Opinioni

Dal Consiglio di Stato sentenza inattaccabile, ma i balneari possono resistere alle gare

Per volere di più la categoria ha ottenuto di meno, e i giudici sono stati costretti a sostituirsi alla politica. Ma gli attuali concessionari sono protetti dalla loro professionalità.

In numerosi interventi ho sostenuto che per superare il conflitto tra il diritto europeo e la normativa italiana sulle concessioni demaniali, sarebbe stato necessario varare formalmente una legge organica di settore. In tale legge, che doveva necessariamente introdurre il procedimento concorsuale per l’assegnazione delle concessioni demaniali, si sarebbe potuto prevedere una norma transitoria, in attesa dell’espletamento dei concorsi, che consentisse il mantenimento delle concessioni in essere per un periodo ragionevole. Invece, per volere di più si è ottenuto il meno.

La sentenza dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato è inattaccabile sotto tutti i profili (si tratta della pronuncia 18/2021 che ha disapplicato l’estensione delle concessioni al 2033 e imposto le gare entro due anni, NdR). A titolo indicativo, segnalo il passaggio che si riferisce alla disapplicazione degli atti contrastanti con il diritto europeo, ove la sentenza, nel bacchettare la tesi contraria all’obbligo della disapplicazione a tutti i livelli, ne rileva la contraddizione logica: «Basti pensare che – si legge in motivazione – anche ad ammettere che la legge in contrasto con la direttiva self esecuting non sia disapplicabile dalla P.A. ma solo dal giudice, rimarrebbe fermo che l’atto amministrativo emanato in base ad una legge poi riconosciuta anticomunitaria in sede giudiziale sarebbe comunque illegittimo, e, come tale, andrebbe annullato». Vale a dire, senza le grandi disquisizioni teoriche che hanno appassionato alcuni giuristi in occasione dei convegni sulla materia, che è la logica che deve guidare l’azione degli operatori del diritto.

Tutte le ulteriori statuizioni dell’adunanza plenaria sono una diretta conseguenza di tale principio fondamentale. In particolare, il giudice amministrativo non si pone neppure un problema di metodiche e cioè di annullamento in autotutela degli atti illegittimi emanati dalle amministrazioni e dei provvedimenti di proroga delle concessioni medio tempore rilasciati o addirittura coperti dal giudicato. Ciò perché, chiarisce l’adunanza plenaria, il provvedimento amministrativo è un semplice atto ricognitivo di proroga di un effetto prodotto automaticamente dalla legge e, quindi, alla stessa riconducibile senza intermediazione del potere amministrativo. Di talché se la legge-provvedimento che interviene sulle specifiche statuizioni di proroga viene meno, automaticamente decadono gli atti amministrativi emanati. Sicché l’effetto della proroga deve considerarsi tamquam non esset, come se non si fosse mai prodotto.

La statuizione più intelligente e realistica della sentenza è a mio parere quella della graduazione temporale degli effetti dirompenti della sentenza, con l’intervallo temporale sino al dicembre 2023 e il relativo mantenimento delle concessioni in essere per consentire al legislatore di fare la sua parte. Con la precisazione però che «scaduto tale termine tutte le concessioni demaniali in essere dovranno considerarsi prive di effetti indipendentemente da se vi sia – o meno – un soggetto subentrante nella concessione». A questo punto, dunque, la “palla” viene rimessa nel recinto della politica.

In questi termini è possibile recuperare qualche carta utile per salvaguardare la posizione dei concessionari uscenti. Il sistema di gara che dovrà essere attuato è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa (previsto dal Codice degli appalti): verrà cioè preso in considerazione non solo il prezzo offerto, bensì la capacità tecnica, la professionalità e l’esperienza dell’offerente, così come l’idoneità della soluzione progettuale con servizi aggiuntivi. Sotto questi aspetti potrebbero essere “coperti” i concessionari uscenti e resistere alle intromissioni esterne. V’è da sperare però che non si sviluppino contenziosi tra gli stessi concessionari per accaparrarsi le migliori concessioni.

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Pietro Quinto

Avvocato, Studio Legale Quinto (Lecce-Roma).
  1. perche si dice che c’e da sperare che non si creino contenziosi tra gli attuali concessionari per accapararsi le migliori concessioni ? Quindi prima si allarma che verrebbero le multinazionali estere o qualche grossa finanziaria italiana ,poi, in presenza di eventuali paletti che ne limitino la partecipazione, ci si augura che nessun altro bagnino prenda la spiaggia di un altro. Quindi dovrebbe rimanere tutto inalterato , allora inutile fare le gare, basterebbe adeguare i canoni ad una cifra più equa e continuare così x altri 50 anni…..tanto fumo x nulla

    • non hai capito siamo parte dell’Europa e il canone comunitario ci dice se il voglio far quel lavoro al posto del bagnino posso farlo da capire chi ne ha la voglia ma sicuramente ci sono i mezzi mo etari e innovazioni superiori in campo piuttosto di ciò che già c’è, se uno ne avesse potrebbe portare via tranquillamente a mio parere da un certo aspetto sta bene

    • Poi va detto che nel mondo balneare ci so o differenze non da poco. Per fare un esempio : Briatore in Versilia prende in “affitto” una concessione pagando 200.000 (duecento Milà) a stagione per la quale il concessionario pagava un canone inferiore a 10mila eu…. Ed ancora al Forte dei Marmi si vendevano concessioni a colpi di 5/6 milioni… È ovvio poi che l opinione pubblica non si strappi le vesti… Sarebbe opportuno un approccio più realistico e meno demagogico, capendo che le cose come sono andate finora van cambiate

  2. Nikolaus Suck says:

    Sono contento che le cose che nel mio piccolo avevo rilevato io trovino conferma da un professionista autorevole ed oggettivo come l’avv. Quinto. La sentenza è inattaccabile, divertitevi in Cassazione.

