Basilicata

Fid Basilicata: “Regione con escamotage non vuole estendere concessioni balneari”

La denuncia di Faraco: "Due anni di promesse disattese"

«La Regione Basilicata con degli escamotage non sta estendendo le concessioni demaniali marittime al 2033, come previsto dalla legge statale». La denuncia Pasquale Faraco, presidente regionale della Federazione imprese demaniali Basilicata. «Nonostante le disposizioni statali sul differimento dei titoli al 31 dicembre 2033 delle concessioni balneari – spiega Faraco – la Regione non ha provveduto al rilascio dei titoli. Rimango allibito e senza parole, dopo oltre due anni di impegni e promesse prese dall’amministrazione regionale e dall’assessore al ramo Donatella Merra».

Prosegue il presidente di Fid Basilicata: «Oggi addirittura si sono inventati un escamotage con la scusa delle norme comunitarie, in primis abrogando l’articolo 28 della legge regionale che consentiva alle attuali concessionari demaniali di mantenere le strutture degli stabilimenti dove attualmente ubicate, montate per l’intero anno e fino all’approvazione del piano dei lidi; poi con varie delibere e leggi regionali andando contro le prerogative della legge nazionale 145/2018 per l’estensione delle concessioni demaniali marittime al 2033; infine addirittura, nell’ultima deliberazione regionale di agosto, andando a modificare l’articolo 8 della legge regionale 2020 e citando solo le strutture ricettive prospicienti al mare, così andando a favorire tali strutture in modo da poter ottenere una concessione di spiaggia, il tutto a nostro discapito».

«Non ci sono veramente parole per descrivere quanto sta succedendo in Basilicata sulle concessioni demaniali marittime: ad oggi gli operatori balneari lucani non hanno la possibilità di programmare investimenti né di accesso al credito», tuona Faraco. «I Comuni delle regioni confinanti con la Basilicata hanno già recepito e applicato da molto tempo il rilascio dei titoli di differimento delle concessioni demaniali marittime al 31 dicembre 2033: è il caso di Crotone, Cassano Ionio, Belvedere Marittimo, Scalea, Cirò Marina, Trebisacce, Rocca Imperiale, Castellaneta, Palagiano, Lizzano, Bari, Barletta, Capaccio-Paestum e molti altri».

«Tutto ciò è inaccettabile», conclude il presidente di Fid Basilicata. «Dopo due stagioni turistiche contrassegnate dalle incertezze per l’emergenza della pandemia del Covid-19, gli operatori balneari dovrebbero essere impegnati a programmare la prossima stagione balneare e alla manutenzione delle strutture e delle attrezzature, ma tale impegno ad oggi risulta insostenibile a causa della presa di posizione dell’amministrazione della Regione Basilicata e dei dirigenti e funzionari dell’ufficio demanio marittimo regionale di Matera, che pregiudica le prossime stagioni balneari a vantaggio dei Comuni delle regioni confinanti con la Basilicata. E rimango ancora più amareggiato e deluso che nessuna istituzione abbia alzato l’occhio: solo nelle repubbliche anarchiche e nelle dittature queste cose possono succedere, mentre in una repubblica democratica le leggi in vigore si rispettano e vanno applicate».

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