Opinioni

Garavaglia delude su balneari: “Risposta su Bolkestein deve darla l’Europa”

Dal ministro al turismo una dichiarazione frettolosa e fuori fuoco su una vicenda che sta togliendo il sonno a migliaia di imprenditori

Lo avevamo scritto proprio ieri: il disinteresse del governo Draghi sulla questione balneare è grave e preoccupante, e serve un gesto concreto di attenzione da parte di uno dei tanti ministri competenti sulla materia. Ebbene, questo gesto è arrivato poche ore dopo la pubblicazione del nostro articolo – ma non si può negare che sia stato piuttosto deludente.

Nel corso dell’audizione di ieri davanti alle decime commissioni congiunte di Camera e Senato “Industria, commercio e turismo”, il ministro al turismo Massimo Garavaglia è stato sollecitato da un’interrogazione del deputato Riccardo Zucconi (Fratelli d’Italia) a esprimersi sulle strade che il governo intende intraprendere per risolvere la grave incertezza normativa che colpisce le imprese balneari, vittime di diffide dell’Antitrust, lettere di messa in mora dalla Commissione europea per il mancato rispetto della direttiva Bolkestein, sentenze avverse dei tribunali e amministrazioni comunali inadempienti, nonostante da oltre due anni sia in vigore una legge italiana che dispone di estendere la validità delle concessioni fino al 31 dicembre 2033.

Garavaglia ha liquidato la questione con queste testuali parole: «Sul tema Bolkestein, un evergreen di cui si parla da tempo, la risposta la deve dare l’Europa, e noi dobbiamo essere convincenti con l’Europa nella trattativa che ci sarà. L’obiettivo minimale che abbiamo è avere una stagione ordinata quest’anno, quindi cerchiamo di mettere in campo delle azioni che ci permettano di avere una stagione ordinata, perché l’ultimo problema che vogliamo avere quest’anno – in cui già ne abbiamo mille – è un’ulteriore questione relativa alla Bolkestein». Fine del discorso.

Ora, non si pretendeva di certo che Garavaglia tirasse fuori subito dal cappello una soluzione a una vicenda annosa e complessa: il governo si è insediato da poco più di un mese e, come ha ricordato lo stesso ministro, i problemi in questo momento storico sono gravi e numerosi. Tuttavia, la risposta di Garavaglia è inaccettabile per vari motivi: perché ha liquidato con una certa fretta e insensibilità un problema che sta togliendo il sonno da anni a migliaia di piccole imprese familiari, perché ha dimostrato una scarsa consapevolezza della questione (nonostante Garavaglia sia esponente di un partito, la Lega, che si è sempre dimostrato attento alle istanze delle imprese balneari, a partire dall’estensione delle concessioni al 2033 che porta la firma del senatore Gian Marco Centinaio – e proprio ieri il segretario Matteo Salvini ha pubblicato un tweet forse non casuale) e soprattutto perché le parole del ministro sono del tutto fuori fuoco. Infatti, non è affatto vero che «la risposta la deve dare l’Europa»: il diritto comunitario parla già chiaro, e all’interno della direttiva Bolkestein ci sono tutti i margini sia per interrompere l’esistenza degli attuali concessionari balneari sostituendoli con altri imprenditori, sia per tutelare il proseguimento delle aziende che finora hanno lavorato bene. Il governo deve solo scegliere da che parte stare e agire di conseguenza: se il settore balneare si trova in questo enorme caos, è per colpa dell’incapacità degli ultimi sette esecutivi italiani di mettere mano seriamente alla questione, e non certo dell’Europa, che attende da anni una proposta di riforma.

Non è un segreto che all’interno della Lega esistano due correnti con anche visioni diverse rispetto ai balneari, e Garavaglia appartiene all’ala più liberista ed europeista, peraltro in un governo il cui premier Draghi potrebbe benissimo avere l’intenzione di favorire il ricambio degli attuali imprenditori balneari per fare gli interessi di certi apparati finanziari di cui è indiscusso portatore. Insomma, se questo è il biglietto da visita con cui Garavaglia intende affrontare la questione, non c’è da ben sperare. Ma confidiamo in rapide e concrete smentite.

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Alex Giuzio

Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge.
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    Secondo me hanno già scelto di non prendersi la responsabilità, tanto se quest’anno deve passare la prossima stagione e quella prima delle votazioni quindi per l’ennesima volta veniamo accantonati e la lega si dimostra di nuovo incoerente col nostro problema!!!! Meglio votare fratelli d’Italia….

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    Purtroppo c’era da aspettarselo. Basta vedere il CV di Garavaglia e Draghi…per quanto si espongano poi i partiti la verità è che in quel governo Berlusconi c’era forza Italia e lega che nulla fecero…ed oggi in funzione di elezioni spingono ma senza mai incidere… perché non è un argomento produttivo. Fratelli d’Italia vanno dritti come un treno piaccia o non piaccia indipendentemente dal tornaconto…siamo rovinati perché seppur loro prendano tempo, un qualsiasi giudice Tar o consiglio di stato può scompaginare tutti e tutto…la fine ormai è dietro l’angolo

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    Ci stanno prendendo per il culo, ci stanno prendendo le nostre vite . Basta tutti sotto il parlamento(come fecero i tassisti) balneari ambulanti e tutte le categorie del turismo e non ci muoviamo fino a che non esce il signor ministro a parlare con noi (che risposte sono ?),poi sotto la sede dell antitrast dal sigonr Rustichelli servo dei poteri forti. Accampiamoci con tende e lottiamo fino alla fine perchè siamo milioni non carne da macello(se guerra deve essere guerra sia). Non abbiamo niente da perdere. GUARDATE QUESTO VIDEO DAL TITOLO…”VOGLIONO FAR FALLIRE LE PICCOLE IMPRESE. DOBBIAMO OPPORCI ALLE SCELTE DEL GRUPPO DEI 30 DI DRAGHI”…..NATURALMENTE NESSUNA TV DI STATO L HA TRASMESSO….AVETE COSA CI VOGLIONO FARE? Reagiamo subito

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    I balneari devono sostenere Fratelli D’Italia e la Meloni, tutti gli altri si sono dimostrati quaquaraqua. Garavaglia di che parla? L’Europa ha già deciso, e l’Italia che si deve svegliare!!!!

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    graziosi antonio says:

    Garavaglia sei come Ponzio Pilato. lavoratori del turismo uniamoci e presidiamo il parlamento,basta farci
    prendere per il culo da questi burocrati europeisti. Il piano perfetto Rustichelli all antitrast Garavaglia ministro e Draghi presidente….sciacalli nessuno vi ha votato. Mattarella dove sei?…tutti sotto il parlamento ad oltranza a manifestare dobbiamo farlo non
    bisogna perdere tempo …reagiamo tutti insieme siamo lavoratori non ladri..

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    Si tutti sotto il parlamento così ne parlerà la stampa e finalmente si muoverà l’opinione pubblica e chissà magari sosterrà la posizione dei balneari oppure capirà che ci sarà un’opportunità in più di lavoro grazie ai bandi e sosterrà l’Europa…il governo attende le sentenze per rendere le evidenze pubbliche non negoziabili e fino a giugno/luglio non ci sarà nessuno che affronta il problema. Animiamo la stampa forza!

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      leone da tastiera che ti nascondi dietro una falso nome pensi che non sappiamo chi sei Il tuo dns è facilmente rintracciabile .Rispetto per chi lavora, E MANIFESTEREMO NE PUOI STARE CERTO PERCHE E UN NOSTRO DIRITTO. GUARDA IL MIO NOME E COGNOME E SCRITTO MOLTO BENE.AVOLTOIO.

