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Fidanza (FdI): “Spiagge sono beni, non servizi: il governo deve difenderle”

L'europarlamentare, intervistato in diretta da Mondo Balneare, ha esposto il suo parere sui contenuti della risposta da dare alla Commissione Ue per evitare la procedura di infrazione.

«Se il governo vuole davvero difendere l’estensione al 2033 delle concessioni balneari, nella prima riga della risposta alla lettera di messa in mora inviata dalla Commissione europea deve scrivere una cosa chiara: le spiagge sono beni e non servizi, pertanto non rientrano nella direttiva Bolkestein». Lo ha detto l’europarlamentare Carlo Fidanza (Fratelli d’Italia) nel corso dell’intervista in diretta online organizzata da Mondo Balneare all’interno del ciclo “La politica incontra i balneari” (nel video qui sopra). «E nessuno dica che anche senza Bolkestein, le spiagge dovrebbero comunque andare a gara in base al Trattato sul funzionamento dell’Unione europea», ha poi precisato Fidanza. «Le gare, infatti, sono imposte dal diritto comunitario solo in caso di scarsità della risorsa e di interesse transfrontaliero certo, e non è il caso delle concessioni balneari».

Nel corso dell’intervista, Fidanza ha affrontato il tema della procedura di infrazione avviata lo scorso 3 dicembre dalla Commissione europea contro l’estensione al 2033 delle concessioni balneari: «Le procedure di infrazione sono sono mai una cosa buona, perché queste multe vengono pagate con i soldi degli italiani, ma sulla messa in mora riguardante le spiagge si è comunque fatto troppo terrorismo mediatico. Le infrazioni dell’Europa contro l’Italia sono infatti più di 80 e non riguardano certo solo le spiagge. La categoria dei balneari è già troppo criminalizzata, non è stato giusto aggiungere questo carico di responsabilità per una colpa che è della politica e non degli imprenditori».

Inoltre, secondo Fidanza «la tempistica con cui la Commissione europea ha inviato la lettera di messa in mora è molto sospetta. Sapevo da febbraio dell’intenzione di avviare una procedura di infrazione: la pandemia ha fatto ritardare i tempi, ma inviare la lettera proprio nel momento in cui molti Comuni titubanti dovevano applicare l’estensione al 2033 ha generato il blocco totale di molti funzionari. Il risultato è che ora alcuni concessionari hanno il titolo in tasca e altri no».

Riguardo ai contenuti della risposta che il governo italiano dovrà inviare a Bruxelles, l’europarlamentare non è fiducioso: «Il Movimento 5 Stelle è notoriamente nemico dei balneari ed è difficile aspettarsi che difenda l’estensione al 2033».

Il prossimo appuntamento del ciclo “La politica incontra i balneari” è in programma venerdì 29 gennaio alle ore 21, sempre sulle pagine Facebook e YouTube di Mondo Balneare: questa volta ci sarà un dialogo tra il deputato Umberto Buratti (Partito democratico) e il senatore Gian Marco Centinaio (Lega).

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