Cna Balneari

Cna da Rimini lancia la battaglia contro le gare

Il coordinatore Cristiano Tomei attacca il governo e gli altri sindacati, rifiutando l'attuale riforma

RIMINI (ore 14.51) – È all’insegna dello «sgomento» la presenza di Cna Balneatori al Sun di Rimini. Questa la parola più volte usata dal coordinatore di Cna Balneatori, preoccupato non solo per «le demoralizzanti anticipazioni sulla riforma delle concessioni balneari pronunciate dal deputato Tiziano Arlotti» e pubblicate da Mondo Balneare, ma anche perché «si sta lavorando sottotraccia, e pare senza l’opposizione di alcuni miei colleghi, per portare le nostre imprese all’evidenza pubblica».

Dopo la partecipazione al presidio di protesta organizzato stamane all’ingresso della fiera dal Comitato salvaimprese (un «segnale importantissimo contro il governo» secondo Tomei), l’assemblea sindacale è iniziata con un duro attacco da parte del coordinatore nazionale: «Si danno le evidenze pubbliche come inevitabili, ma non ci è stato ancora presentato un testo su cui basarsi per avviare un vero negoziato. Chiediamo di averlo subito per poterlo sottoporre all’approvazione dei balneari, che sono i diretti interessati al futuro delle loro imprese: questa sarebbe l’unica strada democratica, invece pare che si stia lavorando sottotraccia… e senza l’opposizione di chi fa il mio stesso lavoro. All’ultimo incontro con il ministro agli affari regionali Enrico Costa, a ribellarsi oltre a Cna c’è stata solo Itb Italia e anche Assobalneari-Confindustria a quanto pare si è dissociata, dal momento che non parteciperà all’assemblea unitaria di domani».

«Le evidenze pubbliche non sono l’unica strada possibile – ha aggiunto Tomei – e lo abbiamo dimostrato con i nostri avvocati: chiediamo il legittimo affidamento delle concessioni, in nome del contratto di rapporto fiduciario che ci ha consentito il rinnovo automatico per costruire le nostre imprese. Non crediamo agli atti formali, ai piani di investimento, ai meccanismi di premialità o agli indennizzi: sono solo storielle che ci raccontano per portarci dritti all’asta; oltretutto nemmeno la Commissione europea è d’accordo con questi paletti, come avete letto dal verbale dell’incontro tra il sottosegretario Sandro Gozi e il commissario Lowri Evans. Le imprese sono nostre e non accetteremo nient’altro che il legittimo affidamento per le attuali concessioni. A evidenza pubblica possono andarci le spiagge libere: secondo i dati che ci sono arrivati da 250 Comuni costieri, si tratta del 48% dei litorali, che significa che sulle coste italiane c’è posto per tutti. Per dimostrarlo siamo pronti anche a tornare in piazza come a Bologna nel 2012».

Al termine dell’assemblea, Cna ha messo ai voti la proposta di legge regionale per il legittimo affidamento (l’abbiamo anticipata in questo articolo), che è stata approvata all’unanimità. Domani sarà inviata a tutte le Regioni costiere per chiedere alle varie giunte di convertirla in norma.

Questo il testo della legge, composta da un solo articolo:

La Regione riconosce il principio del legittimo affidamento come stabilito dalla Corte di Giustizia UE che ha affermato chiaramente che il principio è parte dell’ ordinamento giuridico comunitario e la sua inosservanza costituisce una violazione del Trattato. La Regione riconosce nel legittimo affidamento l’ elemento fondamentale dello Stato di diritto: merita una specifica tutela l’ affidamento di ciascun cittadino il quale ha riposto la sua fiducia nel perdurare di un determinato assetto giuridico. La Regione riconosce il principio volto alla tutela dell’ affidamento di concessionari demaniali marittimi che, una volta riconosciuti dall’ autorità amministrativa attraverso un atto che si presuppone legittimo, non possono vedere, in un secondo tempo, sacrificati i loro diritti.

Per leggere il testo completo del documento approvato da Cna, clicca qui.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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