  3. non credo che sarà così semplice annullarsi un contratto che avevo con lo stato, che mi permetteva un diritto di prelazione con rinnovo automatico alla sua scadenza

    • Nikolaus Suck says:

      La prelazione era appunto solo una prelazione ovvero una preferenza a parità di condizioni, e il rinnovo automatico solo una semplificazione procedimentale per non dover rifare una domanda, ma non significava né rinnovo certo, né rinnovo dovuto. E le concessioni non vanno annullate, scadono da sole, e da sempre.

    • Si si vediamo quando per queste due estati rimaste lasceremo tutte le spiaggie chiuse con un crollo del Pil e della disuccupazione…. Vedremo quando a seguito di questo i turisti li manderemo tutti in Grecia o in Spagna…. Vedremo quando trasferirò la mia abitazione dentro al chiosco e dovranno sfrattarmi con la polizia un giorno si e uno no cosa si farà.
      Voi colletti bianchi non avete idea con che persone avete a che fare.

      • Marco Bramanti says:

        Ti devi solo che vergognare, tu e gli altri ladroni che come te avete cementificato gli arenili e vi siete arricchiti alle spalle dei contribuenti sfruttando concessioni demaniali prese a due spicci, facendo quintali di nero e sfruttando il lavoro della povera gente.

        Non so se altri riusciranno a fare meglio di voi, che di certo avete fatto solo che schifo.

        Ciao

  4. Gaetano De Panicis says:

    Non dimentichiamoci che questo stato di fatto è stato creato dallo stato italiano. La gestione delle spiagge è stata affidata ai privati per attivare una filiera turistica. Gli investimenti privati sul demanio sono il risultato di leggi che hanno permesso a torto o ragione il sorgere di tante micro imprese. Non c’è stata nessuna frode. Il rischio di impresa comunque è stato un rischio privato. Le imprese turistiche hanno gestito e non sfruttato il demanio, nel rispetto delle regole, per chi la rispettate, creando un notevole indotto turistico. Criminalizzare un settore mi sembra indegno. La sabbia non rende nulla se sopra non si fanno investimenti. Le micro imprese hanno un valore storico turistico che va riconosciuto altrimenti si è di fatto di fronte ad un vero esproprio di impresa.

    • Nikolaus Suck says:

      Nessuno ha mai parlato di frode, e criminalizzare sicuramente non è giusto (se non per aspetti marginali che con la concessione non hanno nulla a che vedere. Lo sfruttamento (che non ha nulla di negativo) e la gestione però è avvenuto sulla base di concessioni, che sono titoli temporanei per definizione e lo sono sempre stati, per cui era noto ed andava tenuto presente ai fini degli investimenti e dei relativi ammortamenti. Le regole erano e sono sempre state queste e iI sistema non ha mai previsto né consentito un orizzonte temporale senza scadenza e/o eterno. Quindi nessun esproprio, ma applicazione di regole tipiche delle concessioni pubbliche.

      • suck come è stato possibile che non si sia tenuto conto nel 2009 o 2010 (credo) al momento dell
        abrogazione delle proroghe automatiche e del diritto d insistenza non tenere conto proprio di un articolo del trattato europeo il 195 (d importanza fondamentale per la protezione delle nostre imprese) che vietava la sua abrogazione o al massimo ne chiedeva l armonizzazione? l articolo era in vigore e ben dentro i trattati quando a dicembre degli anni sopra indicati e stato abolito il nostro diritto d insistenza. inoltre potresti elencarmi gli scienziati che erano nella commissione quando si scriveva la bolkestain?chi ci difendeva ? topolino per caso o vuoi che ti elenchi i loro nomi caro suck: ti basti pensare che un certo romano prodi era alla presidenza della commissione (e tutti noi conosciamo il suo passato nel bilderberg e trilaterale e non aggiungo altro) quando l ho si scriveva … possiamo dire che c e una truffa in corso ben organizzata contro il turismo italiano di cui anche tu ne fai parte grazie anche al tacito consenso dei politici o no? possiamo manifestare incazzati o no? che personaggi indagati quali patroni griffi sentenzi la morte del turismo italiano o no? che in nessun trattato europeo è “codificato”( e analizza bene la parola, codificata) la supremazia del diritto europeo….potresti farmi vedere tu che sei nel cds il trattato dove è firmato in calce la tua supremazia del diritto?.devi capire che gli anni 90 quando draghi e i suoi complici vendevano sul britannia l italia nel nome di un debito pubblico alto e in nome di un neoliberismo che ci avrebbe portato benessere come diceva qualcuno sono passati. ora qui tutti sono a conoscenza che questa ricetta non va perche dimostrabile ed è per questo che ci sara la guerra caro suck e noi ci difenderemo fino all ultimo: non vi faremo vendere l unica parte produttiva del nostro paese a mafie e gente dal portafoglio ben fornito e senza scrupoli e multinazionali….consiglio a tutti d inviare lettere di protesta dettagliate alle varie testate giornalistiche, tg e rai evidenziando le bugie che si sono perpretrate nei nostri confronti come rendite di posizioni ricchi introiti canoni bassi e chi piu ne ha più ne metta……personalmente ho inviato estratti conto e tasse pagate(65% di tassazione e anche più) con i cosiddetti canoni ” irisori” di cui si parla e anche dei 20 dipendenti a carico assunti e non tramite cooperative con tutti i diritti di cui godono(come giusto che sia) a mediaset e rai dove ho ricevuto quasi subito risposte di incredulità …chi è onesto non deve temere…suck noi manifesteremo e saremo in tanti ci puoi giurare e non c e ne andremo fino a che non avremmo risposte…..si attende solo l esito degli incontri di martedi con garavaglia e il pd ..la vita di milioni di persone non puo dipendere da giudici che prendono 40000 euro al mese mettitelo bene in testa

