Con le temperature sempre più calde a causa della crisi climatica, stare in spiaggia in estate sarà sempre meno piacevole. Ma esistono delle possibili strategie di adattamento che gli imprenditori balneari possono già mettere in campo. Ne ha parlato Giuseppe Giaccardi dello studio Giaccardi e Associati, specializzato in economia turistica, che ieri a Ravenna ha presentato i risultati di un report sugli effetti che il riscaldamento globale sta provocando al turismo. L’aumento delle temperature sta provocando enormi impatti sia nel settore invernale dello sci, in difficoltà a causa della mancanza di neve, sia nelle spiagge che durante i mesi più caldi sono dei luoghi sempre meno accoglienti. E se in montagna ci si attrezza con i cannoni sparaneve, in riva al mare i titolari degli stabilimenti balneari possono mettere in campo la natura e la tecnologia per offrire refrigerio ai propri clienti.
Alberi e piante ad alto fusto saranno una presenza sempre più fondamentale negli stabilimenti balneari, in quanto generano ombra e fresco. Non solo: la vegetazione in spiaggia contribuisce anche al ripristino delle dune costiere, essenziali per la difesa della costa dall’erosione. E se non basta la natura, c’è anche la tecnologia: è il caso di docce, panchine refrigeranti e soprattutto le oasi del fresco, impianti che nebulizzano acqua e permettono di affrontare la calura. A questo proposito sono molte le aziende che producono nebulizzatori adatti a questo scopo e pensati specificatamente per la spiaggia. Tutto ciò cambierà profondamente il design degli stabilimenti balneari per come li conosciamo finora.
Giaccardi le definisce «soluzioni di accoglienza climatica» e dovranno essere adottate in tutte le località balneari, se vorranno mantenere la loro economia turistica. «In futuro dovranno essere i bagnini stessi a scoraggiare i turisti dal frequentare la spiaggia nelle ore più calde, rimodulando gli orari, allestendo aree verdi, sostituendo cemento e arredi in plastica con legno e materiali più adatti», afferma l’esperto. Altrimenti, senza misure di adattamento, «il pubblico straniero guadagnerà sempre maggiore popolarità l’estate fresca danese, sul litorale incontaminato del mare del Nord». Insomma, gli operatori balneari sono avvisati e possono attrezzarsi già per la prossima estate, che si preannuncia ancora più calda della precedente.
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