Norme e sentenze

I canoni demaniali marittimi non sono tributi: sentenza del Consiglio di Stato

Due importanti pronunce di Palazzo Spada sulla natura extratributaria dei canoni

I canoni delle concessioni demaniali marittime non possono qualificarsi come tributi, in quanto hanno una natura extratributaria. Lo ha sottolineato la settima sezione del Consiglio di Stato con due sentenze pubblicate lo scorso 5 gennaio, le numero 204 e 215 del 2024 (presidente Carlo Contessa, estensore Rosaria Maria Castorina). Si tratta di due importanti pronunce in materia di competenze delle Autorità di sistema portuale sui canoni concessori e sulla natura giuridica degli stessi.

«Il provvedimento di concessione di un bene pubblico (demaniale o patrimoniale indisponibile) esprime il rapporto tra l’interesse privato allo sfruttamento delle utilità economiche offerte dal bene e l’interesse pubblico costitutivo del carattere demaniale o patrimoniale indisponibile del bene», argomentano i giudici. Dunque, «il canone assolve a una funzione sia corrispettiva del vantaggio scaturente dal diritto di uso esclusivo del bene demaniale, sia compensativa del nocumento patito dall’interesse pubblico soddisfatto dal non più consentito o limitato originario diritto di uso collettivo del bene medesimo».

In definitiva, «il canone concessorio è una “prestazione imposta” ai sensi dell’art. 23Cost. che non ha tuttavia natura tributaria né può essere considerato come un mero canone locatizio poiché alla sua struttura e quantificazione concorre la specifica destinazione all’interesse pubblico impressa al bene demaniale. Tale destinazione impone che la determinazione del canone sia la più idonea al perseguimento dei fini di interesse pubblico che si ritengono meritevoli di soddisfazione».

Il testo delle sentenze

© Riproduzione Riservata

Mondo Balneare

Dal 2010, il portale degli stabilimenti balneari italiani: notizie quotidiane, servizi gratuiti, eventi di settore e molto altro.
Seguilo sui social: