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Il pagamento dei canoni demaniali slitta al 15 settembre

Lo ha annunciato il sottosegretario Baretta, aggiungendo che durante l'estate il governo lavorerà a una riforma del demanio marittimo, da varare entro il 15 ottobre. Soddisfazione dai sindacati.

di Alex Giuzio

Il pagamento dei canoni delle concessioni demaniali marittime sarà rimandato al prossimo 15 settembre. Lo ha annunciato il sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta, precisando anche che il governo varerà una riforma del demanio marittimo entro il 15 ottobre.

«Con questa misura – ha dichiarato Baretta in una conferenza tenutasi ieri a Riccione – il governo intende andare incontro agli imprenditori balneari, rinviando il pagamento dei canoni a dopo l’estate, quando le casse degli stabilimenti saranno presumibilmente piene». L’emendamento sarà presentato nei prossimi giorni, ma naturalmente non potrà essere valido per le amministrazioni comunali più puntuali con la riscossione: in numerose città costiere, dall’Adriatico al Tirreno, i concessionari hanno già pagato il loro canone tra gennaio e marzo. Per i canoni pertinenziali (quelli spropositati di circa 200 stabilimenti balneari, a causa dell’errata applicazione dei valori Omi), invece, la misura potrà rivelarsi piuttosto utile – sempre in attesa di un riordino generale della materia.

A margine del convegno, Baretta ha spiegato all’Ansa che l’emendamento per il rinvio dei canoni sarà inserito in uno dei provvedimenti del governo attualmente all’esame del parlamento. «È probabile – ha anticipato Baretta – che si punti al decreto Irpef», ma è possibile anche che se ne scelga un altro. Attualmente la scadenza non è stabilita in modo tassativo per legge, dal momento che la norme attuali si limitano a parlare di un pagamento "anticipato" rispetto alla stagione: spetta infatti ai singoli comuni, che in questo caso svolgono la funzione di esattori, fornire le necessarie specifiche tecniche agli operatori.

Il rinvio al 15 settembre dei canoni, già adottato lo scorso anno, è stato bene accolto dalle associazioni balneari. «Aspettavamo questa misura – ha commentato il presidente del Sib-Confcommercio, Riccardo Borgo – che darà un po’ di respiro a un settore che è in difficoltà da anni. Pagare costi importanti quando le aziende hanno già lavorato qualche mese crea molti meno problemi a tutti. Si tratta di un segnale di attenzione verso la categoria e di un fatto positivo che apprezziamo». Aggiunge Fabrizio Licordari, presidente Assobalneari-Confindustria: «Ho appreso con soddisfazione che l’istanza che Assobalneari ha presentato lo scorso 18 marzo al viceministro dell’economia Luigi Casero ha prodotto i suoi effetti. Infatti, in assenza di un rappresentante del governo appena insediato con la delega al demanio, ci siamo rivolti al viceministro Casero perché ha sempre seguito le vicende che coinvolgono gli stabilimenti balneari, esponendogli con un documento la problematica relativa agli ordini di introito delle concessioni demaniali. Alcuni colleghi della Versilia già a marzo si erano visti recapitare i primi ordini di pagamento del canone e mi avevano sollecitato un intervento per fare comprendere che sarebbe stato auspicabile ricevere l’ordine di pagamento nel corso della stagione balneare, affinchè fosse più sopportabile per le economie aziendali».

Complessivamente il ritorno dei canoni si aggira attorno ai 100-120 milioni di euro, ma secondo il Sib si tratta di una cifra «sottostimata rispetto alla realtà». Tra l’altro, aggiunge Borgo riferendosi ai pertinenziali, «ci sono 200-300 aziende che hanno in piedi contenziosi perché tra il 2006 e il 2007 i canoni sono aumentati in taluni casi anche del 1300% a causa dell’entrata in vigore del nuovo meccanismo di calcolo dei beni pertinenziali».

Oltre al rinvio del pagamento, ha poi annunciato Baretta, il governo intende finalmente varare una riforma che il settore attende da anni. Il rinvio dei canoni, ha infatti aggiunto, «è un provvedimento che ci consente anche di preparare meglio, in un clima, mi auguro, di collaborazione con gli operatori, una vera riforma del demanio marittimo, da troppo tempo attesa». Riforma per la quale Baretta ha indicato un nuovo termine per il 15 ottobre 2014, slittata ormai quella del 15 maggio anche a causa dell’insediamento del nuovo governo di Renzi. «Dovremo sfruttare – ha concluso Baretta – l’occasione offerta dal semestre di presidenza europea per chiedere che l’Europa riconosca la specificità del nostro Paese sul settore balneare». Sperando di riuscire a evitare le evidenze pubbliche degli stabilimenti balneari, aperte dalla direttiva Bolkestein, anche se le recenti dichiarazioni di Sandro Gozi, sottosegretario con delega ai rapporti Ue, fanno pensare al contrario (vedi parte finale di questa intervista).

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