Attualità

I balneari del “no alle aste” alla fiera di Carrara contro la riforma Draghi

Affollatissima l'assemblea di Assobalneari-Confindustria, Cna Balneari e Base balneare stamane alla fiera Balnearia

CARRARA – Si è aperto al grido del “no alle aste” il primo giorno di Balnearia, la fiera del settore balneare in programma fino a lunedì a Carrara. Affollatissima l’assemblea organizzata stamattina da Assobalneari-Confindustria, Cna Balneari e Base balneare, ovvero le tre associazioni di categoria che chiedono l’esclusione delle spiagge dalla direttiva Bolkestein e da qualsiasi forma di gara: segno che molti imprenditori del settore respingono in toto la proposta del governo Draghi per riassegnare le concessioni demaniali marittime entro la fine del 2023 tramite delle procedure di evidenza pubblica.
Il momento è delicatissimo: la settimana prossima inizieranno le audizioni in Senato sul provvedimento e il 14 marzo scadrà il termine per presentare gli emendamenti, che significa che le forze di maggioranza e opposizione avranno la possibilità di modificare il testo.

«Non vogliamo nemmeno sentire parlare di emendamenti, gare e valore aziendale», ha detto Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari Italia, che all’assemblea ha coinvolto anche i rappresentanti della nautica e delle aziende idroelettriche in seno a Confindustria. «La direttiva Bolkestein non deve riguardare le concessioni balneari, che pertanto non devono essere oggetto di gara. Abbiamo portato tutte le nostre argomentazioni tecniche sui tavoli con competenza e precisione, ma il governo è rimasto imperterrito e sta mandando al massacro migliaia di imprese e svendendo le nostre spiagge alle multinazionali, nonostante ci siano altre priorità come il covid, la guerra, il caro-bollette e l’approvigionamento energetico».

«Non possiamo accontentarci di un indennizzo, vogliamo continuare a esistere e a svolgere il lavoro che abbiamo sempre fatto», ha rimarcato la presidente di Cna Balneari Sabina Cardinali, a cui ha fatto eco il coordinatore Cristiano Tomei: «La proposta di riforma del governo non ci va bene perché non tutela le attuali imprese, e per questo ci presenteremo alle audizioni sostenendo la non inerenza delle concessioni balneari con la direttiva Bolkestein. La risorsa spiaggia non è scarsa, in Italia c’è spazio per aprire nuove attività sul demanio marittimo e per questo gli stabilimenti esistenti non possono essere messi a gara».

«L’emendamento del governo è da stracciare, l’unica cosa che salverà le nostre aziende è la linea del “no alle aste” – ha infine ribadito la presidente di Base balneare Bettina Bolla – e vorrei che il centrodestra fosse unito in questa battaglia. Non vogliamo più diventare terreno di scontro elettorale, non abbiamo più tempo». Le argomentazioni delle tre associazioni si basano da sempre su due punti: le spiagge sono concessioni di beni, pertanto non dovrebbero rientrare nella direttiva Bolkestein sui servizi, e la risorsa non sarebbe così scarsa da giustificare le gare delle imprese esistenti. A questo proposito è intervenuto Umberto De Angelis, ideatore del Sid, il “Sistema informativo demanio” che a sua stessa detta «è una fonte accuratissima, probatoria e aggiornata sullo stato delle concessioni demaniali marittime in Italia, pertanto rappresenta già una mappatura a disposizione del legislatore per poter calcolare la percentuale dei litorali concessi e di quelli già in concessione».

Sul fronte politico, in rappresentanza delle forze di maggioranza sono intervenuti il deputato Umberto Buratti (Partito Democratico) e il senatore Massimo Mallegni (Forza Italia), che si sono presi l’impegno di migliorare la proposta del governo in fase di discussione in parlamento. Dall’opposizione, invece, è totale la contrarietà di Fratelli d’Italia, che attraverso l’europarlamentare Carlo Fidanza e il deputato Riccardo Zucconi ha dichiarato l’intento di lottare per cestinare del tutto il disegno di legge e per portare avanti l’istanza del “no alle gare”. Molto unite restano le Regioni, rappresentate dall’assessore al turismo della Toscana Leonardo Marras e dall’assessore al demanio della Liguria Marco Scajola: entrambi hanno contestato al governo la mancanza di confronto con gli enti locali in fase di redazione del testo.

Il programma di Balnearia 2022 proseguirà domattina alle 10.30 in sala Michelangelo con l’assemblea delle associazioni Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in demanio marittimo, turismo e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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    • Ovviamente i fascisti non possono che stare dalla parte dei privilegi, delle caste e delle corporazioni in pieno stile medioevale

  1. Sono d accordo no alle aste si alla proroga, ancora una volta, la proroga e’ per sempre come diceva la pubblicita’..ah no li forse era il diamante, ma e’ uguale.( pero’ non chiamamola proroga…chiamamola periodo transitorio, suona meglio)
    Spero che anche questa volta la politica li accontenti, eventualmente ci pensera’ la magistratura a sopperire alle mancanze.
    Accontentatateli , non se ne puo’ piu

