Attualità Basilicata Fiba-Confesercenti Notizie locali

Concessioni balneari, in Basilicata FIBA propone il modello Calabria

Massimo De Lorenzo si oppone alla proroga di cinque anni chiesta dal sindaco di Policoro e sollecita una ricognizione delle coste

Il delegato FIBA Confesercenti Matera chiede alla Regione una ricognizione delle coste e un tavolo tecnico con le associazioni di categoria. Al centro della proposta, la verifica della scarsità della risorsa spiaggia e la certezza del diritto per gli investimenti

Una ricognizione delle coste lucane e un percorso ispirato al modello Calabria, anziché una proroga generalizzata di cinque anni. È la proposta di Massimo De Lorenzo, delegato FIBA Confesercenti Matera, che interviene nel dibattito sulle concessioni demaniali marittime in risposta al sindaco di Policoro Enrico Bianco.

Pur condividendo la necessità di sostenere gli operatori turistici, De Lorenzo considera l’estensione quinquennale una risposta insufficiente alle esigenze delle imprese. Secondo il rappresentante di categoria, una proroga generalizzata rischierebbe di alimentare nuovi contenziosi senza offrire un orizzonte adeguato per programmare gli investimenti, recuperare quelli già sostenuti e ricostruire le attività danneggiate.

La strada indicata passa invece dalla verifica dell’effettiva scarsità della risorsa spiaggia, attraverso un’iniziativa regionale che tenga conto delle caratteristiche del litorale lucano e delle condizioni in cui operano le imprese.

Il riferimento all’ordinanza europea e al modello Calabria

Nel motivare la propria proposta, De Lorenzo richiama l’ordinanza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 10 luglio 2026, relativa alla causa C-574/25, Balneari Rimini II. Il provvedimento affronta, tra gli altri aspetti, la verifica della scarsità delle risorse naturali e l’individuazione dell’autorità competente a valutarla.

Secondo il delegato FIBA Confesercenti, la Basilicata dovrebbe partire da questo accertamento, anziché affidarsi a proroghe automatiche e generalizzate, per individuare un percorso compatibile con la disciplina europea.

Il riferimento è alla Calabria, che con la legge regionale n. 15 del 14 maggio 2026 ha disciplinato le modalità di assegnazione e proroga delle concessioni demaniali marittime a uso turistico-ricreativo. Il 15 ottobre la Regione ha inoltre annunciato l’approvazione delle linee guida sulla valutazione della scarsità della risorsa spiaggia e dell’interesse transfrontaliero certo.

De Lorenzo propone di valutare un adattamento di questa impostazione al territorio lucano. Nel richiamare l’esperienza calabrese, ricorda anche la mancata impugnazione della legge regionale da parte del Governo, comunicata dalla Regione nel luglio scorso.

Una ricognizione delle coste per ampliare le opportunità

La proposta prevede una ricognizione complessiva delle coste della Basilicata, finalizzata a verificare la disponibilità delle spiagge e la possibilità di individuare ulteriori aree da destinare alle attività turistico-balneari.

Nell’impostazione sostenuta da De Lorenzo, l’ampliamento delle aree utilizzabili dovrebbe favorire nuove opportunità imprenditoriali senza penalizzare gli operatori già presenti. Il percorso dovrebbe inoltre preservare spiagge libere e accessibili, conciliando lo sviluppo turistico con la tutela del patrimonio costiero.

Per le future procedure selettive, il rappresentante di categoria propone di valorizzare, nei limiti consentiti dalla normativa europea, l’esperienza professionale e la qualità dei progetti. Tra gli elementi indicati figurano gli interventi realizzati per la sicurezza, la sostenibilità ambientale, l’accessibilità e la tutela del territorio.

La ricostruzione dopo la tromba d’aria

A rendere più urgente il tema degli investimenti è anche la necessità di ricostruire le strutture danneggiate dal maltempo. De Lorenzo richiama la tromba d’aria del 2 settembre scorso, che, secondo quanto riferisce nella nota, ha provocato ingenti danni alle strutture turistiche del litorale metapontino, mettendo in difficoltà imprese e famiglie.

Per il delegato, le imprese chiamate a sostenere i costi della ripartenza hanno bisogno di prospettive giuridiche ed economiche stabili, che consentano di programmare gli interventi, accedere al credito e recuperare gli investimenti non ancora ammortizzati.

È in questo contesto che De Lorenzo considera insufficiente una proroga di cinque anni. La priorità indicata è individuare strumenti compatibili con il diritto europeo capaci di assicurare un orizzonte adeguato agli investimenti, nel rispetto della concorrenza e della tutela della risorsa pubblica.

La richiesta di un tavolo tecnico regionale

Per avviare il confronto, De Lorenzo si rivolge all’assessore regionale Pepe, al presidente della Regione, alla giunta e al consiglio regionale, chiedendo la convocazione immediata di un tavolo tecnico con le associazioni di categoria.

Il confronto dovrebbe servire a verificare se e come l’esperienza calabrese possa essere adattata al territorio lucano, individuando regole che offrano prospettive agli operatori già attivi e spazio a nuove iniziative imprenditoriali, nel rispetto della concorrenza e della tutela delle coste.

© Riproduzione Riservata

Clicca qui sotto e inizia a seguirci sulle nostre pagine social per rimanere aggiornato