Attualità

Il parlamento si allea coi balneari: ‘Ora passare all’azione’

Favorevoli i primi commenti sulla nascita dell'intergruppo parlamentare a tutela delle imprese balneari. Ora si lavora per una legge subito.

di Alex Giuzio

Si è presentato lo scorso mercoledì l’intergruppo parlamentare per la tutela delle imprese balneari, un’iniziativa promossa dai senatori Manuela Granaiola e Salvatore Tomaselli (Pd) che unisce 32 deputati e senatori di ogni parte politica allo scopo di lavorare attivamente per salvare le imprese balneari italiane dall’incertezza normativa che le colpisce da più di sei anni, minacciandole di scomparire.

Era presente all’incontro anche il sottosegretario al ministero dell’economia Pier Paolo Baretta, che ha tra l’altro annunciato la disponibilità del governo a valutare una soluzione per risolvere l’urgente questione dei balneari pertinenziali (alle dichiarazioni di Baretta sui pertinenziali abbiamo dedicato un articolo apposito: clicca qui per leggerlo).

Ma oltre ai pertinenziali – che rimangono il problema più scottante – l’intergruppo parlamentare si attiverà sin da subito per sollecitare il governo a varare subito una riforma delle concessioni balneari. Anche se Baretta ha purtroppo ribadito che l’intenzione del governo è di aspettare la sentenza della Corte di giustizia europea, che la prossima primavera si pronuncerà sulla validità dell’ultima proroga concessa alle imprese balneari, quella al 31 dicembre 2020. Solo dopo la sentenza, il governo ritiene che si potranno avere elementi di certezza per poter varare la riforma. «La strada seria da percorrere per risolvere il problema degli stabilimenti balneari è quella di un riordino complessivo del settore», ha spiegato Baretta. «Tutto il resto sono soluzioni tampone e scorciatoie».

Ma questa non è l’opinione né dei 32 parlamentari aderenti all’intergruppo (clicca qui per leggere i loro nomi), né dei sindacati degli imprenditori balneari e tantomeno delle Regioni, che insieme chiedono a gran voce di varare una legge subito. Insomma, il tavolo della trattativa sulla riforma delle concessioni balneari è ormai composto da due fronti in disaccordo sulle tempistiche da adottare, e i mesi invernali saranno probabilmente decisivi per arrivare a una conclusione.

Nel frattempo, abbiamo interpellato alcuni politici e i presidenti delle principali associazioni balneari per avere un commento sulla nascita dell’intergruppo parlamentare e sulle azioni che si potrebbero intraprendere nell’immediato.

Manuela Granaiola (senatrice Pd) così ha spiegato le ragioni dell’integruppo: «Sulla base dei dati più recenti, in Italia sono operativi circa 30 mila stabilimenti che occupano in media ogni stagione 300 mila addetti, ai quali vanno aggiunti gli occupati nell’indotto, cioè negli esercizi pubblici e in quelli commerciali che vivono a stretto contatto con queste strutture, che nel complesso hanno mantenuto livelli occupazionali accettabili anche durante il periodo di crisi. Ma l’incertezza normativa subentrata a seguito della direttiva Bolkestein, le procedure d’infrazione aperte nei confronti dell’Italia per la sua mancata applicazione, e la conseguente abolizione del rinnovo automatico delle concessioni hanno gettato le imprese in una situazione di estrema confusione, hanno bloccato gli investimenti e hanno messo in ginocchio tutto l’indotto. Per questo, si è deciso di costituire l’intergruppo parlamentare aperto a tutte le forze politiche presenti in parlamento per sollecitare e supportare il governo nell’emanazione di una legge di riordino della materia e nella ricerca in sede europea di una soluzione che consenta alle imprese di svolgere la propria attività con serenità e con le certezze necessarie per continuare a investire. È chiaro che anche le regioni devono fare la propria parte».


Fabrizio Licordari (presidente Assobalneari-Confindustria): «La formazione di questo integruppo è molto importante, poiché dimostra l’interesse di un buon numero di parlamentari a interessarsi della questione balneare. Questione che, ricordo, è prima di tutto di buonsenso: si tratta infatti di tutelare migliaia di imprese italiane. Ora occorre dare seguito alla proposta fatta tempo fa dal senatore Maurizio Gasparri: far convocare dal governo un tavolo che coinvolga tutti i soggetti interessati, dalle associazioni balneari agli enti locali, dai ministeri alle opposizioni. L’intergruppo parlamentare può giocare un ruolo fondamentale per ottenere questo risultato, e occorre farlo subito. Ormai non serve ripetere il pericolo che stanno correndo le 30 mila imprese balneari italiane e in primo luogo quelle pertinenziali. Per salvare le imprese pertinenziali occorre un provvedimento subito, all’interno della prossima legge finanziaria; mentre per tutti gli altri stabilimenti non è possibile che l’Italia abbia un trattamento diverso rispetto ai colleghi di Spagna e Portogallo. Sappiamo che il problema è politico, perciò occorre risolverlo politicamente, come è stato fatto per le concessioni autostradali: dopo il clamore mediatico dei primi giorni, la questione è poi morta e la proroga è passata senza problemi. Perché non si vuole affrontare il problema delle concessioni balneari allo stesso modo?».

Riccardo Borgo (presidente Sib-Confcommercio): «È fondamentale che dall’interno del parlamento italiano si sia avviata un’iniziativa interpartitica per farsi carico del problema delle imprese balneari italiane. Ora aspettiamo i fatti concreti, anche perché non abbiamo più molto tempo: la prossima primavera la Corte di giustizia europea si pronuncerà sulla validità della proroga al 2020, e occorre afferrare il toro per le corna per farsi trovare pronti a qualsiasi evenienza. I parlamentari aderenti all’integruppo possono portare avanti questo lavoro in sinergia con il governo, i ministeri e le associazioni degli imprenditori balneari: ormai abbiamo raggiunto un sufficiente livello di consapevolezza del problema – come dimostrano anche le posizioni prese dalle regioni costiere – ed è il momento di passare all’azione. Speriamo di esserci vicini, in primo luogo per i pertinenziali, i cui problemi non possono che pesarci umanamente oltre che sindacalmente».

Cristiano Tomei (coordinatore Cna Balneatori): «L’incontro di presentazione dell’intergruppo è stato molto positivo e importante, poiché la funzione parlamentare in questo momento è necessaria per due motivi: 1) Il parlamento ha già dimostrato di essere fondamentale, avendo il merito di averci fatto ottenere il risultato, seppure minimo, della proroga al 2020 contro il parere della Commissione europea e del governo di allora; 2) Il parlamento, insieme alle regioni, deve stimolare il governo che invece si è fermato e non intende più procedere alla riforma delle concessioni balneari, che invece occorre varare subito. Le nostre richieste sono note: tutelare le imprese balneari esistenti escludendole dalle aste, prevedere evidenze pubbliche solo per le nuove concessioni, risolvere la questione dei pertinenziali in legge di stabilità e impedire ulteriori impennate di tasse come sta avvenendo in Toscana».

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