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I Comuni sono obbligati a estendere le concessioni balneari di 15 anni: lo dice il Tar

Il Tribunale amministrativo di Catanzaro ha ordinato a un'amministrazione comunale di applicare la legge

Una sentenza del Tar di Catanzaro, la numero 1742/2019 del 16 ottobre 2019, ha dichiarato l’illegittimità dell’inerzia di un Comune nell’applicazione della legge dei quindici anni per le concessioni balneari. Una società concessionaria di un Comune calabrese, infatti, si era rivolta al giudice amministrativo per contestare la reiterata inerzia del Comune medesimo sulla sua istanza diretta a ottenere l’applicazione della legge che ha stabilito il differimento di quindici anni della scadenza delle concessioni demaniali marittime.

Il Tar di Catanzaro ha “ordinato” al Comune medesimo, entro il termine di 40 giorni, di adottare il provvedimento invocato poiché «lo stesso Comune non si è determinato sulle istanze presentate dall’esponente, omettendo quindi di valutare la sussistenza dei presupposti che, in base al richiamato art. 1, commi 682 e 683 della legge n. 145/2018, consentano all’ente territoriale – in conformità alle indicazioni prescritte dalla Regione Calabria nella circolare prot. n. 86233 del 28.02.2019 – di apporre sui citati titoli abilitativi l’inciso “Concessione estesa di validità a tutto il 31.12.2033 ai sensi dell’art. 1 commi 682 e 683 della L. 145/2018” ovvero a rilasciare un separato provvedimento di estensione fino alla data indicata dalla legge richiamata».

Il Tar di Catanzaro, con questa sentenza, ha quindi riconosciuto sussistente, in capo al Comune inadempiente, «un preciso obbligo di provvedere sulla istanza del privato» per l’applicazione dell’art. 1 comma 682 e segg. della legge 30 dicembre 2018 n. 145. In proposito il tribunale ha anche richiamato una consolidata giurisprudenza amministrativa (ex multis, Consiglio di Stato, Sez. VI, 8 febbraio 2019, n. 961).

Secondo la giurisprudenza è pertanto sussistente un vero e proprio obbligo giuridico in capo ai Comuni ad applicare la nuova durata prevista dalla legge che, tra l’altro, consente ai concessionari balneari di poter effettuare gli investimenti necessari a meglio qualificare le proprie aziende accedendo a mutui bancari o, anche, alle previste provvidenze regionali o nazionali che diversamente sarebbero ingiustamente precluse.

Si tratta, in definitiva, di un’ulteriore pronuncia giurisprudenziale a favore dei balneari nella battaglia per vedersi riconosciuto il proprio sacrosanto diritto a ottenere, dai Comuni competenti, il differimento di quindici anni sui propri titoli concessori.

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Antonio Capacchione

Antonio Capacchione

Presidente nazionale del Sindacato italiano balneari - Fipe Confcommercio
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      Riccardo Inzaina says:

      Intanto anche lo Stato è inadempiente! Dov’è il DPCM previsto dalla l. 145/18??
      Dalla eliminazione del “diritto di inistenza” secondo C.N. null’altro che ” proroghe ” di dubbia legittimità !

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    Una concessione balneare non può durare 15 anni. È troppo. Non darebbe spazio agli altri di poter gareggiare. Penso che le gare di appalto balneare, ogni 5 anni vanno ripetute x dare spazio anche alle altre società. Sarebbe giusto così. Ma…in Italia, si sa perfettamente come funziona.

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      Così la mafia ha la possibilità di investire soldi sporchi a discapito di di chi per qst lavoro ha fatto sacrifici da 30 anni

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      sig. Pasquale, mi dica, perchè le concessioni balneari devono essere messe a gara ogni 5 anni e un posto di lavoro da dipendente statale, o una licenza di farmacia o tabaccheria, o la concessione della gestione delle autostrade no? mi faccia capire la differenza, la prego

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      fabio frontino says:

      Ma che assurdità. Come può un imprenditore recuperare gli investimenti fatti per garantire un servizio di qualità in 5 anni. Chi subentra come potrebbe risarcire gli investimenti fatti dal precedente concessionario?! Commento assurdo

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    Riccardo Inzaina says:

    La sentenza si è occupata sostanzialmente del silenzio inadempimento, da parte del Comune interessato. Sarà interessante vedere come la giurisprudenza si pronuncerà sulla legittimità della norma ( l. 145/2018 c. 682 e seg.) ! Ha titolo vedersi riconosciuta l’estensione il concessionario titolare di concessione prorogata al 2020 in violazione del diritto comunitario? Chi vivrà vedrà!

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