Campania

Eboli annulla concessioni balneari: “Gare entro il 31 dicembre”

Il Comune ha dichiarato invalidi i titoli prorogati al 2033. Protestano i concessionari.

Il Comune di Eboli ha inviato nei giorni scorsi una pec a tutti i titolari di concessioni demaniali marittime per comunicare l’annullamento dei titoli in essere e la loro scadenza il 31 dicembre 2023. In sostanza, l’amministrazione comunale ha deciso di dichiarare invalide le concessioni che erano già state estese fino al 31 dicembre 2033, in base alla legge 145/2018 poi annullata dal Consiglio di Stato, e di recepire quanto disposto in seguito dalla legge 118/2022, che ha fissato la nuova scadenza alla fine di quest’anno. Si tratta di uno dei possibili e preoccupanti scenari a cui vanno incontro gli attuali concessionari: in assenza di una decisione diversa da parte dell’attuale governo, i Comuni hanno infatti la facoltà di indire le gare pubbliche delle concessioni già entro la fine di quest’anno.

«In applicazione del diritto comunitario, delle sentenze di adunanza plenaria del Consiglio di Stato n. 17 e 18/2021 e della recente sentenza del Consiglio di Stato n. 2192/2023, è ribadito il divieto all’adozione di provvedimenti di proroga automatica delle concessioni demaniali marittime, le quali devono intendersi efficaci fino al 31 dicembre 2023», recita la circolare del Comune inviata ai balneari. «Alla luce delle predette direttive, con la presente si comunica ai concessionari in indirizzo la disapplicazione degli atti di proroga all’anno 2033, rilasciati ai sensi della legge n. 145 del 30 dicembre 2018, ritenuti in contrasto con le disposizioni comunitarie». La circolare, infine, dichiara «la necessità, in capo agli uffici preposti, di provvedere allo svolgimento delle richieste procedure a evidenza pubblica, funzionali al rinnovo delle concessioni».

Non è bastato, dunque, che la proroga al 2033 fosse già stata protocollata ufficialmente sulle concessioni: l’amministrazione comunale ha deciso di annullarla, scatenando le proteste dei balneari. D’altronde, la legge 118/2022 in vigore parla chiaro: la proroga al 2033 è da considerarsi annullata e la scadenza delle concessioni è il 31 dicembre 2023. A decidere diversamente non potrà che essere il governo, che per ora ha fatto promesse solo a parole, senza che seguissero i fatti. Nel frattempo, i concessionari hanno tutto il diritto a presentare ricorso: con la validità al 2033 rimasta in vigore per tre anni e poi abrogata, gli imprenditori hanno effettuato investimenti in base a un diverso orizzonte temporale, e questa è una ragione sufficiente per generare decine di contenziosi. Una situazione che rischia di replicarsi in molte altre località balneari italiane, a meno che il governo non riesca a risolvere la difficile questione.

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