        • Fai bene Ernesto a scrivere però non dite che il turismo è saccheggiato perché voi non siete il turismo ma una sua componente tra altre come alberghi, bar, gelaterie e ristoranti che non hanno le vostre agevolazioni a parità di giorni lavorati.

        • Nikolaus Suck says:

          Sei liberissimo e hai tutto il diritto di manifestare, di incazzarti, e di scrivere e credere a tutte queste belle cose purtroppo totalmente inutili ed irrilevanti in punto di diritto, ma nessuno di questi tuoi diritti (gli unici che hai) ti e vi porteranno da nessuna parte. Buona fortuna.

            • Nikolaus Suck says:

              Sì, perché è irrilevante il 195. Riguarda la politica comune in materia di turismo intesa in senso stretto, e parla di armonizzazione. La direttiva Bolkestein non è una direttiva di armonizzazione, e non riguarda la politica comune del turismo, ma i servizi, tutti quanti. E prima ancora c’è l’art. 49 del Trattato.
              Tutte cose che nel mio piccolo avevo già detto, e che il CdS ha confermato.
              Finitela, non andate da nessuna parte.

        • Ormai siamo il paese dj pulcinella, presi spudoratamente per il culo dagli amici europei che del nostro paese fanno quello che vogliono. Esempio lampante la attuale situazione degli immigrati. Ogni giorno migliaia di poveri disgraziati vengono portati in Italia dalle ONG tanto amiche dei liberisti europei e nessuno dice niente, adesso che altrettanti poveri disgraziati cercano di entrare in Europa (sta volta via terra) la comunità europea al posto di prenderli in carico come facciamo noi da pure i soldi ai polacchi per alimentare le loro faziose pretese e parlano pure di difesa dei confini !!Pagliacci ! ! E c’è gente che vuole ancora parlare di comunità Europa in buona fede. Al prossimo giro tranquilli aumenteranno le tasse sugli immobili perché ai finanzieri anglosassoni nn va propio giù che l’85% del patrimonio immobiliare italiano sia ancora detenuto dagli italiani. E no nn va bene dobbiamo stare in casa in affitto . Ahh magari poi uscirà un altra sentenza ahhh

      • Sti bagnini si sono arricchiti a danno della comunità con affitti di concessioni irrisorie, hanno creato una lobby inataccabile, ci sono dei posti che addirittura ti fanno pagare solo x entrare. Era ora che dessero una regolata, ma penso che si troverà qualche cavillo o balzello all’ italiana che farà in modo di lasciare chi c’è . Almeno sperimo in un congruo aumento dei canoni e ad una concessione di tot anni e che poi decada e che si vada all’ asta.

        • Mi dici quale danno hanno arrecato i “bagnìni” alla comunità se non il fatto di dare servizi turistici e creare posti di lavoro e pagare le tasse? Secondo te sono stati i “bagnìni” a decidere il canone demaniale da pagare? Pensi che eventuali nuovi gestori lavoreranno gratis e che faranno investimenti pur sapendo che la concessione avrà breve durata? Meglio ragionare prima di scrivere a vanvera!

          • Per ingordigia dei balneatori alcune coste, soprattutto sul Tirreno sono diventate inaccessibili:
            – Passi a Forte dei Marmi e altre località simili e non sembra di stare in una città di mare, perchè le costruzioni ed i recinti impediscono la vista
            – Si fa pagare anche il solo accesso al mare, in alcuni casi assurdi
            – Si è creata una lobby che ha fatto grosse pressioni (diciamo così) sugli amministratori locali per avere l’assegnazione sempre di più spiagge, relegando quelle pubbliche, che ufficialmente dovrebbero essere il 30 o 40%, a quelle più brutte e periferiche.
            – La creazione di posizioni di rendita che hanno schiacciato lo spirito imprenditoriale: ci sono concessioni che si tramandano da generazioni, gestite malissimo, ma che non possono essere sfruttate meglio, senza pagare milioni di euro per il solo vantaggio di avere ottenuto una concessione. Come le licenze taxi un tempo: chi la prendeva dal Comune la pagava 150 euro di bolli, poi la poteva vendere a 150.000 (Firenze, Milano e Roma ai tempi d’oro anche di più).

