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Decreto rilancio: tutte le norme per i balneari, dalle concessioni al 2033 agli aiuti economici

Tra i sostegni figurano la conferma dell'estensione dei titoli, l'esenzione della prima rata Imu, il credito d'imposta sul canone e i contributi per le sanificazioni e per il fotovoltaico.

Conferma dell’estensione al 2033 delle concessioni demaniali marittime, credito d’imposta sui canoni, esenzione della prima rata Imu e bonus per le sanificazioni e per gli impianti di energia rinnovabile. Sono alcune delle principali misure che interessano i titolari di stabilimenti balneari contenute nel “decreto rilancio“, il pacchetto di sostegni economici per compensare le difficoltà affrontate durante la chiusura imposta per il contenimento del coronavirus.

Pubblicato finalmente ieri sera in Gazzetta ufficiale dopo una lunga attesa, il decreto destina circa 4 miliardi sui 55 complessivi al settore turistico, con una serie di misure che riguardano anche gli stabilimenti balneari. Le illustriamo qui di seguito.

pouf Pomodone

Estensione delle concessioni balneari

La norma più attesa dagli operatori balneari è quella che conferma l’estensione delle concessioni demaniali marittime fino al 31 dicembre 2033. Già disposta dalla legge 145/2018 ma non applicata da molti Comuni costieri in assenza di una circolare applicativa, per risolvere l’impasse il ministro del turismo Dario Franceschini aveva promesso che avrebbe inserito una norma apposita nel “decreto rilancio”. In effetti il passaggio si trova all’articolo 182 del provvedimento ufficiale, anche se per come è formulato, il testo rappresenta solo una conferma normativa dell’estensione al 2033, senza alcuna indicazione esplicita per le amministrazioni comunali che devono applicarla. Gli uffici demaniali avrebbero già dovuto protocollare la nuova scadenza sui titoli concessori, in quanto è stata prevista da una legge nazionale in vigore da un anno e mezzo e tuttora valida, e ora che è arrivata una seconda norma a ribadirla, gli enti inadempienti hanno ancora meno scuse. Tuttavia, la mancanza di istruzioni formali e vincolanti resta un grave difetto di questo provvedimento, che dunque non risolve del tutto il problema su cui voleva intervenire; anzi rappresenta più che altro una formulazione contorta e di scarsa utilità.

Questo l’articolo 182 comma 2 sull’estensione al 2033: «In riferimento ai beni del demanio marittimo in concessione, tenuto conto degli effetti derivanti nel settore dall’emergenza da Covid-19 nonché dell’esigenza di assicurare la certezza dei rapporti giuridici e la parità di trattamento tra gli operatori, in conformità a quanto stabilito dall’articolo 1, commi 682 e 683 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, per le aree e le relative pertinenze oggetto di riacquisizione già disposta o comunque avviata o da avviare, oppure di procedimenti di nuova assegnazione, gli operatori proseguono l’attività nel rispetto degli obblighi inerenti al rapporto concessorio già in atto, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 34 del decreto legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8, e gli enti concedenti procedono alla ricognizione delle relative attività, ferma restando l’efficacia dei titoli già rilasciati. Le disposizioni del presente comma non si applicano in riferimento ai beni che non hanno formato oggetto di titolo concessorio, né quando la riacquisizione dell’area e delle relative pertinenze è conseguenza dell’annullamento o della revoca della concessione oppure della decadenza del titolo per fatto del concessionario».

Detrazione sui canoni

L’articolo 28 del decreto rilancio riguarda il credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda, compresi quelli di interesse turistico. Salvo successive circolari e interpretazioni contrarie, ciò significa che è possibile portare in detrazione anche i canoni demaniali per concessioni ad uso turistico-ricreativo come quelle degli stabilimenti balneari.

Il credito d’imposta riguarda tutti i soggetti esercenti attività d’impresa che abbiano subito nei mesi di marzo, aprile e maggio una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente, e ammonta al 60% del canone di immobili a uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo (in caso di affitto d’azienda, l’agevolazione è ridotta al 30%).

Il credito spetta ai soggetti con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente, è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa ovvero in compensazione, successivamente all’avvenuto pagamento dei canoni, e non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive. Può essere ceduto al locatore o al concedente o ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Esenzione Imu e Irap

L’articolo 177 del “decreto rilancio” prevede l’abolizione del versamento della prima rata Imu (sia la quota Stato che la quota Comune) in scadenza al 16 giugno 2020 per tutti gli «immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché immobili degli stabilimenti termali» e anche tutti quelli che rientrano nella categoria catastale D/2 (alberghi, pensioni, ostelli, agriturismi, bed & breakfast, residence, campeggi, villaggi turistici, rifugi, colonie marine e montane). La prima rata Imu non è dovuta solo a condizione che i possessori siano anche gestori delle attività.

