Nel video qui sopra, analizziamo la risposta del governo alla Commissione europea per difendersi dalla minaccia di procedura di infrazione sulle concessioni balneari, recapitata da Bruxelles lo scorso 16 novembre. Sono tre i punti salienti della risposta del governo (che abbiamo pubblicato per intero su Mondo Balneare): la difesa del lavoro di mappatura del demanio marittimo svolto la scorsa estate, l’argomentazione a favore della proroga di un anno e la richiesta di più tempo per varare una riforma organica del settore.
Nelle conclusioni della lettera c’è l’aspetto più controverso: il governo Meloni dichiara infatti di voler disciplinare le evidenze pubbliche, contraddicendo in questo modo le promesse fatte durante l’ultima campagna elettorale. Ma dall’altra parte, la volontà di temporeggiare cela il rischio che il tema delle spiagge diventi per l’ennesima volta un tema di propaganda, in vista delle elezioni europee del prossimo giugno.
La questione è urgente e non può più essere rinviata. Il governo deve fare in fretta a decidere su alcuni aspetti: come saranno rinnovati i titoli in scadenza, quanto dureranno e quali saranno i criteri per calcolare l’esperienza professionale e il valore aziendale.
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