      • Suck, Ciò che dici, doveva essere fatto sin dall’inizio, cioè, sin dalla prima scadenza. Invece, per molti decenni, ancor prima del 2010, (Recepimento direttiva) i rinnovi, avvenivamo automaticamente, le “aste” non si sognavano nemmeno, inoltre, per incentivare maggiormente gli investimenti, sono state fatte delle leggi, che hanno HANNO ULTERIORMENTE INGANNATO TANTISSIMI IMPRENDITORI BALNEARI, si esattamente ingannati, in quanto queste leggi, a distanza di anni, sono state abrogate, per consentire questo abominevole FURTO. Vergognatevi.

  5. Come si fa a mettere a gara beni che non sono di proprieta’ del demanio mi riferisco a manufatti costruiti con regolari autorizzazioni

    • Nikolaus Suck says:

      Se nella concessione non è regolato un diritto superficiario, qualunque manufatto costruito sul demanio è e diventa dello Stato automaticamente e per legge, è sempre stato così e andava saputo. L’autorizzazione è solo un titolo edilizio e non proprietario e non c’entra nulla. Se non ci fosse, sarebbero abusi da demolire.

      • Appunto in base a questo…molti concessionari hanno da visura catastale all’agenzia del territorio……. proprietà superficiaria…..su dei manufatti dove si paga da anni l’imu……la si perde a scadenza della concessione??? Grazie per gli interventi previsti e puntuali .

        • Nikolaus Suck says:

          La visura catastale riporta dati dichiarati e non ha nessun valore né probatorio né tanto meno costitutivo. La proprietà superficiaria deve risultare prima e da un atto pubblico stipulato tra tutte le parti, altrimenti NON ESISTE.

      • @ Suck: una recente sentenza del TAR della Toscana afferma totalmente l’opposto: “sono di proprietà del concessionario le opere che questi ha realizzato sulla superficie demaniale”. Lei, noto con una certa fequenza, tende a rispondere in modo molto impulsivo. per uno che svolge la professione di avvocato non è un un buon biglietto da visista. P.s non vi è solo la sentenza del TAR Toscana…..

        • Nikolaus Suck says:

          Oltre alla sentenza, da vedere per intero e non solo per estratto, andrebbero lette anche concessione e la documentazione di causa su
          cui la decisione si fonda. E verificato l’eventuale appello e relativo esito.
          E ripeto per l’ennesima volta che io sono qui a titolo privato e da tale mi comporto, la professione che svolgo è affar mio, e non ho mai né speso titoli né distribuito biglietti da visita.

    • I manufatti sulle aree demaniali non devono essere fissi (pena la confisca) ma amovibili come viene stabilito dalla normativa

      • vedi antilobby cadete facilmente in contraddizione.. quando noi abbiamo avuto l ok per manufatti di difficele rimozione o murature non c era certamente la bolkestain e non c era certamente come dice suck scritto sulle concessioni che avrei finito di usufruirne dall oggi al domani (per questo si è investito e creato) …erano a 99 anni proprio in virtu del fatto che erano appezzamenti di superfice costiera che nessuno voleva con costi non indifferenti per lo stato. dove prima c erano 2000 metri ora per dire c e ne sono 6000 non e certamente lo stato che li ha creati ma noi con il nostro lavoro .e oggi voi parlate di bolkestain di gare etc …chi ci ripaga tutto questo il cds che prendono 40000 euro al mese o draghi che nessuno ha eletto o i politici inetti che ci hanno portato a questo caos lavandosene le mani vendendoci come merce di scambio con l europa ricattatrice per il recovery plan? . quindi converrai che quanto detto dal cds non sta ne in cielo ne in terra…ci devono essere tutele che prendano caso per caso altrimenti cds o draghi o politici ci sara la guerra…..chi è disperato non ha nulla da perdere…poi ritornando all art 195 dei trattai tu hai risposto in parte alla domanda che avevo posto( si poteva abolire il diritto d insistenza nonostante ci fosse l art 195 in vigore gia prima dell abrogazione di tale diritto ?) sorvolando sul quesito della domanda posta….non si poteva fare

  6. Mi domando come potra’ essere possibile dare un valore a 30.000 concessioni in cosi’ poco tempo.
    Nella sentenza del Consiglio di stato si parla di indennizzo per il concessionario uscente, e i sostenitori delle aste parlano di residuo da ammortizzare, ma gli stabilimenti balneari sono aziende che hanno un loro valore a prescindere se i beni sono ammortizzati o no, esiste l’avviamento che deve essere considerato, come puo’ essere che un concessionario subentrante goda del lavoro altrui.
    Con la nostra societa’ abbiamo firmato atto formale e ottenuto concessione per importanti investimenti fino al 2039. La sentenza del Consiglio di stato azzerera’ anche queste tipologie di proroghe?
    Tanto per conoscenza abbiamo iniziato la pratica nel 2016 e il contratto e’ stato firmato nel 2019, tre anni, questo per riallacciarsi alle 30.000 che scadranno il 31.12.2023.
    Come sara’ possibile fare qualcosa di serio e equo in così breve tempo?

