Lazio Norme e sentenze

Concessioni balneari, Tar Latina boccia Comune di Gaeta: annullati project financing e proroga al 2027

Accolto il ricorso dell’Antitrust: per i giudici violati i principi europei di trasparenza e concorrenza. Il Comune dovrà procedere con le gare pubbliche

Ennesimo stop della giustizia amministrativa sul fronte delle concessioni balneari. Il Tar Latina, II Sezione, con la sentenza n. 562 depositata ieri ha accolto il ricorso promosso dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) contro il Comune di Gaeta, annullando tredici provvedimenti relativi all’approvazione di progetti di finanza collegati a concessioni demaniali marittime.

Secondo il Tribunale amministrativo, le procedure adottate dal Comune avrebbero violato i principi europei di pubblicità, trasparenza, par condicio e massima partecipazione, ritenuti centrali nella disciplina delle concessioni demaniali. La sentenza afferma quindi l’obbligo per l’amministrazione comunale di procedere attraverso gare pubbliche aperte e comparative.

Il pronunciamento riguarda anche un tema particolarmente delicato nel panorama nazionale, quello del ricorso al project financing come strumento per la gestione o il rinnovo delle concessioni balneari. Una modalità che, secondo l’AGCM, rischierebbe di aggirare i principi concorrenziali europei qualora non accompagnata da procedure realmente aperte al mercato.

Oltre ai tredici project financing, il Tar ha annullato anche il provvedimento con cui il Comune di Gaeta, il 1° aprile 2025, aveva disposto una proroga generalizzata delle concessioni balneari fino al 30 settembre 2027. La proroga riguardava sia i tredici concessionari interessati dai project financing sia tutte le altre concessioni demaniali presenti sul territorio comunale.

La decisione rappresenta un ulteriore tassello nel complesso contenzioso nazionale sulle concessioni balneari, mentre il Governo è impegnato nella definizione del bando-tipo nazionale. Proprio il tema delle proroghe automatiche e delle procedure comparative resta al centro del confronto tra amministrazioni locali, operatori del settore e Antitrust. La sentenza del Tar Latina conferma inoltre l’orientamento ormai consolidato della giurisprudenza amministrativa italiana ed europea, che considera incompatibili con i principi della concorrenza le proroghe generalizzate delle concessioni senza procedure selettive pubbliche.

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