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    E no Salvini, così non va .Noi balneari avevamo creduto nell’aiuto della lega e invece !!! Che il ministro Garavaglia chiarisca la sua uscita.Possiamo fidarci ancora? In effetti stiamo notando un appiattimento della Lega su posizioni Europeiste per quanto ri guarda la Bolkeistein. Oramai siamo arrivati al momento deele decisioni : O SI O NO ,O VITA O MORTE PER LE CONCESSIONI BALNEARI . Però Salvini devi sapere che Il SI O NO è arrivato anche per noi balneari e saremo inflessibili nel momento della scelta.Ora vogliamo fatti e subito.Garavaglia Centinaio Giorgietti Gasparri e sopratutto SALVINI muovetevi dateci un segno tangibile del vostro operato per salvare 30000 imprese balneari.Non è l’ Europa che deve salvarci, non lo farà mai, siete voi della Lega che dovete mantenere i VOSTRI IMPEGNI E PRESTO.Altrimenti ..

    Però Salvini deve sapere che a

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    È arrivato il momento di mobilitarci, questi non hanno alcun pudore, stanno vendendo l’Italia ed ancor peggio gli italiani, (non è come vendere i monumenti, è assai peggio) nel modo più becero, senza tener conto dei diritti più elementari, anche nello stesso contesto europeo. VERGOGNOSO È DIR POCO!

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    Appare evidente il disegno. Draghi messo lì per poter avere un capro espiatorio per tutte quelle faccende spigolose come la nostra, così che quando la lega come le altre compagini torneranno a chiedere i voti diranno: è stato Draghi, votate noi che Ve le facciamo tenere. Ovviamente chi l’ha persa nel frattempo …. Se la prende nel culo…chi invece ce l’ha ancora gli darà il voto che poi non servirà a nulla. Perché siamo succubi. Noi diamo all’Europa del nord qualcosa che loro non hanno….in cambio l’Europa del nord applica tassazioni basse per accaparrarsi le grandi aziende…qui i vari diario e compagnia bella non dicono nulla ….??

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    Che ogni decisione sia rinviata a ottobre, cosi come ha deciso il TAr liguria. Cheil governo Draghi, Salvini,Garavaglia Gelmin, Giorgetti,Centinaio , Gasparri,ecc mettano in sicurezza tutti gli stabilimenti balneari per la prossima stagione facendoli operare e nel frattempo continui il dialogo con l’ europa per una soluzione definitiva. METTERE SUBITO IN SICUREZZA TUTTE LE CONCESSIONI BLOCCANDO LE DIVERSE DECISIONI DEL TAR ECC . FATECI LAVORARE: FATECI LAVORARE:

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    graziosi antonio says:

    a tutte le associazioni balneari, lavoratori nelle cooperative disoccupati, cassa integrati ETCC dico di mobilitarci,manifestare sotto il parlamento e non fare le pecore. Nessuno a votato questi signori avete rotto i coglioni con governi tecnici con gente del bilderberg che viene qui a dettare come si deve vivere come mangiare e fra un po’ come cacare. Basta. Uniamoci tutti ,lavoratori italiani non bisogna aver paura. Mattarella dove sei? Andrò anche da solo a manifestare perché è nel mio diritto cosituzionale .Avete il coraggio o no di reagire….forza allora facciamo annunci anche su facebook e uniamoci nella lotta contro questi burocrati che stanno distruggendo il nostro paese.

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    Nikolaus Suck says:

    Ma non eravate voi a parlare di democrazia indiretta, parlamento e governo che dovevano prevalere, etc.? Beh ecco qui: i parlamentari che hanno dato ok e fiducia a questo governo e lo sostengono li avete votati eccome altrimenti non sarebbero lì, e come volevasi dimostrare al netto di facili proclami elettorali e clientelari di chi non ha nulla da perdere, e dei buontemponi illusi che qui dicevano ridendo di rosicare che tanto era stato fatto tutto apposta e avrebbero fatto le concessioni a vita, quando si fanno i conti con la realtà politica ed istituzionale le cose cambiano.
    Con la procedura di messa in mora in corso e la risposta del Governo in corso di valutazione non era possibile nessuna risposta diversa. Posso sbagliare, ma né questo né nessun altro governo batterà i pugni con l’Europa e quello che immagino è che alla fine si chiuderà la procedura e non si aprirà quella di infrazione in cambio di una disciplina delle gare a partire dalla stagione 2023/24 con proroga transitoria per questa e la prossima, e sarà già tanto. Questa è non altra sarà la trattativa. E gli orientamenti giurisprudenziali saranno confermati e consolidati. Benvenuti nel mercato. Che è quel posto dove si fa impresa.

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      Si. l’Italia è quel posto dove si fa impresa, non come in Spagna Croazia e Portogallo. Mi perdoni ma non ho visto suoi commenti qui né ho visto barricate quando negli anni dopo l’uscita della bolkestein la Spagna ce l’ha messa nel di dietro… è evidente che qui scrive solo gente interessata in un senso o nell’altro o ipocrita. Perché la disparità di trattamento è evidente. Ma a lei questa cosa sta bene così,vero? La ringrazio

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        Nikolaus Suck says:

        Carlo più che altro non mi interessa. Io vivo in Italia e non in Spagna e se lì in qualche modo sono riusciti a giocarsela diversamente e meglio e alla UE è stato bene (il che è tutto da vedere), non posso farci niente, e nemmeno devo. Quindi il Suo commento proprio non lo capisco. Ossequi

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          A dirla tutta io ho sempre notato da parte sua una particolare attenzione a ciò che è giusto secondo il suo apprezzamento ovviamente. Tuttavia ora se ne lava le mani dicendo che lei vive in Italia e quindi si deve preoccupare solo di quello che succede qui?? Siamo europei quando ci conviene… Se a lei non sembra giusto che qui in Italia si debbano mantenere per anni le concessioni dovrebbe avere lo stesso riserbo per le altre nazioni. A me sembra che lei abbia un interesse diretto magari come socio di qualche concessione demaniale…..

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            Nikolaus Suck says:

            Carlo non mi sono spiegato, io non me ne “lavo le mani” e non mi devo preoccupare “solo di quello che succede qui” semplicemente la questione è mal posta perché né io, né Lei, né altri, e nemmeno lo Stato italiano abbiamo alcun mezzo o strumento per “far rispettare la legge alla Spagna”, qualunque cosa questo significhi. Quella è una questione che riguarda solo la Spagna stessa e il suo rapporto con le istituzioni dell’Europa che sono le uniche che possono dire qualcosa al riguardo, e devono e possono vedersela solo tra loro. Non significa disinteressarsi o lavarsene le mani, semplicemente la realtà è questa e l’Italia non potrebbe nemmeno dire “se e finché la Spagna non rispetta la direttiva non lo faccio nemmeno io” questo non è un argomento né un’opzione. Non si tratta di “fottere il prossimo” ma così non si va da nessuna parte. Anche perché voi mica volete che la Spagna segua la direttiva (ammesso che non lo stia facendo, ma come dicevo questo può e deve deciderlo solo l’Europa, non noi), ma semmai volete non seguirla come loro (sempre in ipotesi e secondo voi…). Qianto ad eventuali miei interessi diretti, a parte che avrebbero lo stesso valore e dignità di quelli vostri quindi di nuovo non capisco che vuole da me, in ogni caso no non tema la legge professionale vieta per incompatibilità interessi commerciali diretti o indiretti.

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      a suck noi cosa facciamo rubiamo? e inoltre noi non abbiamo votato questo governo informati meglio prima di parlare. Mattarella la scelto non noi, avvocato.

