Opinioni

La corretta applicazione della Bolkestein può salvare le attuali imprese balneari

Leggendo con attenzione il testo della famigerata direttiva, emerge che i bandi di gara vanno fatti solo in caso di scarsità della risorsa

Ritengo che il documento che le associazioni di categoria devono presentare al governo sul riordino delle concessioni balneari, per essere credibile, debba contenere al primo punto i veri obiettivi della direttiva Bolkestein, gli obiettivi di noi balneari per una sana ed equa riforma, e gli obiettivi economici e sociali dei paesi che hanno fondato la comunità europea contenuti nei trattati. Dopo di che sarà facile rendersi conto come tutti questi obiettivi coincidano. Chiaramente la parte difficile sarà far comprendere che ad oggi, con la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la proroga delle concessioni al 2033, si è travisato il mezzo con il fine.

Da ormai undici anni si cerca di far passare l’idea di sacrificare la coesione sociale al fine di costruire un grande mercato europeo, mentre come si può leggere sotto ai considerando 1 e 4 della Bolkestein, ma anche all’articolo 158 del Trattato fondativo dell’Unione europea, è di facile comprensione come la corretta applicazione dei principi enunciati, sia l’esatto contrario, ovvero che la costituzione del grande mercato europeo deve essere funzionale al miglioramento della coesione sociale, alla creazione di nuovi posti di lavoro, al miglioramento di quelli esistenti e al miglioramento della capacità di competere delle aziende già avviate.

Questi obiettivi si possono raggiungere solo con l’apertura di nuove aziende e aiutando la crescita di quelle esistenti. Per fare questo si deve partire dall’articolo 11 della Bolkestein, il quale prevede che il titolo autorizzatorio non ha durata limitata; perciò l’articolo 12 rappresenta un’eccezione, prevedendo i bandi solo in caso di scarsità della risorsa. Quindi, solo quando nel continente europeo si riterrà che ci sia scarsità del bene si dovranno prevedere i bandi per le concessioni in essere. Fino a quel giorno gli Stati membri dovranno agevolare l’apertura di nuove aziende nelle aree più povere del continente (in base all’articolo 158 del Tfue) per creare nuovi posti di lavoro (considerano 1 e 4 della Bolkestein) e quindi nuova ricchezza. E fino a quel giorno dovranno agevolare la crescita delle aziende esistenti per migliorare la qualità dei posti di lavoro esistenti e la competitività delle aziende (considerando 1 e 4 della Bolkestein, articoli 1 e 4 della Costituzione italiana) per vincere la concorrenza con il resto del mondo.

Riferimenti normativi

Direttiva 2006/123/CE “Bolkestein” – Considerando 1 e 4
Il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione europea […] considerando quanto segue:
1) La Comunità mira a stabilire legami sempre più stretti tra gli Stati ed i popoli europei e a garantire il progresso economico e sociale. Conformemente all’articolo 14, paragrafo 2, del trattato il mercato interno comporta uno spazio senza frontiere interne nel quale è assicurata la libera circolazione dei servizi. A norma dell’articolo 43 del trattato è assicurata la libertà di stabilimento. L’articolo 49 sancisce il diritto di prestare servizi all’interno della Comunità. L’eliminazione delle barriere allo sviluppo del settore dei servizi tra Stati membri costituisce uno strumento essenziale per rafforzare l’integrazione fra i popoli europei e per promuovere un progresso economico e sociale equilibrato e duraturo. Nell’eliminazione di questi ostacoli è essenziale garantire che lo sviluppo del settore dei servizi contribuisca all’adempimento dei compiti previsti dall’articolo 2 del trattato di promuovere nell’insieme della Comunità uno sviluppo armonioso, equilibrato e sostenibile delle attività economiche, un elevato livello di occupazione e di protezione sociale, la parità tra uomini e donne, una crescita sostenibile e non inflazionistica, un alto grado di competitività e di convergenza dei risultati economici, un elevato livello di protezione dell’ambiente ed il miglioramento della qualità di quest’ultimo, il miglioramento del tenore e della qualità della vita, la coesione economica e sociale e la solidarietà tra Stati membri.
[…]
4) I servizi costituiscono il motore della crescita economica e rappresentano il 70 % del PIL e dei posti di lavoro nella maggior parte degli Stati membri, ma la frammentazione del mercato interno si ripercuote negativamente sul complesso dell’economia europea, in particolare sulla competitività delle PMI e la circolazione dei lavoratori, ed impedisce ai consumatori di avere accesso ad una maggiore scelta di servizi a prezzi competitivi. È importante sottolineare che il settore dei servizi costituisce un settore chiave in materia di occupazione, soprattutto per le donne, e che esse possono, pertanto, trarre enormi benefici dalle nuove opportunità offerte dal completamento del mercato interno dei servizi. Il Parlamento europeo ed il Consiglio hanno sottolineato che l’eliminazione degli ostacoli giuridici
alla realizzazione di un vero mercato interno costituisce una priorità per conseguire l’obiettivo stabilito dal Consiglio europeo di Lisbona del 23 e 24 marzo 2000 di migliorare l’occupazione e la coesione sociale e di pervenire ad una crescita economica sostenibile allo scopo di fare dell’Unione europea l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e più dinamica del mondo entro il 2010 con nuovi e migliori posti di lavoro. L’eliminazione di questi ostacoli, accompagnata da un avanzato modello sociale europeo, rappresenta pertanto una premessa per superare le difficoltà incontrate nell’attuazione dell’agenda di Lisbona e per rilanciare l’economia europea, soprattutto in termini di occupazione e investimento. È quindi importante realizzare un mercato unico dei servizi, mantenendo un equilibrio tra apertura dei mercati, servizi pubblici nonché diritti sociali e del consumatore.