  7. Signori una sola domanda , ma importantissima e basilare : quando faranno queste benedette aste delle nuove concessioni balneari dopo il 2023 che durata avranno ? Ogni anno si dovrà fare l’ asta ?

    • Nikolaus Suck says:

      Ma quando mai. Questa è un’altra leggenda con cui vi vogliono spaventare per avervi dalla loro. La normativa attuale prevede una durata massima di sei anni, che è anche l’orizzonte individuato come ottimale dalle fonti UE perché giudicata generalmente proporzionata agli investimenti e al loro recupero al netto di un giusto guadagno. Ma la durata in concreto può benissimo dipendere dall’oggetto della concessione e dalla natura ed entità degli investimenti previsti e autorizzati, sempre entro una durata massima ragionevole e proporzionata.

      • Con una durata di 6 anni chi tirera’ fuori un centesimo per ottenere l’auspicato obiettivo di migliorare i servizi? E’ un periodo che non consente e sostiene un business plan
        Se così fosse avremo una situazione in cui verranno spremute strutture costruite per poter durare nel tempo e che invece verranno distrutte in un amen.
        6 anni non sostengono alcun investimento.
        Sarebbe un disastro per il comparto e per l’immagine del nostro paese. Non mischiamo le cose altri paesi in Europa hanno un arenile e dei lettini e ombrelloni al massimo da affittare che non hanno niente a che vedere con le nostre realta’

      • Ci vogliono 3anni solo perché un permesso a costruire passi in salvaguardia ma vi rendete conto??? Chi investirà più?? I 6anni sono un orizzonte troppo breve

  8. Nel film Totò vende la fontana di Trevi al sgr deciocavallo….. qst vi hanno fatto credere di avere….un diritto sul niente perché c’era scritto chiaro e tondo che voi padroni fino alla scadenza delle concessioni …poi se vi siete sentiti furbi cullandovi di promesse di gente che di mestiere fa politica bhe allora…..

  9. mah no, le aste avranno durata in base all’investimento ed al progetto che si andrà a realizzare, in pratica diventeranno un’arma a doppio taglio. O meglio se i comuni decideranno che il tuo progetto è più bello “vinci”, se gli stai antipatico “perdi”, se viene una multinazionale si crea il suo mercato e tu sei fuori, anche alle prossime aste. E’ una vergogna!!!!! tutta italiana, ma ci pensate al caos che succederà. io posso fare l’asta anche per la concessione della superfice dove passano i pali della luce è poi chiedere all’enel di pagarmi oppure partecipare all’asta sul suolo che demaniale che il bar o ristorante (strutture di proprietà e site in terreni non demaniali) hanno messo precedentemente i tavolini (chiedendo di essere Pagato per il suolo) e via dicendo. assurdità solo assurdità. mi auguro che si prenda atto e coscienza di ciò che si sta facendo alla categoria balneari.

    • Nikolaus Suck says:

      Non è così, perché il tipo di investimenti va definito prima e in sede di bando, non lo decidono i candidati come pare a loro.

      • Casi reali non molto distanti da dove mi trovo (500m!). Bando per spiaggia libera attrezzata dedicata allo sport: il vincitore deve costruire campo da beach volley, organizzare corsi di windsurf, kitesurf, ecc con personale qualificato, noleggiare l’attrezzatura per questi sport. Risultato: noleggiano due tavole da sup di quelle gonfiabili da due soldi. Tutto il resto inesistente. Vinto il bando hanno immediatamente subaffittato, personale preso a caso, a stento comprendono la lingua italiana. Per chiedere un cornetto gelato deve fare il gesto del gelato con la mano altrimenti resta lì un bel po’. Nessuno in comune pare abbia avuto niente da ridire. Tutto continua così. Viva le gare, viva i migliori! I nostri amministratori e funzionari pubblici c’entrano col libero mercato come io e lei con l’uncinetto.

    • Nikolaus Suck says:

      Per niente. Le autorizzazioni commerciali riguardano solo il diritto ad esercitare l’attività economica e già esistono e sono necessarie pure quelle, in aggiunta alla concessione, che riguarda il diritto ad occupare l’area pubblica per farla. Sono due titoli distinti e servono tutti e due, già oggi e da sempre. End of the story.