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      Avv. Lucano says:

      Collega Nicolaus Suck , lei continua a pretendere il rispetto dei principi europei ( legittimo) , ma dia una spiegazione esaustiva a questi imprenditori. Perché in Europa la direttiva servizi è applicata in modo difforme? Perché le amministrazioni locali applicano la legge 145 in modo difforme ?? Io ho già detto la mia, intravedo una chiarissima violazione interna ed europea del principio di proporzionalità. Poi sono d’accordo con la trattativa che sfocerà in un estensione ma non al 2024 ma al 2033, senza risolvere nulla.

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        mi scusi avv. lucano ma perchè l’estensione accordata con l’europa non sarà al 2050 invece del 2033?..a quel punto punterei ad un’estensione infinita oppure lei non è d’accordo?

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          LA SPAGNA AL 2065 CROAZIO 30 ANNI PORTOGALLO 2065 NOI INVECE LE REGALIAMO A TE E AI TUOI AMICI CON TUTTE LE ATTREZZATURE. SEI CONTENTO DIARIO? COSI ABBIAMO SEGUITO I TUOI CONSIGLI ALLA LETTERA

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          Avv. Lucano says:

          Caro Diario sono d’accordo sul fatto che queste imprese non possono essere trattate COME UNO YOGURT con una scadenza, semplicemente perché questa scadenza non gli è stata imposta e palesata nel momento in cui il bene è stato concesso, si mette in risalto e si da per scontata giuridicamente un assimilazione tra autorizzazione ad utilizzare il bene e servizio che insiste sullo stesso. Questo a casa mia, ovvero nel mio studio significa legittimo affidamento, principio europeo strariconosciuto. Ora sulle nuove concessioni e sul fatto che queste ultime vadano a gara non ho dubbi ed è legittimo, ma non riconoscere che chi ha utilizzato il bene per 50 anni non si trovi in una posizione di legittimo affidamento è inconcepibile oltre che ingiusto moralmente. Ora chiaramente la disciplina europea contrasta, ma siamo sicuri che questa disciplina sia corretta? sia giusta?. Di leggi europee ingiuste ne abbiamo a bizzeffe ed è la politica e il legislatore che decide ( come nel caso della direttiva servizi ) se applicarle e in che modo farlo. O se si lascia tutto in mano ai funzionari , si fanno disastri come a Ostia dove si fa una gara illegittima per una concessione che dura solo un anno. IMBARAZZANTE.

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        Nikolaus Suck says:

        Lucano molto più amaro che collega (il dubbio resta più che lecito anche con quattro lauree), io non “pretendo” nulla, non devo dare “spiegazioni esaustive” a nessuno, e non sono nella posizione di fare né l’una né l’altra cosa. Solo di fare delle personali considerazioni criticabili ma legittime.
        E però ancora una volta e per fortuna le risposte alle domande Sue sono facili.
        Perché in Europa la direttiva servizi è applicata in modo difforme? Perché la direttiva è strumento di armonizzazione e non di uniformazione e non la “applica” l’Europa ma il singolo Stato membro, “vincolato nel fine ma libero nei mezzi”. E allora, ancora una volta, se la Spagna, in tesi (perché la cosa andrebbe studiata bene, non riferita per sentito dire), ha trovato mezzi soddisfacenti per il fine e ritenuti tali se e finché l’Europa non li critica, perché se la prende con me che non ho nessun ruolo né per sindacare né per pretendere alcunché da Spagna o altri?
        Perché le amministrazioni locali applicano la legge 145 in modo difforme? Perché le norme per essere applicate vanno interpretate, e se alcuni (pochi) funzionari ritengono valida e prevalente la 145 e altri (molti) invece il divieto eurounitario di proroghe senza gara, ancora una volta io che ci posso fare? Il mio personale avviso, e quindi, se vuole, la mia risposta, è che la 145 possa e debba essere disapplicata in favore del divieto di proroghe. Ma se non lo fanno tutti non sono nessuno per “pretendere” il contrario. Non esiste uno strumento per imporre a tutti i funzionari di pensare e fare la stessa cosa. Per questo eventualmente ci sono i Giudici, che salvo poche eccezioni (attualmente forse una sola, impugnata e ragionevolmente in via di superamento) vanno nella direzione mia, a torto o a ragione.
        Lei “intravede una chiarissima violazione interna ed europea del principio di proporzionalità”, bene può anche darsi (anche se secondo me non sarebbe quello il principio da invocare visto che attiene solo alla adeguatezza degli strumenti utilizzati in un dato caso, ma non posso mettermi a fare lezioni di teoria generale e istituzioni di diritto pubblico) ma se e finché non Le da ragione un giudice la Sua resta una bellissima opinione personale. E come Lei mi insegna quello che nessun giudice potrebbe fare è dire che siccome il Comune x o lo Stato y fanno in un modo, devono far e lo stesso pure gli altri, perché questo semplicemente non sarebbe diritto.
        E che una “trattativa” possa sfociare nella conferma al 2033, che è proprio il motivo che ha determinato la procedura di mora, è parimenti fantascienza. Ma se fosse, pace. Basta che poi si facciano le gare e non si rompa ancora e di nuovo.

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          AVV suck, lei sicuramente ha evidenti qualità teoriche e nessuno lo può mettere in dubbio. Però su alcune cose non sono d’accordo e la prima gliel’ho già espressa prima. La seconda invece è sulla sua affermazione appena espressa. Non è la data del 2033 il problema per l’Europa ma quello che sembra essere l’ennesimo rinvio che non piace nemmeno ai balneari. E sono certo che se un governo (uno dei tanti) avesse fatto una legge di riordino con una data di messa a bando del 2040 l’Europa avrebbe accettato. Insomma la colpa è solo dei nostri politici che come ha già detto lei abbiamo votato con coscienza…quindi colpa nostra

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          Avv. Lucano says:

          La mia domanda non ha ricevuto una risposta esaustiva ma la deduzione è logica , prendo atto e mi fa piacere come la mia teoria non sia smentita. L’Italia con le dovute garanzie di riforma armonizza e applica la direttiva estendendo al 2033 e l’Europa invia messa in mora , in Spagna invece non ci sono procedure aperte. Bene molto bene, soprattutto comprensibile per i nostri imprenditori. L’Europa quindi non da la possibilità ad un cittadino italiano di partecipare per una concessione balneare in Spagna Portogallo e Croazia ( praticamente i pochi paesi con delle coste simili alle nostre) , ora per quello che posso comprendere non estendere la concessione al 2065 ( fa configurare una violazione di un principio cardine europeo “ la proporzionalità “) Non avendo gli stessi diritti dei concittadini europei prendo atto che la lettera di messa in mora sembra una forzatura o per lo meno è molto ambigua. ( anche questo è facile da comprendere) . Ma la cosa più imbarazzante sono i funzionari che non estendono , quelli sì che hanno ben chiaro il quadro della situazione . Per me le regole della concorrenza
          in Europa previste per le imprese balneari non sono solo imbarazzanti ma a questo punto le definirei discriminatorie. Come si fa a credere che tutto questo possa durare?? Ora, la colpa è solo ed esclusivamente politica inutile girarci attorno.

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      Caro Suck, gli stabilimenti sono già da sempre nel mercato. Farli partecipare a aste ogni tot (5?) anni li toglie definitivamente dal mercato – dal libero mercato, dalla libertà di investire, di innovare, di creare, di offrire servizi e prodotti di qualità, competitivi nel mercato. Benvenuto anche a lei, quando deciderà di aprire gli occhi.