Direttiva 2006/123/CE “Bolkestein” – Articolo 11 “Durata di validità dell’autorizzazione”
1. L’autorizzazione rilasciata al prestatore non ha durata limitata, ad eccezione dei casi seguenti:
a) l’autorizzazione prevede il rinnovo automatico o è esclusivamente soggetta al costante rispetto dei requisiti;
b) il numero di autorizzazioni disponibili è limitato da un motivo imperativo di interesse generale;
c) una durata limitata è giustificata da un motivo imperativo di interesse generale.
2. Il paragrafo 1 non riguarda il termine massimo entro il quale il prestatore deve effettivamente cominciare la sua attività dopo aver ricevuto l’autorizzazione.
3. Gli Stati membri assoggettano un prestatore all’obbligo di informare lo sportello unico competente di cui all’articolo 6 dei seguenti cambiamenti:
a) l’apertura di filiali le cui attività rientrano nel campo di applicazione del regime di autorizzazione;
b) i cambiamenti della sua situazione che comportino il venir meno del rispetto delle condizioni di autorizzazione.
4. Il presente articolo non pregiudica la facoltà degli Stati membri di revocare le autorizzazioni qualora non siano più rispettate le condizioni di autorizzazione.

Direttiva 2006/123/CE “Bolkestein” – Articolo 12 “Selezione tra diversi candidati”
1. Qualora il numero di autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitato per via della scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche utilizzabili, gli Stati membri applicano una procedura di selezione tra i candidati potenziali, che presenti garanzie di imparzialità e di trasparenza e preveda, in particolare, un’adeguata pubblicità dell’avvio della procedura e del suo svolgimento e completamento.
2. Nei casi di cui al paragrafo 1 l’autorizzazione è rilasciata per una durata limitata adeguata e non può prevedere la procedura di rinnovo automatico né accordare altri vantaggi al prestatore uscente o a persone che con tale prestatore abbiano particolari legami.
3. Fatti salvi il paragrafo 1 e gli articoli 9 e 10, gli Stati membri possono tener conto, nello stabilire le regole della procedura di selezione, di considerazioni di salute pubblica, di obiettivi di politica sociale, della salute e della sicurezza dei lavoratori dipendenti ed autonomi, della protezione dell’ambiente, della salvaguardia del patrimonio culturale e di altri motivi imperativi d’interesse generale conformi al diritto comunitario.

Trattato fondativo dell’Unione europea – Articolo 158 “Coesione economica e sociale”
Per promuovere uno sviluppo armonioso dell’insieme della Comunità, questa sviluppa e prosegue la propria azione intesa a realizzare il rafforzamento della sua coesione economica e sociale. In particolare la Comunità mira a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni ed il ritardo delle regioni meno favorite o insulari o rurali.

Costituzione Italiana – Articolo 1
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Costituzione Italiana – Articolo 4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

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Ezio Filipucci

Presidente regionale di Assobalneari-Confindustria Emilia-Romagna e titolare del ristorante Sirena di Riccione con la famiglia dal 1980. In precedenza è stato presidente dell'Associazione ristoranti di spiaggia di Riccione e vicepresidente regionale di Fiba-Confesercenti.