Friuli Venezia Giulia

Friuli, balneari contro 5 Stelle: “Dimostrano mancanza di buonsenso”

Il presidente della Git Grado attacca il grillino che ha contestato la proroga al 2024 delle concessioni

«Caro Cristian Sergo, l’assessore regionale al demanio del Friuli Venezia Giulia Sebastiano Callari sta usando solo il buonsenso che tu dimostri non avere»: è la replica di Roberto Marin, presidente della Grado Impianti Turistici Spa, alla nota dell’esponente del Movimento 5 Stelle Cristian Sergo che ha contestato la decisione di avvalersi della proroga al 2024 delle concessioni balneari. «L’assessore Callari, al termine di un proficuo incontro con i rappresentanti dei balneari del Friuli Venezia Giulia, ha annunciato come la Regione si sia prontamente attivata per definire una norma atta al differimento della data di scadenza delle concessioni balneari a uso turistico per il 2024, e contestualmente fornire ai Comuni le linee guida per l’emanazione dei futuri bandi. In linea con quanto già previsto dalla legge sulla concorrenza (118/2022) e dalla sentenza del Consiglio di Stato in adunanza plenaria», precisa Marin.

«La legge regionale, in via di definizione, annuncia indicazioni e linee guida per prevedere, ove possibile, il diritto di prelazione, il riconoscimento del valore aziendale e gli eventuali investimenti non ammortizzati. Lo stesso assessore al demanio della Regione Friuli Venezia Giulia ha sottolineato come risulti fondamentale introdurre delle regole di protezione ambientale e di responsabilità sociale per la salvaguardia dei posti di lavoro. Si tratta di norme in questo momento necessarie e quanto mai opportune, alla luce dei pesanti danni riscontrati sulle spiagge del territorio a causa del maltempo», prosegue il presidente della Git Grado.

«Il rappresentante dei pentastellati non l’ha presa bene, imputando a Callari l’alibi delle mareggiate per non fare le gare», sottolinea Marin. «Ma cosa metti a gara oggi? Metà delle superfici rimaste dopo le mareggiate? Ma chi pensi che possa partecipare alle gare accollandosi le spese di smaltimento di svariate tonnellate di materiale spiaggiato? Certamente, con la gara a dicembre, gli attuali concessionari non lo farebbero, quindi un “nuovo concessionario” attenderebbe maggio e per poi aprire gli ombrelloni a giugno inoltrato. Ancora, chi eseguirebbe gli onerosi e burocraticamente impegnativi lavori di ripascimento? Immagina poi gli aggiuntivi (e sempre possibili) ricorsi alle nuove assegnazioni, dal momento che ad oggi lo Stato non ha approvato i decreti per definire i criteri per le gare…».

Conclude il presidente di Git Grado: «Se hai bisogno di informazioni, non esitare a contattarmi. Io devo salvare la stagione e 180 dipendenti… tu invece?».

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