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    Io dico che state esagerando, il governo conosce il problema. Più che allarmarsi per le dichiarazioni ambigue di Garavaglia chiederei di conoscere la risposta alla lettera della Commissione fatta dal governo. Garavaglia sa benissimo che la questione è spinosa e non può esporsi perché su quei tavoli ci deve stare per tante altre questioni . Dovete iniziare a capire che la politica ha le sue logiche. Giusto fare pressione, ma credo che non solo Salvini ma tutte le forze politiche sanno cosa fare. La trattativa è con l’Europa è molto dipenderà dalla risposta che avremo , forse a quello alludeva il ministro. Poi per me protestare fa sempre bene , sensibilizza e muove le coscienze. La mobilitazione è sacrosanta .

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    Salvatore says:

    Ma cosa aspettiamo decidiamo una data e andiamo tutti a Roma e facciamo sentire i nostri diritti, il diritto di vivere.

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    Nella savana non devi essere più veloce di tutti ma essere più veloce di quello al tuo fianco. Perché i leoni quasi sempre uccidono la preda più debole. Così siete voi leoni , perché affannarsi a fare rispettare le leggi agli spagnoli quando a voi basta ed avanza fottere quello vicino a te ??siete solo ipocriti…fate i forti coi deboli…siete vigliacchi

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    Scrivere benvenuti nel mercato mi sembra quanto di più illogico. Ogni anno avvenivano tant’è compravendita di stabilimenti balneari. C era qualcuno che si comprava un lavoro in un mercato libero. Il prezzo veniva stabilito a seconda dell ubicazione, dello stato del manufatto della attrezzatura, avviamento, fatturato e ovviamente la redditività, e le eventuali potenzialità dell azienda stessa. Concorrevano alla definizione del prezzo anche altre voci ma ora mi chiedo chi stabilirebbe quanto vale la mia azienda considerato che avrebbe poi una scadenza? In base poi a quali parametri perché poi si potrebbe finire per dare dei numeri lontani dalla realtà.

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      Nikolaus Suck says:

      Elia, Roberto e chiunque altro, non è che possiamo star qui a spiegare sempre e di nuovo all’infinito le stesse cose, come funzionano le concessioni e la loro durata, che le gare riguardano le risorse pubbliche demaniali e non le imprese che non interessano a nessuno ci facessero quello che vogliono, che le stesse imprese non possono (e hanno sbagliato a) pretendere di inglobare tra gli elementi aziendali tali risorse pubnluche che non sono e non possono diventare di loro proprietà ma sono indisponibili e devono essere liberamente accessibili e contendibili, che l’attività di impresa non può avere protezioni e tutele di rendite di posizione, etc, etc, etc. Parole al vento, ma tant’è…

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        Carissimo, vedo che lei continua a ragionare secondo i suoi schemi, molto limitati.
        Poniamo che lei dopo aver completato il suo percorso di studi in giurisprudenza in cui ha investito, poniamo, una cifra a sei zeri, comincia ad esercitare la sua professione, per la quale, ovviamente, ogni anno, occorrono nuove spese per aggiornarsi e innovarsi. Poniamo che lei esercita la sua professione per qualche anno, 4-5 anni, dopodiché il signor “Ballack” dall’Unione Europea emana una direttiva per la quale il lavoro che lei sta svolgendo, avvocato, che si è guadagnato con fatica, sostenendo certe spese e che sta svolgendo in maniera leale, sapendo che le cose hanno funzionato sempre così e che aveva certe tutele, poniamo che ogni 6 anni la sua iscrizione all’albo si riconfermava automaticamente, ebbene , dicevamo, viene emanata questa direttiva da “Ballack” per cui la sua iscrizione all’albo va a gara (e a proposito della quale, peraltro, lo stesso “Ballack” non era consapevole del fatto che la sua direttiva riguardasse la sua professione).
        Parli di situazioni reali, della realtà fattuale, oggettiva, caro Suck. La realtà di oggi degli stabilimenti balneari la conosce? A lei la direttiva di “Ballack” non sembrerebbe un azzardo? Non penserebbe che il suo governo si debba sforzare per trovare un accordo per tutelare in qualche modo la sua professione?
        Dai greci ad oggi le leggi, in questo caso una direttiva, sono sempre state oggetto di discussioni e modifiche, ma evidentemente secondo lei la Bolkenstein è stata posta da Dio e è meglio piegarsi alla Sua volontà.
        E se avesse riguardato la sua professione avrebbe certamente accolto piacevolmente questa direttiva come comandamento divino, immodificabile e eterno.
        Saluti.

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          Nikolaus Suck says:

          Caro Elia la risposta è facile perché pure questa è una questione trita, ritrita e ampiamente spiegata. Il paragone non solo non regge ma Le si ritorce contro. A parte che imprenditori e professionisti non sono la stessa cosa ma questo qui importa fino a un certo punto, gara e direttiva non riguardano l’impresa ma le concessioni sulle risorse pubbliche limitate e della collettività. In nessun momento della mia carriera dall’inizio ad oggi per fornire i miei servizi legali e guadagnare ho mai utilizzato e sfruttato risorse pubbliche limitate datemi in concessione dallo Stato, come lo sono le coste e le spiagge, sottraendole all’accesso libero, alla disponibilità e alla contendibilità della collettività cui appartengono, oltre tutto ad un canone irrisorio. E se lo avessi fatto, per esempio perché mettiamo che lo Stato mi avesse dato in concessione un bellissimo palazzo storico e io ci ho messo lo Studio (non si può, ma rende l’idea), non posso e non potrei avere la pretesa che siccome io ci ho fatto lo Studio che mi da da vivere me lo tengo a vita, e addirittura rivendicare il diritto a farlo. Al contrario, nel mio piano imprenditoriale avrei dovuto tenere presente la possibile scadenza della concessione, anche se rinnovabile. Se poi me la rinnovano e/o prorogano, tanto di guadagnato ma non è e non sarebbe mai stato un diritto su cui fare affidamento. Altrimenti, semplicemente me ne devo andare e mettere lo Studio altrove, avevo sempre saputo che sarebbe potuto succedere potevo e dovevo metterlo in conto. E l’interesse privato imprenditoriale è recessivo rispetto a quello pubblico della accessibilità, contendibilità e del miglior uso e sfruttamento nell’interesse generale. E se ora mi risponde che è più facile spostare uno studio in un altro immobile che uno stabilimento da una spiaggia, anche se la cosa sarebbe discutibile (potrei dire anch’io “tutti mi conoscono e sanno che sono lì da 50 anni!”), non solo Le do ragione, ma Le dico che avrebbe dimostrato anche un altro presupposto della direttiva, ovvero che si tratta di una risorsa che (anche ma non solo per questo) è SCARSA. Poi c’è anche un altro discorso, relativo alla funzionalità della risorsa rispetto al servizio reso, ma qui andiamo sul complicato.

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    Nikolaus Suck says:

    Ernesto tu invece magari invece oltre a informarti studia. Le basi proprio. Il governo non si vota. Mattarella sceglie, il parlamento con dentro gente votata da te e da me approva e da la fiducia, sennò non se ne fa niente. Ma che te lo dico a fa.

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      Suck ho capito che Mattarella sceglie ma draghi chi lo ha votato ? Questo sciacallo presidente del consiglio? È lei che non è informato io lo sono anche troppo . Forse ha dimenticato cosa fece negli anni 90 quando era al tesoro? Io no, perchè mi sono trovato dentro personalmente quando si diede il via alle privatizzazioni (e non mi venga a raccontare la storiella che si fece per risanare il debito pubblico).
      Guardi questo video su youtube cosi le si schiariscono le idee “VOGLIONO FAR FALLIRE LE PICCOLE IMPRESE. DOBBIAMO OPPORCI ALLE SCELTE DEL GRUPPO DEI 30 DI DRAGHI”.Le mie sono molto chiare. Se vuole le posso anche dialogare in altre 7 lingue che parlo se la cosa non gli è chiara. Buona serata

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        Nikolaus Suck says:

        “Non LE è chiara” Ernesto, se le parla tutte come l’italiano siamo a posto, e chi si loda si imbroda. Per quel che può servire ripeto che Draghi non andava “votato” da nessuno ma insieme ai ministri proposti ha ricevuto la fiducia di coloro che invece sono stati votati eccome (che piaccia o no), si chiama democrazia rappresentativa. Mi perdoni se di lingue ne parlo solo quattro (quando servono, non per dirlo in giro), ma di diritto a naso ne so più di Lei quindi almeno in quello non si avventuri troppo. Suum cuique tribuere (scusi, cinque). Ossequi.