L’articolo 24, invece, prevede l’esenzione dal versamento del saldo dell’Irap dovuta per il 2019 e della prima rata, pari al 40%, dell’acconto dell’Irap dovuta per il 2020 per le imprese con un volume di ricavi compresi tra 0 e 250 milioni di euro. Resta l’obbligo di versamento degli acconti per il periodo d’imposta 2019.

Contributi per le sanificazioni e per i dispositivi di protezione

L’articolo 125 stanzia 200 milioni di euro per la concessione di contributi in favore delle imprese turistico-ricettive, delle aziende termali e degli stabilimenti balneari, in relazione alle spese per la sanificazione degli ambienti e delle attrezzature nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale. Il credito d’imposta è pari al 60% delle spese affrontate nell’anno 2020, con un limite di 60.000 euro per singolo beneficiario.

Queste le spese ammissibili indicate nella norma:

  • sanificazione degli ambienti;
  • acquisto di dispositivi di protezione individuale quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari;
  • prodotti detergenti e disinfettanti;
  • termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti;
  • dispositivi per il distanziamento di sicurezza come barriere e pannelli protettivi, incluse le spese di installazione.

I criteri e le modalità di applicazione del credito d’imposta dovranno essere definiti con un decreto attuativo da adottare entro trenta giorni.

Il bonus vacanze non riguarda gli stabilimenti balneari

L’articolo 176 istituisce una tax credit per le vacanze: tutte le famiglie con Isee inferiore a 40.000 euro hanno diritto a un bonus di 500 euro (ridotto a 300 per i nuclei composti da due persone e a 150 euro per i singoli), da utilizzare tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2020 nelle strutture ricettive come alberghi, agriturismi e bed & breakfast. Il “bonus vacanze” dunque non può essere utilizzato per il noleggio di ombrelloni e lettini negli stabilimenti balneari.

Contributi a fondo perduto

Il “decreto rilancio” all’articolo 25 stanzia anche un contributo a fondo perduto per tutti i soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo, titolari di partita Iva, anche se svolte in forma di impresa cooperativa, con fatturato nell’ultimo periodo d’imposta inferiore a cinque milioni di euro. Il contributo spetta se l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 è stato inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Per i soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019, il contributo spetta anche in assenza del requisito del calo di fatturato/corrispettivi. L’ammontare del contributo è determinato in percentuale rispetto alla differenza riscontrata:

  • 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro nell’ultimo periodo d’imposta;
  • 15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400.000 euro e fino a un milione di euro nell’ultimo periodo d’imposta;
  • 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a un milione di euro e fino a cinque milioni di euro nell’ultimo periodo d’imposta.

Il contributo non concorrerà alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi e sarà erogato nella seconda metà di giugno dall’Agenzia delle entrate mediante accreditamento diretto in conto corrente bancario o postale intestato al beneficiario.

Ecobonus per impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica veicoli elettrici

Per tutti gli interventi volti a incrementare l’efficienza energetica degli edifici (“ecobonus”) e per gli interventi connessi relativi all’installazione di impianti fotovoltaici e colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, l’articolo 117 del decreto prevede una detrazione del 110% delle spese sostenute tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021.

Contributi per la promozione turistica

L’articolo 179 istituisce un “Fondo per la promozione del turismo in Italia” con una dotazione di 20 milioni di euro per il 2020, da destinare ai soggetti che saranno individuati con un successivo decreto attuativo entro trenta giorni, in accordo con Enit.

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Alex Giuzio

Alex Giuzio

Giornalista specializzato in turismo balneare, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. È caporedattore di Mondo Balneare.
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    Mhh l’indicazione sulla proroga non sembra aggiungere l’obbligo ma riprende quello già scritto prima..ad esempio il sindaco di Olbia dovrà adeguarsi ora?

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    Salve sono un concessionario di una spiaggia libera attrezzata. Volevo sapere se, visto il periodo di emergenza covid, sarà per me possibile, alla riapertura dell’attivita’, noleggiare le attrezzature (quali lettini e ombrelloni) in posa fissa, poiché invece la mia concessione prevede il posizionamento all’arrivo di ogni cliente. Mi pare alquanto assurdo dover provvedere a misurare ogni giorno e per ogni cliente che arrivi, lo spazio che sarà consentito ai fini del distanziamento.
    Grazie anticipatamente
    Luigi

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    Ho un’attività di noleggio barche con concessione in scadenza a dicembre 2020, mi sapete dire se con quanto previsto nel decreto ho diritto al rinnovo fino al 2033? Mi trovo in Puglia, grazie per la vostra eventuale risposta

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    Buona sera,
    secondo la nuova normativa si deve portare da bere all’ombrellone e devo quindi cambiare tutti i bicchieri di vetro con altri di plastica, secondo voi è possibile avere il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro?
    Grazie

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      Buongiorno Dott.Alex sono concessionaria di un stabilimento Balneare Lacuale Demaniale rientro anche io nel decreto della proroga di estensione concessione al 31/12/2033?Grazie Susanna

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