Calabria Sib-Confcommercio

Catanzaro, balneari contro impianti eolici offshore

«Siamo assolutamente contrari alla nascita di ulteriori parchi eolici in provincia di Catanzaro e uniti nella battaglia con i colleghi di Crotone». Lo afferma una nota del Sib-Confcommercio Catanzaro. «Sia sulla terraferma che in mare questi enormi mostri stanno distruggendo il paesaggio e ora rischiano di compromettere irrimediabilmente anche la risorsa principale della Calabria: il turismo. Non vogliamo che venga assolutamente preso in considerazione nessun impianto eolico offshore e, anzi, rilanciano l’idea di non installarne mai in mare, in quanto non solo non hanno portato nessun beneficio ad alcun territorio, se non alle tasche di pochi, ma hanno deturpato le nostre colline e le nostre montagne».

Prosegue il Sib Catanzaro: «Forse non tutti sanno che le regioni italiane con maggiore surplus di produzione totale di energia elettrica rispetto alla richiesta sono la Puglia (+12,8 terawattora) e la Calabria (+11,5 terawattora), mentre quelle con maggiori deficit sono Lombardia (-24,1 terawattora), Veneto (-16,2 terawattora), Campania (-7,7 terawattora) ed Emilia-Romagna (-6,8 terawattora). Insomma, i calabresi esportano energia e permettono a lombardi, veneti, emiliani e romagnoli di poter accendere le luci nelle proprie case e nelle proprie fabbriche. E, paradosso dei paradossi, mentre i calabresi non dovrebbero pagare l’energia elettrica, invece pagano più dei lombardi, dei veneti, degli emiliani e dei romagnoli che producono energia in minima parte. Tutto questo a causa di una tassa “razzista”, ovvero il “fattore Omega” applicato ai Comuni in pre-dissesto e alle aziende in difficoltà di pagamento che penalizza paradossalmente le regioni che producono molta più energia di quella che consumano e che la immettono nel resto nel circuito nazionale, senza averne dunque alcun vantaggio».

«Nel frattempo – denuncia il sindacato dei balneari di Catanzaro – chi ha grande necessità di energia come l’Emilia-Romagna ha bocciato l’idea degli impianti offshore davanti alle coste di Rimini e Riccione. Eppure la costa adriatica non produce energia elettrica, ma sfrutta quella prodotta in Calabria. Gli emiliano-romagnoli non sono fessi, hanno puntato sul turismo e sanno che questi mostri che deturpano il territorio, di “green” hanno solo l’etichetta. Chiediamo quindi a tutti i consigli comunali della costa jonica di dire no a nuovi impianti eolici e a maggior ragione a quelli offshore, e invitiamo il presidente della Provincia di Catanzaro nonché sindaco della città capoluogo Sergio Abramo e il consiglio comunale a prendere una decisione chiara e immediata. Per una volta dimostrino con i fatti che sono dalla parte dei calabresi e non delle lobby».

«Il nostro sindacato non permetterà più ulteriori scempi», conclude la nota del Sib Catanzaro. «Noi viviamo di turismo e non possiamo permettere a nessuno di distruggere il nostro mare e il nostro territorio. Invitiamo quindi tutti i consigli comunali, la società civile calabrese, i sindacati e gli esponenti politici di qualsiasi partito a deliberare contro questo scempio che produrrà danni economici permanenti e irrimediabili per decenni. La Calabria grazie alle centrali idroelettriche e ad altri strumenti meno invasivi rispetto ai parchi eolici produce più energia di quanto ne ha bisogno. Il paesaggio andrebbe tutelato come non mai, anzi andrebbe valorizzato in quanto patrimonio collettivo. La realizzazione di parchi eolici marini non porterà nessun vantaggio ai calabresi e produrrà danni alla pesca al turismo, sfregiando il paesaggio per sempre. Invitiamo tutte le amministrazioni coinvolte sulla costa jonica a seguire l’esempio di Crotone a deliberare subito contro questo scempio annunciato: la tutela del paesaggio è la tutela della nostra storia, delle nostre bellezze naturali e di un patrimonio unico, che malgrado la scarsa cura è ancora in gran parte incontaminato. Basta eolico!».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sib Confcommercio

Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
Seguilo sui social:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.