      • Lo stato già dispone di due strumenti sufficienti a regolamentare il settore balneare e a potenziarne i meccanismi di mercato, per altro naturalmente già esistenti. (La finalità della Bolkestein è regolamentare l’affidamento del bene pubblico laddove il concessionario stabilisce un monopolio naturale, autostrade, porti, beni costruiti con capitali pubblici). Autorizzazioni commerciali e autorizzazioni edilizie. Non servono altri strumenti, il rapporto confessorio può essere superato. Obbliga le imprese balneari a rimuovere il cemento, per esempio, a costruire meglio, nel rispetto del paesaggio: il vecchio operatore poco propenso a investire ha incentivo a vendere a fronte di un costo impostogli. Questo è mercato. Obbliga (non per capriccio ma per fondare ragioni di mercato) le imprese a erogare ulteriori servizi finalizzati a includere un’utenza più ampia: l’imprenditore incapace di aggiornare la sua offerta ha incentivo a vendere, esce dal mercato. I meccanismi di mercato già esistenti possono essere potenziati con gli strumenti già a disposizione, che possono ulteriormente in funzione di nuove esigenze normative e di mercato. L’istituto della concessione si può superare. Di fatto è utile solo al ceto politico locale che potrà sostituire un soggetto con un altro. A proprio piacimento aggiungo. Quale enorme potere! È uno strumento di cui lo stato non ha bisogno per assicurare il buon funzionamento dei meccanismi di mercato nel settore balneare. Apprezzo i suoi interventi, credo anche, senza voler offendere nessuno, che come imprenditore balneare i miei interessi sarebbero meglio tutelati se al vertice di un sindacato nazionale ci fosse lei, non scherzo. Mi risponde gentilmente anche sulle piazze e vie occupate dai tavolini dei bar / ristoranti del centro? Non è suolo pubblico? Non dovrebbe essere assegnato tramite gara? Io sono un kebabbaro della via secondaria e vorrei far sedere in piazza i miei clienti in mezzo ai fighetti, non dovrei poter partecipare a una gara? Buona serata

        • Nikolaus Suck says:

          Sì è suolo pubblico anche quello, e si tratta di concessioni demaniali anche in quel caso. Il loro “problema” è che quelle non sono e non si identificano con l’attività che permettono, ma sono “ancillari”, complementari e funzionali ad attività preesistenti e che di solito si trovano in mura private. Cioè prima c’era e c’è l’attività che vive ed esiste per conto proprio (anche senza e a prescindere dalla concessione), e poi si aggiunge la concessione, funzionale a quella specifica attività, e che la completa e integra (ma solo “strutturalmente”). E difficilmente ci sono e possono esserci altri soggetti interessati e che ne trarrebbero beneficio: che ci faccio con la piazza, se non ho l’attività?
          Invece nelle concessioni balneari almeno di norma è avvenuto e avviene l’opposto: c’è prima la concessione di spiaggia, che sta e può stare da sola e ha un valore ed interesse come tale, per chiunque possa e voglia esercitarla sfruttarla come tale, e poi l’attività/l’esercizio, che o si identifica con la stessa o dipende comunque dalla concessione, e in tanto ha motivo e ragione di esistere in quanto c’è quella. In breve, senza concessione niente attività. Mentre per le piazze etc. non è così.
          Detto ciò, l’esempio del kebabbaro che fa è interessante e pertinente, in quel caso secondo me in effetti andrebbe fatta quanto meno una procedura comparativa tra gli interessati, anche se non so se e come il kebabbaro più distante possa garantire un miglior uso e sfruttamento della piazza rispetto al locale che ci sta sopra (a meno che non vogliamo farne solo una questione di chi offre di più, ma non funziona così).

  10. Ristoranti e bar del centro hanno i tavolini sulla via o sulla piazzetta un po’ ovunque. Occupano e pagano il suolo pubblico. A ristoranti e bar sulle spiagge ritiriamo le concessioni. Non sono più concessionari statali. Pagano il suolo pubblico come i ristoranti e i bar del centro. Restano autorizzazioni edilizie e commerciali a definire la natura dei servizi offerti e la tipologia di costruzioni edificabili.

    • bfo un ottima osservazione .bisogna vedere se è realizzabile..vedrai ora suck interpellera il consiglio di stato per fermare il tutto e per smontare il tutto.

  11. Speriamo che la riforma delle concessioni stabilisca dei principi di trasparenza sull’assegnazione delle concessioni e certezza nelle scadenze (senza rinnovi taciti) con scadenze giuste e non trentennali e con canoni adeguati (che devono tenere conto anche del fatturato) a seconda dell’ubicazione della predetta concessione. Infine la riforma deve prevedere quanto territorio demaniale deve essere adibito a spiaggia libera…..

    • Sono perfino d’accordo con te qui. Però abbi pazienza ma io fiducia nell’imparzialità e nell’equità della pubblica amministrazione purtroppo non ne nutro. Non è un problema di pecore nere, o di quanti sono onesti e quanti disonesti, si tratta proprio di problemi sistemici, cricche e clientele che dilagano, e anche se tu sei un funzionario onesto ti ritrovi emarginato, fuori dai giochi. A maggior ragione che chi analizza con serietà il mercato delle imprese balneari, come Draghi ha dichiarato di voler fare nei giorni precedenti le sentenze del cds, sa che consolidati meccanismi di mercato esistono già e che possono anche essere potenziati esattamente come in molti altri settori produttivi, a prescindere dalla Bolkestein.

    • Solo una cosa è certa: commentare con astio e presunzione un profilo dedicato ai balneari fa di voi dei pezzenti. Il futuro lo vivremo….

