Notizie locali Sicilia Sindacati e associazioni

Catania, stagione balneare al sicuro

Le rassicurazioni del presidente del Sib Ignazio Ragusa dopo il braccio di ferro a Palermo.

di Francesco Lamiani

Mentre a Palermo è in corso un braccio di ferro fra Comune e titolari dei lidi sul piano di utilizzo del demanio marittimo (vedi notizia), i bagnanti etnei e soprattutto gli esercenti dovrebbero dormire sonni tranquilli grazie al patto territoriale che nel 2001 permise la riorganizzazione della Plaia.

«Il patto territoriale Catania Sud mette al riparo la stagione balneare dei catanesi», afferma il presidente regionale del Sindacato italiano balneari -Confcommercio, Ignazio Ragusa, commentando la querelle palermitana e ovviamente facendo riferimento al mare targato Catania e al ‘famoso’ patto territoriale del 2001. Si tratta di un piano particolareggiato della gestione delle coste redatto con la partecipazione congiunta di Comune di Catania, Provincia e ovviamente dei gestori dei lidi, un documento che venne poi avallato dalla Regione e adoperato come esempio virtuoso. In pratica si avviò un processo di decementificazione e riqualificazione della Plaia che ha poi cambiato il look alla spiaggia più nota del capoluogo siciliano. «Nel 2001 venne ridisegnata la planimetria della Plaia e si ebbe la lungimiranza di guardare oltre», continua Ragusa, che proprio in queste ore sta lavorando alla riapertura del proprio stabilimento.

Più complessa, invece, la questione delle deroghe concesse ai Comuni dalla Regione nelle redazione dei piani di utilizzo del demanio marittimo: finora si è proceduto a seconda delle morfologiche delle coste e territoriali. «Le deroghe sono importanti perché sono frutto delle diversità dei territori – dice Ragusa – un lido in una zona sabbiosa è differente da uno costruito sugli scogli, ed è logico che non si possa uniformare tutto. Bisogna agire con il metro del buonsenso».

Il presidente regionale del Sib, ovviamente, osserva con la dovuta attenzione quanto sta accadendo a Palermo e ricorda che è ancora pendente un ricorso sull’aumento del suolo demaniale che ha fatto schizzare al 600% la quota richiesta dalla Regione agli esercenti. «Sono tutti elementi che scoraggiano – dice Ragusa – se poi aggiungiamo che, già 2015, esiste il rischio di un’asta di questi territori allora ci spieghino perché dovremmo investire. Il nostro è comparto che soffre la crisi, ma che continua ad occupare tantissime persone».

da BlogSicilia.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mondo Balneare

Dal 2010, il portale degli stabilimenti balneari italiani: notizie quotidiane, servizi gratuiti, eventi di settore e molto altro.
Seguilo sui social:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.