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          SUK EVITA ABILMENTE SEMPRE IL PROBLEMA.LEI HA VISTO IL VIDEO.ECCO E QUELLO CHE SI VUOLE FARE QUI.NON SIAMO TUTTI SCEMI.IO NON MI LODO DI NIENTE FORSE E IL CONTRARIO.هل فهمت.avez-vous, わかりましたか ..SICURAMENTE LEI NE SA PIU DI DIRITTO MA QUESTO NON LA ESULA DAL NON ESSERE MAI IMPARZIALE E DI PARTE. goodnight lawyer

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          andre88mi says:

          Ma cosa sai di diritto Suck??Un avvocato fallito che continua ogni giorno a qualsiasi ora a scrivere falsità contro la nostra categoria!Si vede che il tuo studio(ammesso che ne abbia uno)ha tanto lavoro ??!Poi non capisco come mai i commenti contenenti parole offensive non vengono pubblicati da mondobalneare?I commenti di Diario e Suck non lo sono?Fatemi capire perché sono curioso ?

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            Buongiorno “andre88mi”, su Mondo Balneare c’è la libertà di parola e censuriamo solo i commenti contenenti turpiloquio e illegalità. I signori “Diario” e Suck potranno esternare concetti con cui non è d’accordo, ma si esprimono in modo civile, mentre il suo precedente commento che non abbiamo approvato conteneva solo un lungo elenco di volgari insulti che, oltre a non aggiungere nessun contributo alla discussione in corso, le avrebbe fatto rischiare una denuncia, visto che peraltro era rivolto a un avvocato. Per cui ci ringrazi, cerchi di esprimersi in tono civile e costruttivo e non sarà censurato. Buona giornata.

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            Nikolaus Suck says:

            andrequalcosa si è già distinto in precedenza per i suoi commenti inutili ignoranti e offensivi, non merita risposta se non per evidenziarlo.

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    Anacleto Sacla says:

    Fantastico Suck
    Se in Europa altri fanno come gli pare non ci posso fare niente, io vedo qui in Italia
    W L’EUROPA UNITA ???? e aggiungerei delle pari opportunità di mercato

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    È evidente che, chi non ha mai creato una impresa, è ben lo lontano dalla realtà e dalle problematiche che ci riguardano. Ciò che Suck non capisce, non capirà mai, o fa finta di non capire, è il fatto, che tutte le imprese dei balneari create sino al 2009, cioè la quasi totalità, (anno in cui è stata abrogata la legge 188/2001 art. 10 che GARANTIVA I RINNOVI AUTOMATICI che vi invito a leggere) sono state create, proprio in virtù di quella legge, che non faceva altro che confermare quanto già avveniva in precedenza , dando convinzioni e certezze che nessuno, mai, avrebbe messo in discussione, dando origine scelte di vita e investimenti, dove, tantissimi concessionari, hanno messo a repentaglio la propria vita, facendo mutui, ipotecando le proprie case e altri beni personali, lavorando sodo, per poter dare vita alle loro imprese, costruendo alberghi , ristoranti, bar, piscine, discoteche, etc. Questo, avveniva prima che Bolkstein “nascesse”. Anche se per assurdo, non volessimo considerare quanto sopra, ritengo, sia ancora più assurdo, accettare “direttive” di comodo, con gravissime discriminazioni, non solo nei confronti di Spagna, Portogallo e Croazia, ma soprattutto nei confronti di tutta l’Unione europea che non ha un centimetro di costa balneabile. Dov’è la concorrenza, dove dobbiamo andare noi italiani a gareggiare, in quali aeree dell’Europa ci saranno i bandi?!?!?!?!
    Su, caro Suck e “amici” siate seri!

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    Nikolaus Suck says:

    Caro Renzo, sfatiamo un altro “mito”: nessuna norma di legge ha MAI dato né inteso dare “convinzioni e certezze che nessuno, mai avrebbe messo in discussione”.
    Anche il c.d. “diritto di insistenza” cui lei immagino faccia riferimento (e che non era nella legge n. 188/2001 da Lei citata e che riguarda tutt’altro, ma nel vecchio art. 37, comma 2, del codice della navigazione, abrogato con d.l. n. 194/2009, sempre meglio verificare e leggere prima di scrivere cose solo sentite altrove) non era un diritto assoluto a “restare lì sempre e comunque”, ma una semplice “prelazione”, ovvero il diritto ad essere “preferiti” ad altri a determinate condizioni, che però non toglieva allo Stato la possibilità di riprendersi la concessione o di darla ad altri in presenza di condizioni diverse (e in questo senso è anche stata sempre interpretata dalla giurisprudenza assolutamente prevalente). Infatti, raccogliendo il Suo “invito a leggere” tale norma, essa diceva solo che “Al fine della tutela dell’ambiente costiero, per il rilascio di nuove concessioni demaniali marittime per attività turistico-ricreative è data preferenza alle richieste che importino attrezzature non fisse e completamente amovibili.” Per cui, oltre a non autorizzare nessuno a (credere di poter) stare lì per sempre, vede Lei stesso che essa non legittimava né giustificava affatto nemmeno la scelta di indebitarsi a vita per “costruire alberghi, ristoranti, bar, piscine, discoteche etc.”, anzi semmai tutto il contrario perché era una norma che a) privilegiava la tutela costiera e quindi espressamente solo attrezzature non fisse e facili da togliere, e b) quindi legittimava al massimo i conseguenti investimenti proporzionati e relativamente modesti, proprio perché non si voleva e non si è mai voluto che fossero “eterni”.
    Ne viene che le scelte arbitrarie e individuali di fare “altro” e con chissà quali investimenti, non deriva e non può farsi derivare dalla legge, che non ha mai fondato nessun “legittimo affidamento” a vita, che non esiste e non è giuridicamente tutelato, né prima né dopo la Bolkestein, e a prescindere da questa in nessun ambito o settore economico. (Il diverso ragionamento proposto qui “prova troppo” perché implicherebbe, ragionando per estremi e riproponendo un paragone già fatto tempo fa, che ad es. una casa di tolleranza legittimamente aperta nel 1920/30/40, dopo la legge Merlin del 1958 sarebbe potuta rimanere perché ci avevo investito tantissimo e non mi aspettavo e nessuno mi aveva detto che un giorno avrebbe potuto essere vietata, quindi la legge doveva applicarsi solo alle case “nuove”. Non esiste e non è sostenibile, norme e principi dal momento della loro entrata in vigore si applicano a tutti, si chiama “tempus regit actum”.)
    Inoltre e in ogni caso, tali investimenti secondo le normali logiche e dinamiche imprenditoriali (di cui si tiene conto anche nelle concessioni) sono e sarebbero stati ampiamente ammortizzati nel tempo, e anzi le varie proroghe sempre ottenute negli anni ne hanno consentito una remunerazione e utili ben oltre il previsto e prevedibile. Quindi il prossimo investimento dovrebbe essere quello fatto per partecipare alla gara e tenersi la concessione grazie all’offerta migliore. Non la pretesa di continuare a lucrare a vita su investimenti fatti usando beni altrui.
    Invece sono e non si può non essere d’accordo sul fatto che dovrebbe esserci parità di condizioni e accesso a livello europeo. Certo, potrei provocatoriamente chiedere che interesse e bisogno abbiate di andare a gareggiare in Spagna Portogallo o Croazia quando a sentire voi ci sono migliaia e migliaia di chilometri di coste “libere” qui a casa nostra, ma no, in effetti anche per principio è assolutamente giusto che se loro possono venire qui, voi possiate andare lì. Ma realizzare questo è o sarebbe compito dell’Europa, noi ci possiamo fare poco (ora qualcuno dirà che “me ne lavo le mani”, ma più semplicemente non sono nessuno e ho i miei limiti). Questo è un problema politico, e sul fatto che in particolare l’Italia lo abbia gestito e stia gestendo malissimo, siamo sicuramente tutti d’accordo.