  12. Quando si parla di offerta economicamente più vantaggiosa ci si riferisce al canone o al progetto che si presenta all’atto della richiesta?? Grazie a tutti

      • Uno presenta un progetto migliore rispetto ad un altro….e se può la salvaguardia o il comune come spesso succede ritarda o addirittura glielo nega??? Ma vi rendete conto che casino viene fuori?? E non sto parlando di cose che non succedono. Qui è stato assegnato con bando uno stabilimento balneare che aveva proposto un progetto migliore rispetto agli altri candidati poi la salvaguardia ha bocciato il progetto ed è tutto fermo da 8anni fra cause e rinvii .sto parlando seriamente….a sto punto meglio il rilancio del canone almeno si è sicuri che poi uno gli venga assegnato

  13. Mettiamola così: lo stato ha permesso nel quadro normativo in vigore fino alla sentenza del cds che noi comprassimo e vendessimo la fontana di trevi a piacimento. Ok? Abbiamo atti notarili sottoscritti al cospetto di un notaio, cioè una figura che rappresenta la repubblica italiana, garante della regolarità dell’atto. Ora cambia il quadro normativo. Bene, lo stato indennizzi i soggetti penalizzati dal nuovo quadro normativo o con estensioni delle autorizzazioni commerciali per un periodo congruo (non meno di dieci anni ovviamente) o per il valore aziendale, non certo per l’importo dei beni non ancora ammortizzati che sarebbe una presa in giro per chi gli investimenti li ha fatti per opportunità imprenditoriale 7 anni fa invece che 2.

    • Nikolaus Suck says:

      Per niente. La fontana di trevi è la spiaggia, e quella è sempre stata pubblica, collettiva e non vendibile, il quadro normativo non è mai cambiato e lo Stato non ha permesso proprio un del niente. Quello che avete venduto e potuto vendere sono le aziende, le cui sorti però seguono quelle della concessione, non viceversa. Forse oltre ai libri di economica che dici di aver studiato (visto che lavori sempre le tue giornate devono avere 30 ore), avresti dovuto aprirne pure qualcuno di diritto, giusto per completare il quadro.

      • Grazie per il tono poco gentile. Ho studiato economia da giovane giovane e lavorato per un po’ di anni per fondi di investimento all’estero. Di porcate, conflitti di interesse, corruzione privata un po’ ne so.. poi ho cambiato vita comprando l‘attività che mia madre aveva gestito per anni. Tutto qui.

      • La mia concessione ha seguito le sorti della mia azienda: sig. X 1989, fondatore e primo titolare dell’azienda e primo titolare della concessione; sig. Y 2001, acquirente dell’azienda, secondo titolare dell’azienda e della concessione, sig. BFo 2013 terzo…

        • Nikolaus Suck says:

          Appunto, invece per legge è il contrario, è l’azienda che segue le sorti della concessione, e quando questa termina la cessi o porti via. Da sempre.
          Ma non avevi detto che non volevi più scrivere?

  14. Aldobrando Tognoni says:

    Superficialità , ignoranza , non certo buon senso e umana sensibilità sono state la guida dei componenti ii Consiglio di stato per arrivare a produrre una simile sentenza.

    • La sentenza del Consiglio di Stato è giusta , certo sarà un fastidio per quelli che si eran seduti comodi a gustarsi un privilegio analogo a quello di altre corporazioni italiche tuttora vergognosamente vive con la loro cornice tipicamente medievale.

  15. È avvenuto un cambio radicale del quadro normativo in cui operano le imprese balneari. Ai fini pratici poco importa che il nuovo quadro sia migliore o peggiore del precedente. Lo stato pare che voglia ora organizzare l’attività economica del comparto balneare in modo diverso. Punto. Meglio, peggio? Non si sa e non ci interessa nemmeno saperlo. L’Italia è uno stato di diritto? Sì. Governo e parlamento vogliono tutelare (impedire che la gente che ha comprato le proprie aziende, vi ha investito, perda reddito e patrimonio a seguito di un mutato quadro normativo) chi ha operato nel precedente sistema? Se la maggioranza politica vuole, ha svariati modi per farlo. Di una ovvietà lapalissiana.

  16. Andrà tutto bene, avv Quinto, nella migliore ipotesi, sarà un “casino”! Oltretutto, copieremo dagli altriPaesi membri! Che ne sanno più di noi! OPPURE NO?!?!?!?’! (Perdonate il sarcasmo)

      • Fino a quando non vedrò, in tutti gli altri Paesi membri, nessuno escluso, 30.000 imprese dal valore commerciale come quelle italiane,“ANNULLATE” improvvisamente, o al massimo con 2 anni di proroga, non potrà mai esserci GIUSTIZIA. Un principio, questo sì, di EGUAGLIANZA E TRASPARENZA che, forse, sottolineo forse, giustificherebbe la “BOLCKSTEIN” un principio elementare, che, non dovrebbe essere messo in discussione da nessuno. Perché mai, queste belle e numerose opportunità tutte italiane, devono essere messe a disposizione di tutti gli europei, mentre, gli italiani non potranno averle? Qui però, il malloppo è grosso, per cui, anche i principi fondamentali di giustizia, possono essere cancellati!

  17. Gerardo+spira says:

    Perché inaccettabile? I beni demaniali sono di proprietà pubblica. I concessionari devono accettare regole e disposizioni pubbliche.