  2. Antilobby says:

    Le concessioni balneari vanno messe a bando, poiché la risorsa naturale delle spiagge è scarsa e limitata e dunque occorre applicare le disposizioni europee sulla concorrenza imposte dalla direttiva Bolkestein. Lo ha sancito il Tar Puglia con la sentenza n. 1329/2017, pubblicata lo scorso 28 luglio, che si pronuncia così in contrasto rispetto a una delle principali tesi portate avanti dalle associazioni degli imprenditori balneari – ovvero che esisterebbero ampi litorali ancora liberi in Italia per aprire alla concorrenza, prima di istituire le evidenze pubbliche sugli stabilimenti già esistenti

  3. Quello che è impensabile , togliere il lavoro di una vita a queste famiglie sta accadendo. Uno schifo mediatico senza precedenti per legittimare un esproprio di fatto, senza alcuna logica economica ma unicamente basata su una visione iperliberista dell’economia a discapito di tanti lavoratori che hanno fatto grande il turismo nel nostro paese. Vogliamo solo le nostre aziende e continuare a lavorare sulle stesse, basta terrorismo alle famiglie.

      • Tante cose provvisorie diventano permanenti, pensa a Putin, che cominciò come presidente ad interim tanti anni fa, tu dovevi ancora diventare avvocato.

        • E questo che vuoldire ?
          Che cosa c’entra il presidente di uno Stato con la concessione di una spiaggia ?
          Davvero si va a raccattare qualunque cosa pur di proteggere interessi di parte , questo non è accettabile.

          • Francesca+Siciliano says:

            Mo basta speriamo di risolvere al piu presto sta diventando un incubo si decidessero k voglio fare

      • Non è una questione di normativa da applicare , ma dovrebbe essere una questione di dignità, che ha un valore più alto rispetto alla concorrenza. Togliere il lavoro a piccole imprese che gestiscono spiagge da anni senza aver alcuna colpa , ma valorizzando le stesse meritano rispetto e aiuto da parte delle stato. Se questa realtà è un unicum in Italia perché la si deve cancellare? Perché si vuole abbattere un sistema ? Non ha senso , io deboli vanno difesi da chi pretende un liberismo Capitalista , non certo creando altri fallimenti che lo stato crescerà. Poi farlo senza riconoscere nulla è una schifezza da paese totalitario.

        • Cambronne says:

          Questo è uno degli interventi di buon senso. Di molto buon senso. Il succo di quello che dovrebbe essere l’obiettivo da raggiungere da parte di tutti.

        • C’è bisogno di chiederlo ?
          Ma non basta leggere le pretese che portano avanti senza alcuna vergogna ?
          Ma come si fa a non capire?

      • Egregio sig. Suck, visto che lei è una persona che scrive con cognizione di causa e non come tanti spinti esclusivamente dall’invidia, mi permetta di sottoporle un quesito anche se non ha attinenza con l’argomento ma sempre di concessioni si tratta. Mi riferisco alle aree cimiteriali sempre di pubblica pertinenza ove insistono manufatti pubblici e privati (mi riferisco alle tombe di famiglia) e laddove il manufatto è realizzato dai comuni viene dato in concessione x 99 anni salvo rinnovo mentre quello realizzato dal privato antecedente le modifiche del regolamento di Polizia Mortuaria pare non avere scadenza. Ci sono tombe centenarie senza discendenti ma a nessuno viene in mente di abbatterle per creare nuovi posti nonostante la penuria di spazi. Mi perdoni il paragone ma non trova che ci sia una qualche analogia ?

        • Claudio non sono avvocato ma la prima differenza è che tu ti arricchisci grazie alla concessione mentre il morto no!..per questo devo avere anche io l’occasione di potermi arricchire usando il bene di tutti

        • Nikolaus Suck says:

          Buongiorno Claudio. L’unica analogia che vedo è la demanialità, che però nel caso dei cimiteri non è statale ma locale.
          Infatti dopo che la giurisprudenza ha rilevato la incompatibilità delle concessioni perpetue con la demanialità, le norme sono state cambiate, ora sono a tempo e 99 sono il massimo non la regola
          varia da caso a caso, per esempio a Roma durano 30 anni. E le concessioni come quelle che dice lei possono essere revocate, se poi il Comune non ne ravvisa l’esigenza e resta inerte è un altro discorso.
          Per il resto vedo solo differenze. In particolare, che diversamente dalle concessioni cimiteriali per quelle di spiaggia una previsione di perpetuità non è mai esistita e al contrario l’art 36 cod nav ha sempre precisato che possono valere solo “per un periodo di tempo determinato”. E soprattutto che le concessioni cimiteriali sono rilasciate per uso proprio e personale e non per interesdi economici e farci aziende e attività commerciali a scopo di lucro, per cui non ci sono considerazioni di mercato e di concorrenza da fare. Infatti non sono nemmeno cedibili.

    • Non esiste esproprio su un terreno pubblico, cioè di tutti.
      È inaccettabile codesta pretesa di godere a vita dei frutti di una pianta che non appartiene ad un singolo ma bensì alla collettività.
      Non esiste iperliberismo perché il semplice liberismo è fondato sul meccanismo della CONCORRENZA , non del monopolio.

