVORO! Guardate che a noi lo stato ci affitta sabbia nuda e ci obbliga a dare servizi come docce, servizi igienici,salvamento, pulizia ecc..TUTTO A SPESE NOSTRE..provate voi a chiedere di mettere 2 cabine sul demanio…é più la burocrazia che il costo dei materiali.. ma voi criticoni scrivete anche per le concessioni autostradali, idriche, impianti di risalita, estrazioni minerarie, estrazioni del gas,ecc…o rompete solo a noi? Invidiosi rovina famiglie!

      • Lorenzo Pinto says:

        Lo Stato vi “obbliga” a dare servizi… 🤣
        E che lo fate, gratis?
        Ma per favore…
        Siete ridicoli.
        Se è un lavoro così ingrato, mollate la concessione e fate qualcosa di meno “faticoso”.
        Magari per 11 mesi l’anno, come tutto il resto del popolo italiano.

  4. Probabilmente Mauro della Valle si riferisce al fatto che in Puglia nn vengono investiti soldi per curare, prevenire, rinnovare e migliorare il nostro (sono pugliese) territorio, infatti se andate sulla costiera romagnola noterete frangifrutti artificiali e in inverno la sabbia viene tolta dalla spiaggia e riposta come barriera. In Puglia dovremmo aggiornarci se veramente vogliamo sviluppare il turismo, pertanto invito i nostri dirigenti, amministratori a farsi un giro in Emilia Romagna, Veneto e Friuli (Lignano Sabbiadoro) e apprendere realmente cos’ è lo sviluppo senza essere legati alla “macchia mediterranea “.

  5. Come succede sempre in Italia i danni in questo caso delle mareggiate li pagano i cittadini, gli utili li incassano i concessionari. Visto che gli stabilimenti balneari non ci sono più la prossima asta per le concessioni partirà da zero.

    • Teo Romagnoli says:

      Ti informo che quando ti aggiudicherà la tua bella concessione, ti DEVI:
      Aprire la partita Iva.
      Fare domanda attraverso un tecnico naturalmente a; demanio marittimo, comune, unità di bacino, belle arti e cooperativa bagnini, anche solo per piantare un palo..NON STO SCHERZANDO!
      Dopo aver ricevuto i permessi, devi realizzarli di tasca tua ma le date sono escluso i periodi di balneazione, naturalmente per la sicurezza dei turisti.
      Non dimenticare il commercialista, collaudi, i corsi di antincendio, usl, sicurezza (tua, clienti, lavoratori) messa terra con certificato di conformità, faldone haccp con rilevamento delle temperature dei frigorifero dei tuoi fornitori, faldone salmonella con lavaggi periodici e tamponi, prelievi dell,acqua, tamponi dei bancone e affettatrice se l’ hai, ha se assumi apprendisti i corsi obbligatori per apprendisti..va mi fermo.. c’è n’è altre..dimenticavo A SPESE TUE !!!!!! Ma io da italiano voglio che tra 5 anni vai via e dai posto a pinko pallino…fatti un bagno và

      • Abbia pazienza ma non ti preoccupare di consigliare chi è interessato a partecipare ai bandi, nessuno te lo ha chiesto, ma limitati ad essere coerente e a non partecipare quando verranno fatti.

      • Lorenzo Pinto says:

        Ma pensa un po’: devi anche aprire Partita Iva…🤣
        Ma tu hai una vaga idea degli adempimenti a cui debba sottostare chi deve aprire un’impresa VERA, con dipendenti FISSI, e non la mera gestione di un pezzetto di spiaggia?
        Chiunque, anche solo per gestire un bar, è sommerso dalla burocrazia, e da oneri che sono mediamente ben più elevati dei vostri.
        Ma chi vi credete di essere?
        Voi avete un’idea molto vaga di cosa voglia realmente dire avere una responsabilità d’ impresa a tempo pieno e produttività continua. Non certo per 4/5 mesi l’anno.
        Chiedete ad un qualsiasi proprietario di ristorante in una qualsiasi città. E vediamo se sareste disposti a scambiare la vostra attività con la sua…🤣
        Ridicoli…

  6. lasciamo libero il mare di modellare le coste a sup piacimento. non mi risulta che il padre eterno. nella bibbia. dopo aver creato la terra, con il cielo e gli oceani, abbia poi pensato di prefigurare la categoria dei ” balneari”.

  7. Ma certo che avete un coraggio, lo sapete quante famiglie hanno perso le loro attività ! Divorate dal mare?i vostri sono commenti spazzatura e non vale neanche la pena rispondere.

    • Teo Romagnoli says:

      Hai perfettamente ragione, ma io non c riesco..mi bolle il sangue sentire i saputelli aprire la bocca in chat per dargli fiato sulla pelle di gente che ha sudato e lottato una vita per avere una attività es ora arrivano gli invidiosi…dove sono quando ci alziamo all’ alba

  8. la puglia della giunta emiliano in combutta con i sindacati e’ un disastro,hanno impedito,per interessi economici , l’adozione dei piani comunali costieri che avrebbero potuto salvare il disastro.
    E adesso si lamento del disastro da loro stessi voluto e cresto.

