Opinioni

Garavaglia delude su balneari: “Risposta su Bolkestein deve darla l’Europa”

Dal ministro al turismo una dichiarazione frettolosa e fuori fuoco su una vicenda che sta togliendo il sonno a migliaia di imprenditori

Lo avevamo scritto proprio ieri: il disinteresse del governo Draghi sulla questione balneare è grave e preoccupante, e serve un gesto concreto di attenzione da parte di uno dei tanti ministri competenti sulla materia. Ebbene, questo gesto è arrivato poche ore dopo la pubblicazione del nostro articolo – ma non si può negare che sia stato piuttosto deludente.

Nel corso dell’audizione di ieri davanti alle decime commissioni congiunte di Camera e Senato “Industria, commercio e turismo”, il ministro al turismo Massimo Garavaglia è stato sollecitato da un’interrogazione del deputato Riccardo Zucconi (Fratelli d’Italia) a esprimersi sulle strade che il governo intende intraprendere per risolvere la grave incertezza normativa che colpisce le imprese balneari, vittime di diffide dell’Antitrust, lettere di messa in mora dalla Commissione europea per il mancato rispetto della direttiva Bolkestein, sentenze avverse dei tribunali e amministrazioni comunali inadempienti, nonostante da oltre due anni sia in vigore una legge italiana che dispone di estendere la validità delle concessioni fino al 31 dicembre 2033.

Garavaglia ha liquidato la questione con queste testuali parole: «Sul tema Bolkestein, un evergreen di cui si parla da tempo, la risposta la deve dare l’Europa, e noi dobbiamo essere convincenti con l’Europa nella trattativa che ci sarà. L’obiettivo minimale che abbiamo è avere una stagione ordinata quest’anno, quindi cerchiamo di mettere in campo delle azioni che ci permettano di avere una stagione ordinata, perché l’ultimo problema che vogliamo avere quest’anno – in cui già ne abbiamo mille – è un’ulteriore questione relativa alla Bolkestein». Fine del discorso.

Ora, non si pretendeva di certo che Garavaglia tirasse fuori subito dal cappello una soluzione a una vicenda annosa e complessa: il governo si è insediato da poco più di un mese e, come ha ricordato lo stesso ministro, i problemi in questo momento storico sono gravi e numerosi. Tuttavia, la risposta di Garavaglia è inaccettabile per vari motivi: perché ha liquidato con una certa fretta e insensibilità un problema che sta togliendo il sonno da anni a migliaia di piccole imprese familiari, perché ha dimostrato una scarsa consapevolezza della questione (nonostante Garavaglia sia esponente di un partito, la Lega, che si è sempre dimostrato attento alle istanze delle imprese balneari, a partire dall’estensione delle concessioni al 2033 che porta la firma del senatore Gian Marco Centinaio – e proprio ieri il segretario Matteo Salvini ha pubblicato un tweet forse non casuale) e soprattutto perché le parole del ministro sono del tutto fuori fuoco. Infatti, non è affatto vero che «la risposta la deve dare l’Europa»: il diritto comunitario parla già chiaro, e all’interno della direttiva Bolkestein ci sono tutti i margini sia per interrompere l’esistenza degli attuali concessionari balneari sostituendoli con altri imprenditori, sia per tutelare il proseguimento delle aziende che finora hanno lavorato bene. Il governo deve solo scegliere da che parte stare e agire di conseguenza: se il settore balneare si trova in questo enorme caos, è per colpa dell’incapacità degli ultimi sette esecutivi italiani di mettere mano seriamente alla questione, e non certo dell’Europa, che attende da anni una proposta di riforma.

Non è un segreto che all’interno della Lega esistano due correnti con anche visioni diverse rispetto ai balneari, e Garavaglia appartiene all’ala più liberista ed europeista, peraltro in un governo il cui premier Draghi potrebbe benissimo avere l’intenzione di favorire il ricambio degli attuali imprenditori balneari per fare gli interessi di certi apparati finanziari di cui è indiscusso portatore. Insomma, se questo è il biglietto da visita con cui Garavaglia intende affrontare la questione, non c’è da ben sperare. Ma confidiamo in rapide e concrete smentite.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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