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      Suck je vous écris en français parce que je suppose que vous le comprenez très bien.Je m’excuse au nom de tous ces clubs de plage honnêtes qui sont sur le site et que vous supportez gentiment tous les jours, moi compris. même si un homme avec des vues différentes d’un autre ne veut pas dire qu’il doit conduire à des insultes de toutes sortes qui ne méritent même pas d’être commentées. de plus tout cela ne mène à rien notre cause … je vous souhaite une bonne soirée à elle et à sa famille …..

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    andre88mi says:

    Va bene ora troviamo tutti i commenti diffamatori che questi signori hanno fatto e poi vediamo chi denuncia!!!Questi signori insultano ogni giorno la nostra categoria e mondobalneare li difende!mi fate vomitare a dir poco!!!

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    Mi stupiresti Andrea88 se andassi a leggere tutti i commenti…apprezzo la certezza delle tue convinzioni e spero sempre che tu scriva i nomi dei comuni liguri in cui si trovano le tue tre concessioni così che tu possa dimostrare a tutti la solidità dei tuoi argomenti.

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    SUCK, QUI D SEGUITO LA LEGGE, VUOI CORTESEMENTE SPIEGARCI MEGLIO SECONDO COMMA DELL’ART 10 ?!?!?!?!!!
    (Inizio a pensare che con te, si perde soltanto tempo!)
    LEGGE 16 marzo 2001, n. 88
    Nuove disposizioni in materia di investimenti nelle imprese marittime.

    La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

    IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
    Promulga la seguente legge:

    Art. 1.

    (Finalita’ e campo di applicazione)

    1. Le disposizioni di cui alla presente legge, nell’ambito delle competenze di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 agosto 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 256 del 30 ottobre 1999, sono dirette ad incentivare, con misure di carattere straordinario e transitorio, gli investimenti delle imprese marittime per il rinnovo e l’ammodernamento della flotta, con l’obiettivo di assicurare lo sviluppo del trasporto marittimo, in particolare del trasporto di merci e di quello a breve e medio raggio, e la tutela degli interessi occupazionali del settore.

    2. Le disposizioni di cui al comma 1 sono finalizzate anche alla promozione e alla costruzione di navi cisterna a basso impatto ambientale e dotate dei piu’ elevati standard di sicurezza in conformita’ alla politica comunitaria ed internazionale sulla sicurezza dei mari e compatibilmente con le tecnologie disponibili, al fine di prevenire gli incidenti in mare o limitarne le conseguenze.

    3. Le disposizioni di cui alla presente legge si applicano agli investimenti in avanzata fase di realizzazione nell’anno 2000 o in tale anno avviati per l’ammodernamento ed il rinnovo della flotta da parte di soggetti aventi titolo ad essere proprietari di navi italiane ai sensi dell’articolo 143 del codice della navigazione, inclusi i Gruppi europei di interesse economico (GEIE) di cui al regolamento (CEE) n. 2137/85 del Consiglio del 25 luglio 1985 ed al decreto legislativo 23 luglio 1991, n. 240, sempreche’ gli investimenti riguardino lavori eseguiti da imprese di cui all’articolo 19, comma 1, lettere a) e b), della legge 14 giugno 1989, n. 234, o da cantieri dell’Unione europea.

    4. Per “investimenti in avanzata fase di realizzazione nell’anno 2000” si intendono esclusivamente gli investimenti effettuati da parte di soggetti che alla data del 1º gennaio 2000 erano in possesso dei requisiti di cui all’articolo 143 del codice della navigazione e per i quali i pagamenti sono effettuati nel corso di tale anno o negli anni successivi.

    5. I benefici di cui alla presente legge sono accordati per iniziative di investimento relative alle unita’ navali di cui all’articolo 2 della legge 28 dicembre 1999, n. 522, con esclusione di quelle per le quali siano state concesse agevolazioni pubbliche finalizzate a ridurre l’onere degli interessi.

    6. Per il completamento degli interventi di cui all’articolo 6 della legge 31 luglio 1997, n. 261, e’ autorizzato un ulteriore limite di impegno di durata decennale pari a lire 450 milioni annue a decorrere dall’anno 2001.

    Art. 2.

    (Incentivazione degli investimenti)

    1. Ai soggetti aventi i requisiti di cui all’articolo 143 del codice della navigazione e’ riconosciuto, con riferimento agli investimenti di cui all’articolo 1 della presente legge, e nei limiti dello stanziamento di cui al comma 3 del presente articolo, un credito d’imposta nella misura massima corrispondente al massimale previsto dall’articolo 3, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1540/98 del Consiglio del 29 giugno 1998, in relazione al prezzo effettivamente pagato per i lavori relativi alle unita’ di cui all’articolo 1, comma 5.

    2. Il credito d’imposta di cui al comma 1 non concorre alla formazione del reddito imponibile e puo’ essere computato in compensazione ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, in proporzione alle quote dell’investimento effettivamente pagate nel periodo di imposta sulla base dello stato di avanzamento dei lavori.

    3. Per le finalita’ di cui al presente articolo e’ autorizzato un limite d’impegno quindicennale di lire 17.000 milioni annue a decorrere dall’anno 2001.

    Art. 3.

    (Modalita’ d’intervento sui finanziamenti)

    1. Alle imprese armatoriali aventi i requisiti di cui all’articolo 143 del codice della navigazione che effettuano gli investimenti di cui all’articolo 1 della presente legge il Ministero dei trasporti e della navigazione puo’ altresi’ concedere un contributo pari all’abbattimento, entro il limite massimo del 3,80 per cento annuo, del tasso d’interesse commerciale di riferimento (CIRR) in relazione ad un piano d’ammortamento della durata di dodici anni calcolato sull’80 per cento del prezzo dei lavori di costruzione o trasformazione dell’unita’.

    2. Il contributo e’ corrisposto anche durante i lavori, previa presentazione di idonea fidejussione bancaria o assicurativa, in rate semestrali costanti posticipate per la durata di dodici anni decorrenti dal 1º marzo o dal 1º settembre di ciascun anno.

    3. Nel rispetto delle disposizioni comunitarie vigenti in materia e nei limiti degli stanziamenti gia’ autorizzati da leggi vigenti, le operazioni di cui al presente articolo sono ammissibili all’intervento del Fondo centrale di garanzia per il credito navale di cui all’articolo 5 della legge 31 luglio 1997, n. 261, e successive modificazioni.

    4. Per le finalita’ di cui al presente articolo e’ autorizzato un limite d’impegno dodecennale di lire 72.000 milioni annue a decorrere dall’anno 2001.

    Art. 4.

    (Applicazione)

    1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con regolamento da adottare con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione, di concerto con il Ministro delle finanze e con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono emanate disposizioni attuative della presente legge, nei limiti finanziari indicati al comma 3 dell’articolo 2, in particolare per determinare le condizioni ed i criteri per la concessione del credito d’imposta di cui all’articolo 2, nonche’ le modalita’ di svolgimento dei relativi controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria e di regolazione contabile del medesimo credito d’imposta.

