Nuovi controlli sul litorale calabrese riportano in primo piano il tema del rispetto dei confini del demanio marittimo. Nell’ambito dell’operazione nazionale “Mare e Laghi Sicuri 2026”, i militari della Guardia Costiera hanno eseguito una serie di verifiche sulle spiagge di Cirò Marina, concentrandosi su alcune strutture balneari del territorio comunale.
Rilievi tecnici e difformità sulle superfici
Secondo quanto riferito dalla Capitaneria di Porto, i rilievi tecnici avrebbero evidenziato una differenza tra le superfici riportate nei titoli concessori e le aree effettivamente occupate dagli stabilimenti con ombrelloni e lettini. Le misurazioni effettuate sul posto indicano superfici eccedenti di circa 600, 800 e 1.400 metri quadrati per i tre rispettivi impianti, con porzioni di arenile che risultavano sottratte alla spiaggia libera.
I responsabili delle strutture hanno provveduto immediatamente a riportare le attrezzature all’interno dei perimetri autorizzati, liberando le aree contestate e restituendole alla fruizione generale dei bagnanti. L’intervento rientra nel quadro delle attività di controllo avviate con l’inizio della stagione estiva per garantire una corretta gestione delle concessioni lungo la costa crotonese.
I provvedimenti amministrativi e giudiziari
Per i titolari dei lidi è scattato il deferimento alla Procura della Repubblica di Crotone per ipotesi di reato legate all’occupazione di suolo demaniale. Contestualmente, il Comune di Cirò Marina, in qualità di ente gestore del demanio, è stato chiamato a valutare gli eventuali indennizzi dovuti per le superfici eccedenti. Gli accertamenti amministrativi e giudiziari proseguiranno nelle prossime settimane.
Complessità cartografiche e tutela delle imprese
La vicenda si inserisce in un contesto in cui le imprese balneari, soprattutto nei tratti più turistici del litorale, devono confrontarsi con norme, planimetrie e misurazioni spesso complesse, proprio nel momento cruciale della stagione.
L’azione di controllo della Guardia Costiera, che continuerà in coordinamento con l’autorità giudiziaria, viene presentata come uno strumento di tutela sia dei bagnanti sia delle numerose aziende che operano nel costante rispetto dei limiti concessori, investendo quotidianamente in servizi, sicurezza e qualità dell’accoglienza.
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