  9. Penso che non si possa ostacolare il corso della natura, ricordo da piccolo, villeggiando a Torre dell’orso, ogni tanto un pezzo di costa collassava, era nella natura delle cose, nessuno si meravigliava più del necessario ! Chissà la costa come era 100 anni fa ! Invece penso si debba salvaguardare il territorio ,compresa l’immondizia lasciata ovunque, a Torre dell’orso sono sparite le dune ! Sono più i danni compiuti dall’uomo che quelli della natura ! Basta vedere quello fatto nelle acque prospicienti il lido l’orsetta ! O le case sulle dune a Porto Cesareo !

  10. La maggior parte di questi commenti sono di personaggi del tipo radical chic, di quelli che la natura fa il suo corso, gli imprenditori fanno solo i loro interessi, hanno devastato tutto e poi si lamentano, ecc.. sarei curioso di sapere loro cosa fanno nella vita, e soprattutto cosa hanno mai fatto per gli altri, balneari compresi.

    • Lorenzo Pinto says:

      Cos’abbiamo fatto per i balneari?
      Vi paghiamo un posto all’ombra, come siamo costretti a fare da sempre. Persino quelli come me che hanno una casa vicino alla spiaggia.
      Non vi basta?
      E lo facciamo coi soldi guadagnati dal nostro lavoro.
      Io, infatti, personalmente mi sono rotto le palle da un pezzo, e i miei soldi li vado a spendere nel resto del mondo, dove non ci sono reti, palizzate e muri tra gli occhi e il mare.
      E continuerò a farlo, anche perché pagare voi o chi si assegnerà le vostre spiagge, poco cambia.
      Personalmente, io sono a favore delle aste per una elementare questione di civiltà: un bene pubblico non può essere occupato in eterno senza possibilità di concorrenza, né la sua occupazione dovrebbe essere oggetto di compravendita privata.

  11. Luigi Bevilacqua says:

    L’esistenza e’ fatta di flussi e riflusso. Questo vale anche per le spiagge. E per altro verso la Puglia non si è mai distinta per una politica che guardasse al turismo costiero come una risorsa fruibile e supportabile sei mesi all’anno e quindi tutto l’anno. Ne’ gestioni dei lidi son state mai particolarmente lungimiranti…. Quest’anno in Salento i prezzi delle postazioni sui lidi erano altissiml. Di rado in rapporto corretto con il livello dei servizi e lo spazio disponibile per i bagnanti. Le spiagge salentine sono da anni talora minuscole come profondità per problemi ingravescenti di erosione e in Romagna invece oltre che ampie spiagge ci sono interventi pubblici ma pure elevato tenore dei servizi e ampi spazi (quasi 30 mq per postazione/ ombrello). Quindi le situazioni diverse non sono facilmente paragonabili. Certo la logica salentina è stata per circa mezzo secolo non verso la tutela del territorio ma verso un mordi e fuggi generalizzato. Ne’ sono state pensate soluzioni di fruizione del mare alternative rispetto all’impianto tradizionale di puro sfruttamento del litorale a ridosso del bagnasciuga condannato dall’erosione della fascia costiera. I litorali si modificano. Mezzo secolo fa a Torre dell Orso la spiaggia era enorme verso nord e piccoletta al sud della cala. Oggi le proporzioni son più che invertite. I costi delle concessioni demaniali dovrebbero essere proporzionati all’impegno che si chiede al pubblico per gli interventi di salvaguardia e non si può rimanere in logiche “parassitarie” di richieste di aiuto senza contropartite. Ma magari con la nuova ministra del turismo… Sensibile a temi siffati… Le cose cambieranno. Rileggerei il libro di Franco Tato’. “perché la Puglia non è la California.

  12. La questione è molto più complicata di quanto sembri.
    Una cinta di frangiflutti la si paga non solo in termini economici, ma anche naturali a partire da subito dopo l’installazione.
    I danni non sono tanto causati dal normale moto invernale delle tempeste, ma dall’abuso edilizio tollerato di un trentennio che ha portato strutture fisse a pochi metri dalla riva.
    Non si contano i lidi, come anche ville private, a ridosso delle onde e in preda alla violenza della loro forza.
    La domanda è: Chi ha autorizzato tale vicinanza?Chi ha ritenuto che un tale modus operandi andasse anche risarcito in caso di calamità?
    Qualunque zona sia stata deturpata con frangiflutti in favore di un bacino protetto alle naturali correnti, è divenuta un pantano dall’odore nauseabondo e con acque putride color marrò!
    Beati coloro che sguazzano nella posidonia in decomposizione che tanto ricorda l’odore delle carcasse morte😬.
    Geomorfologia costiera…Dieci minuti di cultura, questo ci vuole.

    • Lorenzo Pinto says:

      E magari fossero solo lidi e ville.
      A riva, si sono costruite pure strade e ferrovie.
      Qui bisogna rifare tutto da capo, altro che “la spiaggia è una risorsa illimitata”…

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