    2. Le imprese che eseguono lavori di costruzione o di trasformazione navale nell’ambito degli investimenti di cui all’articolo 1 sono tenute al rispetto delle vigenti disposizioni in materia di sicurezza e igiene del lavoro. Nel caso in cui affidino parte delle lavorazioni in appalto, le medesime imprese sono tenute al rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 3, comma 6, della legge 30 novembre 1998, n. 413.

    Art. 5.

    (Disposizioni concernenti i marittimi imbarcati)

    1. Il comma 2 dell’articolo 318 del codice della navigazione e’ sostituito dal seguente:

    “2. Alle disposizioni di cui al comma 1 puo’ derogarsi attraverso accordi collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente piu’ rappresentative a livello nazionale. Per i marittimi di nazionalita’ diversa da quella italiana o comunitaria, imbarcati in conformita’ a quanto previsto dal presente comma, non sono richiesti visto di ingresso nel territorio dello Stato, permesso di soggiorno e autorizzazione al lavoro anche quando la nave navighi nelle acque territoriali o sosti in un porto nazionale”.

    2. Al comma 1 dell’articolo 2 del decreto-legge 30 dicembre 1997, n. 457, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30, e successive modificazioni, le parole: “In ogni caso dovranno osservarsi i seguenti criteri:” sono sostituite dalle seguenti: “Per la composizione degli equipaggi delle navi di cui all’articolo 1 dovranno essere osservati i seguenti criteri:”.

    3. Dopo il comma 1 dell’articolo 2 del citato decreto-legge n. 457 del 1997, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 30 del 1998, e’ inserito il seguente:

    “1-bis. In deroga al comma 1 dell’articolo 318 del codice della navigazione, nonche’ alle disposizioni di cui al comma 1 del presente articolo, la composizione degli equipaggi delle navi di cui all’articolo 1 puo’ essere altresi’ determinata in conformita’ ad accordi sindacali nazionali stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori del settore comparativamente piu’ rappresentative a livello nazionale”. 4. Il comma 2 dell’articolo 2 del citato decreto-legge n. 457 del 1997, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 30 del 1998, e’ sostituito dal seguente:

    “2. Nella tabella di armamento della nave e’ posta annotazione dei componenti dell’equipaggio per i quali, ai sensi del comma 2 dell’articolo 318 del codice della navigazione, nonche’ ai sensi degli accordi di cui ai commi 1 e 1-bis del presente articolo, non e’ richiesta la nazionalita’ italiana o comunitaria. L’autorita’ marittima, qualora non ricorrano motivi particolari o di forza maggiore, nega le spedizioni alla nave il cui equipaggio sia composto non in conformita’ alla annotazione stessa. Per i marittimi di nazionalita’ diversa da quella italiana o comunitaria, imbarcati in conformita’ a quanto previsto nella tabella di armamento della nave, non sono richiesti visto di ingresso nel territorio dello Stato, permesso di soggiorno e autorizzazione al lavoro anche quando la nave navighi nelle acque territoriali o sosti in un porto nazionale”.

    5. Il comma 8-bis dell’articolo 48 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, introdotto dall’articolo 36, comma 1, della legge 21 novembre 2000, n. 342, deve interpretarsi nel senso che per i lavoratori marittimi italiani imbarcati su navi battenti bandiera estera, per i quali, ai sensi dell’articolo 4, comma 1, e dell’articolo 5, comma 3, del decreto-legge 31 luglio 1987, n. 317, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 ottobre 1987, n. 398, non e’ applicabile il calcolo sulla base della retribuzione convenzionale, continua ad essere escluso dalla base imponibile fiscale il reddito derivante dall’attivita’ prestata su tali navi per un periodo superiore a 183 giorni nell’arco di dodici mesi. I lavoratori marittimi percettori del suddetto reddito non possono in alcun caso essere considerati fiscalmente a carico e, se richiedono prestazioni sociali agevolate alla pubblica amministrazione, sono comunque tenuti a dichiararlo all’ufficio erogatore della prestazione, ai fini della valutazione della propria situazione economica.

    Art. 6.

    (Norma interpretativa)

    1. L’articolo 8 della legge 28 dicembre 1999, n. 522, si interpreta nel senso che il contributo compensativo da assegnare alle autorita’ portuali e’ pari alla differenza, calcolata per l’intera durata della concessione, tra il canone che sarebbe derivato dall’applicazione del decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 15 novembre 1995, n. 595, e quello stabilito negli atti di concessione di cui al comma 1 del medesimo articolo 8.

    3. Il contributo compensativo e’ erogato in un’unica soluzione per il danno economico subito dalle autorita’ portuali a tutto il 2000 e quindi annualmente fino alla scadenza della concessione, in proporzione all’incidenza negativa che l’ente subira’ sul bilancio in ciascun esercizio finanziario.

    3. Il contributo compensativo e’ erogato nei limiti della spesa massima autorizzata dall’articolo 8, comma 2, della legge 28 dicembre 1999, n. 522.

    Art. 7.

    (Iniziative a favore del cabotaggio nel Mediterraneo)

    1. Le ritenute di cui all’articolo 9 della legge 19 maggio 1975, n.

    169, e di cui all’articolo 19 della legge 5 dicembre 1986, n. 856, oltre che per le finalita’ indicate negli stessi articoli 9 e 19, possono essere utilizzate anche per contributi ad iniziative per la promozione del cabotaggio nel Mediterraneo, nonche’ per studi di fattibilita’ finalizzati allo sviluppo dello stesso.

    Art. 8.

    (Trasferimento dei compiti di attuazione degli interventi nel settore marittimo)

    1. A decorrere dal 1º gennaio 2001, agli interventi di cui all’articolo 1, comma 3, lettere b) e c), del decreto-legge 13 luglio 1995, n. 287, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1995, n. 343, a quelli di cui all’articolo 4, comma 1, all’articolo 6, comma 1, ed all’articolo 6-bis del decreto-legge 30 dicembre 1997, n. 457, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30, e successive modificazioni, nonche’ a quelli di cui all’articolo 9 della legge 28 dicembre 1999, n. 522, provvede il Ministero dei trasporti e della navigazione.

    2. Agli oneri relativi agli interventi di cui al comma 1, si provvede a carico delle autorizzazioni di spesa disposte a favore della gestione commissariale del Fondo gestioni istituti contrattuali lavoratori portuali di cui all’articolo 9, comma 8, del decreto-legge 30 dicembre 1997, n. 457, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30, considerando le autorizzazioni medesime corrispondentemente ridotte.

    3. Per garantire con carattere di stabilita’ il corretto espletamento delle ampliate funzioni di vigilanza, programmazione e controllo ministeriale in connessione alla riorganizzazione dei settori della navigazione marittima ed aerea, nonche’ lo svolgimento delle funzioni operative connesse a provvedimenti a favore del settore portuale e dell’armamento di cui al comma 1, il Ministro dei trasporti e della navigazione, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, emana un decreto in cui definisce un programma di attivita’ su base triennale stabilendo le priorita’, i tempi e le modalita’ di attuazione delle predette funzioni in modo da assicurarne la realizzazione. Per le finalita’ del presente comma, a decorrere dall’anno 2001, il fondo unico di amministrazione, istituito dall’articolo 31 del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto ministeri per il quadriennio 1998-2001, e’ integrato dell’importo di lire 4.800 milioni da destinare in sede di contrattazione integrativa alla definizione di specifici progetti e piani di incentivazione rivolti al personale dei livelli funzionali del Ministero dei trasporti e della navigazione appartenente al ruolo del soppresso Ministero della marina mercantile e al ruolo della ex Direzione generale dell’aviazione civile, utilizzato per il raggiungimento dei predetti obiettivi. All’onere derivante dal presente comma, quantificato in 4.800 milioni di lire a decorrere dall’anno 2001, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2001-2003, nell’ambito dell’unita’ previsionale di base di parte corrente “Fondo speciale” dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, allo scopo utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dei trasporti e della navigazione.