  18. Scusate ma se ti chiama un Sindaco e ti dice:scegli hai 2 possibilità o l estensione al 2023 o l atto formale spendendo una faccata di soldi,però attento se scegli l estensione rinunci all atto formale.Chi ha scelto l estensione e stato raggirato perché ora non può più scegliere l altra possibilita o non ha più tempo.Secondo me è stato raggirato fraudolentemente

  19. ……..ora i balneari della Versilia sono disposti a pagare di più i canoni demaniali allo stato (vds.articolo sul il Tirreno del 14.11.2021) mentre prima non erano disposti per via della sciagurata situazione (rinnovi taciti delle concessioni, ecc.) che si era creata con il favore della politica a fronte di promesse di voto……VERGOGNA

  20. Fai bene Ernesto a scrivere però non dite che il turismo è saccheggiato perché voi non siete il turismo ma una sua componente tra altre come alberghi, bar, gelaterie e ristoranti che non hanno le vostre agevolazioni a parità di giorni lavorati.

    • Nikolaus Suck says:

      Lo sa benissimo ma ha e hanno bisogno di fare numero e massa, perché da soli a stento riempiono una piazza. Come l’ultima volta che hanno, o dicono di avere, manifestato. Non lo ha notato e non se ne ricorda nessuno.

  21. Pare che nel caso standard le concessioni saranno di 6 anni (su per giù, magari qualcosa in più a seconda dei progetti). Le concessioni per le libere attrezzate che i comuni stanno mettendo a gara in questi ultimi anni con annessi baretti/ristoranti effettivamente sono molto spesso di 6 anni. Queste aziende non pagheranno mai un euro di tasse: partono con forti investimenti da ammortizzare e in tanti casi potrebbero avere una speranza di vita appunto di 6 anni. Potrebbe andare bene per chi ha tanti soldi da riciclare, ma non per chi fa un discorso economico serio (e si spera onesto!)
    A guadagnarci sarà non la pubblica amministrazione, ma i pubblici amministratori, e il loro indotto. Per esempio vi indirizzeranno facilmente per la costruzione verso le aziende ‘convenzionate’.
    Io stesso, imprenditore balneare da quasi una decina di anni, se per vincere la gara per riprendermi la mia attività che ho comprato 10 anni fa dovessi impegnarmi a investire forti somme per ricostruire (una struttura che ha 10 anni di vita, sembra nuova e già approvata da comune, regione, dogane ecc ecc) per soli sei anni, credo che non parteciperò. Per sei anni posso che ne so, cambiare i bicchieri.

    • Nel nuovo sistema (che o persone gravemente cretine o persone intelligenti ma gravemente disoneste chiamano libero mercato) fare l’imprenditore balneare vorrà dire mettersi in affari col comune. Cioè con sindaci, assessori, funzionari e indotto vario. Io mi sa che in ogni caso giro i tacchi.

  22. Nel nuovo sistema (che o persone gravemente cretine o persone intelligenti ma gravemente disoneste chiamano libero mercato) fare l’imprenditore balneare vorrà dire mettersi in affari col comune. Cioè con sindaci, assessori, funzionari e indotto vario. Io mi sa che in ogni caso giro i tacchi.

  23. Giovanni Isabello says:

    Vedo commenti Meschini, gente frustrata soddisfatta della Sofferenza altrui. Un plauso a tutti gli operatori balneari in questo momento difficile per loro e per le loro famiglie, auguro che finisca nel più bel modo possibile la loro disavventura

  24. Questo “confronto”, ora più che mai, anche con il CDS, non potrà, per ovvi motivi, fermarsi qui. Dobbiamo dire grazie alla collaborazione di MONDOBALNEARE, una testata, importantissima, per la quale, temo anche il peggio, proprio perché da maggiori possibilità agli (ex!) operatori del settore, di esprimere le proprie opinioni, cosa che i principali media di “regime” non fanno, anzi, sono quelli che hanno contribuito a “lavare” i cervelli, motivo per cui, a mio modesto avviso, potrebbe avere qualche “PROBLEMA”, proprio perché, dando la possibilità a tutti, di potersi confrontare, prima o poi si comprenderà, la portata, di questo SPORCO AFFARE, tutte le balle che si stanno raccontando, verranno a galla. Si vuol far credere che un intero popolo, non rispettava le leggi europee;
    dove stanno i Paesi membri che invece le rispettavano? Quando mai ci sono state le “aste”? Chi usufruirà di questa ricchezza, prodotta principalmente dagli ex balneari?!?!?!!!

  25. Il problema per i cittadini non è quello di cambiare padrone, ma di ritornare padroni delle spiagge, beni demaniali pubblici, troppo privatizzate e cementificate senza ritegno. Questo ha portato all’arricchimento di cordate di gestori che pur pagando canoni iniqui, si sono di fatto appropriati di sostanziali ed esagerate quantità di spiagge e coste pubbliche, e le migliori!
    Il colmo della rapina si è consumato in Liguria dove le spiagge privatizzate, salatissime e alcune irraggiungibili dai comuni mortali, sono l’86 per cento, contro un ridicolo 14 per cento di spiagge libere. Un vero scandalo! I rimasugli di spiagge libere spesso sono poi occupati da concessioni temporanee come spiagge attrezzate, con deroga a occupare stabilmente lo spazio attrezzato. Una vergogna italiana giocata massacrando il contribuente di tasse e negandogli la libertà di usufruire liberamente del bene pubblico.
    Speriamo che l’Europa sistemi questo nefasto sfruttamento della popolazione! Reso possibile da amministratori e governanti vergognosamente compiacenti.

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