Friuli Venezia Giulia

Friuli, prosegue il lavoro per il Piano del demanio marittimo

Callari: "Quello delle spiagge libere non può diventare un tema puramente ideologico"

“Prosegue il lavoro insieme alle amministrazioni locali e ai vari portatori di interesse per la predisposizione del Piano di utilizzazione del demanio marittimo con finalità turistico-ricreative del Friuli Venezia Giulia”. Lo ha affermato l’assessore regionale al demanio Sebastiano Callari, nel corso di un incontro con i Comuni costieri di Muggia, Trieste, Duino-Aurisina, Monfalcone, Staranzano, Grado, Lignano Sabbiadoro e Marano Lagunare. “Siamo aperti a tutte le osservazioni e i suggerimenti che ci giungono dal territorio, ma la Regione ha già delineato alcuni criteri che vogliamo siano rispettati con grande attenzione”.

“Per quanto concerne le spiagge libere – ha detto Callari – è fondamentale che i Comuni garantiscano la pulizia e la verifica costante delle norme di sicurezza a beneficio e tutela della cittadinanza. Il tema delle spiagge libere non può diventare un tema puramente ideologico destinato a non portare alcun beneficio alla comunità. Non è accettabile che nelle aree libere non vengano rispettate le regole che chiediamo ai concessionari”.

Al centro dei lavori con i Comuni c’era l’aggiornamento del Pud: “Flessibile e modificabile nel tempo, il Pud deve diventare uno strumento efficace per valorizzare al meglio lo straordinario patrimonio costiero della regione – ha sottolineato Callari -. Su queste basi ci stiamo impegnando a fondo nell’aggiornamento sostanziale del Piano a fronte dei grandi mutamenti normativi e giurisprudenziali intervenuti negli ultimi 20 anni. Questo lavoro di perfezionamento si focalizza sull’adeguamento alla normativa vigente, sulle istruzioni operative e sulla definizione degli elaborati grafici digitali per ciascun Comune costiero, che porteranno a una consultazione multilivello delle aree demaniali, dei Prgc e dei vincoli di tutela. Un prossimo passaggio importante riguarderà poi l’avvio della procedura di verifica di assoggettabilità a Vas, come previsto dal decreto legislativo 152/2006”.

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