    4. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

    Art. 9.

    (Conferimento alle regioni di funzioni amministrative nei porti di rilevanza regionale)

    1. All’articolo 105, comma 2, lettera l), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, le parole da: “tale conferimento” fino alla fine della lettera sono sostituite dalle seguenti: “tale conferimento non opera nei porti finalizzati alla difesa militare ed alla sicurezza dello Stato, nei porti di rilevanza economica internazionale e nazionale, nonche’ nelle aree di preminente interesse nazionale individuate con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 21 dicembre 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 136 del 12 giugno 1996, e successive modificazioni. Nei porti di rilevanza economica regionale ed interregionale il conferimento decorre dal 1º gennaio 2002”.

    2. Nell’esercizio delle funzioni amministrative afferenti il rilascio di concessioni di beni del demanio marittimo ricadenti nei porti di rilevanza economica regionale ed interregionale, le regioni acquisiscono, con riferimento alla compatibilita’ dell’uso delle aree e delle opere portuali con gli interessi marittimi, il parere della competente autorita’ marittima.

    Art. 10.

    (Disposizioni concernenti le concessioni dei beni demaniali marittimi)

    1. Il comma 2 dell’articolo 01 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, e’ sostituito dal seguente:

    “2. Le concessioni di cui al comma 1, indipendentemente dalla natura o dal tipo degli impianti previsti per lo svolgimento delle attivita’, hanno durata di sei anni. Alla scadenza si rinnovano automaticamente per altri sei anni e cosi’ successivamente ad ogni scadenza, fatto salvo il secondo comma dell’articolo 42 del codice della navigazione”.

    2. All’articolo 45-bis del codice della navigazione le parole: “, in casi eccezionali e per periodi determinati,” sono soppresse.

    Art. 11.

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      RENZO NON FA UNA PIEGA. L HO LETTA ANCH IO MA QUI SI FA FINTA DI NON SAPERE.SOLO ESPERTI DI DIRITTO POTREBBERO CONTESTARLA.

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      Nikolaus Suck says:

      Ma gliela spiego volentieri Renzo, nonostante la Sua aggressività gratuita, perché l’ignoranza tecnica (come l’arroganza che spesso ne deriva) è pericolosa e va contrastata.
      Intanto prendo atto che stavolta finalmente cita la norma corretta mentre prima ne aveva richiamata una sbagliata e che non c’entra niente.
      Dopodiché il comma che Lei cita prevede chiaramente una durata e una scadenza di sei anni, che è il periodo temporale cui fare riferimento non certo una durata illimitata. Prevede poi anche un rinnovo automatico, bene, ma questo significa solo che l’amministrazione non deve rilasciare ogni volta un rinnovo apposito ed espresso, non che per questo la concessione durerà per forza a vita o che la scadenza non ci sia o possa essere beatamente ignorata.
      Inoltre il rinnovo automatico (che, ripeto, non significa né mancanza di scadenza né durata a vita) è solo una possibilità, non una certezza assoluta, e non può e non poteva essere considerato tale. E questo lo confermano due cose.
      Una è molto sottile, e consiste nel fatto che se non sbaglio modificando la norma è stata cambiata la struttura delle frasi: mentre prima in una sola frase si diceva che “la durata è di sei anni, e alla scadenza si rinnovano…”, poi le due frasi sono state staccate per cui si afferma prima e seccamente la scadenza dopo sei anni, e solo poi e separatamente,
      in altra frase, la possibilità di proroga automatica.
      Ma molto più decisivo è quel “piccolo” inciso finale che tutti voi sembrate ignorare ma è della massima importanza: “fatto salvo il secondo comma dell’art. 42 del codice della navigazione”.
      Che è il seguente:
      “Le concessioni di durata superiore al quadriennio o che comunque importino impianti di difficile sgombero sono REVOCABILI per specifici motivi inerenti al pubblico uso del mare o per altre ragioni di pubblico interesse, A GIUDIZIO DISCREZIONALE dell’amministrazione marittima.”
      E questa norma qui, che quella che vi piace tanto richiama e include e quindi va (da sempre) considerata, gliela spiego ancora più volentieri: prevede il potere e la facoltà per l’amministrazione di revocare qualsiasi concessione demaniale, nemmeno per forza alla scadenza ma in qualunque momento, a discrezione quindi secondo un proprio apprezzamento non vincolato, semplicemente motivandolo con l’uso pubblico del mare (me lo voglio riprendere e usare per fini pubblici) o qualsiasi altro “pubblico interesse” specifico (che guardi un pò, potrebbe essere pure quello di fare una gara o migliorare le condizioni della concessione, o anche solo di fare una spiaggia libera e garantire l’uso e accesso a tutti). E questo anche prima, senza e a prescindere dalla Bolkestein e dall’Europa.
      E proprio per questo (possibilità di revoca a discrezione e in ogni momento per il pubblico interesse), per questi casi nei commi successivi (non richiamati dalla vostra norma!) è previsto un articolato sistema di indennizzi degli investimenti eventualmente non ancora ammortizzati. Che è quanto prevede anche qualsiasi meccanismo di gara e concessione(come pure ho cercato di spiegare più volte in precedenza), quindi anche qui nessuna vera novità.
      Tutto ciò significa, anzi richiede, che anche prima della famigerata Bolkestein e della abrogazione delle proroghe automatiche (ma non per questo giuridicamente sicure o dovute), l’imprenditore balneare avveduto e possibilmente ben consigliato come orizzonte temporale del proprio piano imprenditoriale di investimenti, ammortamento e guadagni doveva prendere intanto e solo i sei anni che sono (e sono sempre stati) la prevedibile durata e scadenza per legge della concessione. Se poi si verificava il rinnovo automatico bene, poteva riprogrammare investimenti e guadagni di conseguenza ed esserne contento, e così via e di seguito. MA anche volendo considerare il rinnovo automatico come regola, e in presenza del suddetto potere di revoca, dire o pensare “sicuramente si rinnova” e “tanto non succede niente”, o addirittura “ho il diritto di stare lì per sempre” (diritto mai previsto o esistito) e quindi investire e indebitarsi a vita non è e non è mai stato corretto o giustificato né giuridicamente né economicamente ed imprenditorialmente. Al contrario si tratta di un errore di percezione e valutazione, che come tale non può neppure fondare nessun “legittimo affidamento” tutelato o tutelabile. Che è un altro concetto che vi piace citare (o vi fate mettere in bocca) senza sapere minimamente di cosa si tratta.
      Caro Renzo & Co Le assicuro che perde molto meno tempo a leggere e cercare di capire me che posso anche sbagliare (anche se fin qui i fatti prevalenti mi danno ragione) ma non ho nessun interesse di parte, che non andando appresso e riferendo per sentito dire argomenti interessati ma infondati e insostenibili che vi portano solo a scontrarvi contro un muro. Come gli eventi quotidiani (che non dipendono certo da me) vanno dimostrando. Ed è semmai chi vi dà false speranze a costo zero che si dovrebbe “vergognare” (come ha scritto altrove), non certo io che studio, mi impegno e ci metto il nome e la faccia senza ricavarne nulla se non il vostro disprezzo (di cui, molto tecnicamente, me ne sbatto). C’è altro?

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