Attualità Sib-Confcommercio

Gli oggetti più dimenticati in spiaggia dell’estate 2018

Il Sib-Confcommercio stila la classifica degli articoli ritrovati sotto l'ombrellone dai titolari degli stabilimenti balneari. Occhiali, costumi e ciabatte in cima alla lista.

«Gli occhiali da sole o da vista si confermano al primo posto, per il terzo anno consecutivo, tra gli oggetti che i nostri clienti più si dimenticano sotto l’ombrellone». Lo rende noto Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari aderente a Fipe-Confcommercio, che anche quest’anno ha stilato la classifica degli oggetti più dimenticati dai clienti degli stabilimenti balneari. «La lista prosegue con il costume da bagno, la crema solare, l’asciugamano, le ciabatte o le scarpe da mare e le chiavi di casa o dell’auto. Alcuni articoli sono anche di valore come orologi, cellulari, portafogli, collane o braccialetti, tablet e consolle portatili», prosegue il presidente Sib.

«Le sigarette o l’accendino, così come quotidiani, riviste e libri, oltre ai fazzoletti di carta difficilmente vengono reclamati dalla clientela, e finiscono direttamente nella spazzatura (rigorosamente differenziata), mentre tutti gli altri oggetti a fine giornata sono raccolti in direzione in attesa che il proprietario li richieda. Restituiamo oltre l’80% degli oggetti dimenticati in giornata o nelle 18 ore successive al ritrovamento», prosegue il presidente Sib.

«I turisti italiani sono quelli più distratti, specialmente se single o over 80 – continua Capacchione – mentre gli stranieri sono molto attenti non solo ai propri oggetti personali ma, soprattutto, a non lasciare nulla in spiaggia, neanche una carta di caramella o un foglio di giornale».

Tanti gli oggetti ritrovati quest’anno dai titolari degli stabilimenti balneari: passeggini per bambini, ombrelli da pioggia, porta-pranzo, vari capi di abbigliamento, ma anche trucchi femminili e auricolari. Alcuni sono davvero curiosi: una cintura di sicurezza per cani, un vestito di carnevale, una giacca da moto, una cravatta, un velo da sposa, un album fotografico e un cappello da cow-boy. «Volendoli stimare – conclude il Sib – si tratta di beni da pochi centesimi a diverse centinaia di euro, ma spesso il valore affettivo non ha prezzo, e appena ci si accorge della dimenticanza si torna indietro immediatamente».

© Riproduzione Riservata

Sib Confcommercio

Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
Seguilo sui social: