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Decreto fiscale, bocciati tutti gli emendamenti sui balneari. Sib: ”Grave errore”

Il presidente Capacchione: ''La politica non vuole risolvere i drammatici problemi del settore, ma non ci fermeremo''

«Ancora una volta il governo e il parlamento manifestano l’incapacità o la non volontà di risolvere la drammatica situazione in cui si trovano poche centinaia di famiglie di balneari che da anni sono gravate da canoni insostenibili e che stanno perdendo il lavoro e gli averi». Lo afferma il presidente del Sib-Confcommercio Antonio Capacchione, in seguito alla bocciatura degli emendamenti sui balneari presentati al decreto fiscale da parte di varie forze politiche.

«Nei giorni scorsi – ricostruisce il presidente del Sib – avevamo chiesto ai parlamentari di ogni schieramento politico di introdurre, in sede di conversione del cosiddetto decreto fiscale (d.l. 26 ottobre 2019 nr. 124 A.C. 2220) all’esame della Camera dei deputati, alcuni correttivi per risolvere alcune gravi e urgenti criticità del nostro settore, prima fra tutte quella dei pertinenziali. A seguito di ciò, sono stati presentati diversi emendamenti che recepivano quanto da noi proposto».

«Nel ringraziare gli onorevoli proponenti che anche questa volta non hanno voluto far mancare il loro impegno per la tutela di questo importante settore dell’economia del paese – commenta Capacchione – registriamo purtroppo che la VI commissione della Camera, nella seduta di mercoledì, ha dichiarato inammissibili alcuni emendamenti (38.029 Buratti, 44.04 Corneli – Migliorino – Battelli, 43.03 Andreuzza e altri) che si prefiggevano di eliminare l’emergenza della questione dei pertinenziali. Nel contempo, i proponenti hanno ritenuto di ritirare gli altri emendamenti analoghi (30.02 e 30.03 Osnato – Bignami – Zucconi) e gli altri che, comunque, affrontavano le gravi problematiche delle nostre aziende: dall’eliminazione del salvo conguaglio all’aliquota Iva del 10%; dal riconoscimento del valore commerciale delle aziende alla modifica del calcolo della Tari, eccetera (30.01, 30.06, 30.07 30.08 e 30.010 Osnato – Bignami – Zucconi). La decisione sorprende, perché gli emendamenti erano tutti pertinenti alle materie oggetto del decreto legge in esame e, quindi, tecnicamente ammissibili. Ma è una decisione, soprattutto, sconcertante se solo si considera l’urgenza e la gravità delle questioni poste»

«Ancora una volta il governo e il parlamento manifestano l’incapacità o la non volontà di risolvere la drammatica situazione in cui si trovano poche centinaia di famiglie di balneari che da anni sono gravate da canoni insostenibili e che stanno perdendo il lavoro e gli averi», tuona Capacchione. «È netta la sensazione che la balneazione attrezzata italiana, con i suoi problemi e le sue urgenze (persino quelle drammatiche), sia oramai del tutto fuoriuscita dall’orizzonte politico e parlamentare. Si tratta di un grave errore verso le decine di migliaia di famiglie di balneari che sono in trepidazione per il loro lavoro e le loro aziende».

«La nostra azione sindacale pertanto continuerà senza sosta – conclude Capacchione – riproponendo gli stessi emendamenti al Senato in sede di discussione della cosiddetta legge di bilancio. Non ci rassegniamo a questa insensata e incomprensibile sordità istituzionale né rinunceremo a far valere, con ogni mezzo, le nostre ragioni nella consapevolezza che difendendo le nostre aziende difendiamo l’interesse generale di un paese che ha bisogno di una balneazione attrezzata e di qualità da noi rappresentata per meglio competere nel mercato internazionale delle vacanze».

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Sib Confcommercio

Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
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