  4. Esatto.Concordo.

    esproprio di fatto
    versione iperliberista
    Togliere il lavoro alle famiglie
    Terrorismo
    Quindi altro periodo transitorio.
    Uno come Centinaio lo troviamo in parlamento.Ricominciamo d accapo.E poi si pensa.

    • Ciò che bisognerebbe mettere più in evidenza, è la presa in giro che questa categoria di lavoratori/imprenditori, sta subendo, sin da quando si sono rimangiate le regole sul legittimo affidamento con l’annullamento di alcune regole, il “pretesto” della BOLCKSTEIN a “trazione” italiana, che non ha eguali in nessun altro paese membro (anche perché la stragrande maggioranza non ha litorali come l’Italia) e la “curiosa” sentenza del CDS che ha disconosciuto una legge dello stato, imponendone una propria. Una sequela che non può stare in piedi, che ha sicuramente del torbido!

      • Se c’è qualcosa che ha del torbido è l’arroganza nonché la sfacciataggine di una categoria che si è oramai adagiata sul godimento di vantaggi e privilegi che vorrebbe sfruttare per tutta la vita ma su di un bene pubblico invece che privato.

    • Ciò che bisognerebbe mettere più in evidenza, è la presa in giro che questa categoria di lavoratori/imprenditori, sta subendo sin da quando si sono rimangiate le regole sul legittimo affidamento, con l’annullamento di alcune leggi che non avrebbero permesso “l’operazione” in corso, il “pretesto” della BOLCKSTEIN a “trazione” italiana, che non ha eguali in nessun altro paese membro (anche perché la stragrande maggioranza non ha litorali come l’Italia ed alcuni non hanno nemmeno il mare) e la “curiosa” sentenza del CDS che ha disconosciuto una legge dello stato, imponendone una propria. Una sequela che non può stare in piedi!

  5. Dimenticavo c e’ del torbido perche” il Consiglio di Stato ha fatto quanto la Costituzione gli attribuisce, verificare se la legge rispetta quanto il nostro ordinamento prevede.Avanti un altro.
    Questa e’ una trama oscura: No gare pubbliche si proroghe a vita

  6. Qualcuno mi può spiegare in dettaglio oltre ai balneari quali sono le altre attività turistiche ricreative. Grazie

    • Le altre categorie turistiche son quelle che continuano ad esistere anche dopo che le spiagge passeranno a gestori nuovi ma i balneari lobbisti affermano che invece andrebbero tutti a casa qualora cambiasse la gestione delle spiagge. Una considerazione che ovviamente non ha senso ma chi la fa ovviamente la utilizza come scusa per continuare a rosicchiare l’osso.

  7. Evvai! No alle gare! Sì a credere per l’ennesima volta alle cazzate di Meloni e simili.
    Poi non lamentiamoci se la prenderemo in quel posto. Evidentemente qualcuno non ha niente da perdere, per insistere ciecamente su cazzate ormai smentite più e più volte.
    Ma accettare le gare chiedendo dei miglioramenti no, vero? Così ci andiamo di mezzo tutti, anche chi ha una piccola concessione senza interessi e ha avuto evidenza pubblica. Sindacati inutili e dannosi.

  8. È evidente come i commenti degli antibalneari, sono frutto di campagne propagandistiche dei media generalisti “allineati”, tra i quali, nessuno mai racconta la vera storia dei balneari italiani sin dall’origine e delle leggi ingannevoli, fatte per incentivare a investir più di quanto non si era già fatto in precedenza, e successivamente annullate nel 2010 (88/2001 e art. 37 del codice della navigazione) Vi invito a vedere l’intervento di Giorgia Meloni del 17 febbraio u.s. alla camera, sono certo che troverete le risposte alle vostre superficiali osservazioni, poi, se volete, continuate pure a votare 5stelle (molti, come dovreste già sapere, non lo faranno più)!

  9. Dario se ti vuoi arricchire con una concessione demaniale ti regalo la mia ad un prezzo simbolico, in quanto da quando sono subentrato il novembre 2016 ho avuto solo spese, ti faccio presente che è una vecchia licenza che parte dal 2009 scadenza 2020. Cercherò di farti capire il perché la Bolkestein non va bene ed deve essere abolita.
    Al rinnovo concessorio del 2015 il Comune di Ancona in base alla nuova normativa del 2010 questi 29 mq. di area, occupata (da un manufatto) viene inscritta come attività turistica ricreativa, di conseguenza assoggettata alle nuove leggi sulla concorrenza compreso quel canone minimo di €. 2500.
    Mi sono dimenticato di dirti che quella concessione di pochi mq. è stata data per il mantenimento di un manufatto costruito nel 60 sopra uno scoglio come i trabocchi di Fossacesia, licenza dove non si può fare nessuna attività non avendo ne piano e ne spiaggia , area di Cat. B ci si accede dopo aver percorso 222 gradoni, in Italia ve ne sono molte di queste concessioni anomale, inserite in leggi assurde fatte da politici e amministrazioni inconpetenti.

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