Calabria

“In Calabria non si applica la Bolkestein”, approvata delibera

Il governatore Occhiuto: "Solo il 13% delle coste è in concessione, perciò non c'è scarsità di risorse". Ma il provvedimento ha alcune criticità.

La Regione Calabria ha approvato una delibera di giunta per non applicare la direttiva Bolkestein sulle proprie spiagge. L’annuncio è arrivato dal governatore Roberto Occhiuto: «Dai dati aggiornati a dicembre 2023, emerge che in Calabria solo il 13% delle spiagge è dato in concessione dai Comuni. Dunque almeno l’87% delle nostre spiagge al momento è libero. Poiché nel territorio non c’è scarsità della risorsa spiaggia, abbiamo ufficialmente deliberato che in Calabria non si applicherà la direttiva Bolkestein riguardo alle concessioni rilasciate dai Comuni nei quali sarà valutata l’insussistenza locale di scarsità della risorsa e l’assenza di interesse transfrontaliero certo».

Il riferimento di Occhiuto è agli articoli 11 e 12 della direttiva Bolkestein, che prevedono le gare delle concessioni di servizi solo in caso di scarsità della risorsa naturale. «Siamo la prima regione in Italia a prendere una decisione di questo tipo e a metterla nero su bianco», sottolinea Occhiuto. «Secondo l’Unione europea, la valutazione sulla scarsità o meno delle spiagge va fatta a livello regionale o addirittura comunale; e la Calabria vuole rispettare alla lettera queste indicazioni».

La delibera approvata dalla Regione Calabria dà delle precise indicazioni ai Comuni: qualora non ci sia nel loro territorio una scarsità della risorsa spiaggia e non vi sia neppure un interesse transfrontaliero al rilascio della concessione, recita il testo, «potranno procedere all’applicazione diretta della normativa nazionale sulle proroghe delle concessioni balneari». In assenza di tali presupposti, gli stessi Comuni «potranno procedere a una proroga tecnica delle precedenti concessioni in scadenza al 31 dicembre 2023, e allo stesso tempo potranno bandire nuove gare per i lotti non ancora assegnati».

Anche se la notizia ha incontrato il favore degli operatori balneari, non si può omettere che la delibera della Regione Calabria presenta alcuni elementi di criticità. In primo luogo, il demanio marittimo è di esclusiva competenza statale e pertanto le Regioni non possono legiferare in materia, tanto che la Corte costituzionale ha sempre cassato tutte le norme regionali sul demanio (tra cui Emilia-Romagna, Toscana, Liguria e Veneto). In secondo luogo, come chiarito sia dalla Corte di giustizia europea che dal Consiglio di Stato, anche se sulle spiagge non si dovesse applicare la direttiva Bolkestein grazie alla non scarsità di risorsa, rimarrebbe comunque l’articolo 49 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea a imporre le gare delle concessioni. Bisognerà dunque vedere se la delibera della Regione Calabria resterà in piedi, oppure se si tratta solo dell’ennesima boutade politica in questi giorni di campagna elettorale.

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