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Capacchione (Sib): “Bene parole Barbera su separazione dei poteri”

Il presidente del Sindacato italiano balneari apprezza l'intervento del presidente della Corte costituzionale

«Apprezziamo quanto detto ieri dal presidente della Corte costituzionale Augusto Barbera, nella sua relazione annuale alla presenza del Capo dello Stato e delle più alte cariche istituzionali». Lo afferma Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari di Confcommercio. Barbera ha rimarcato la necessità della separazione dei poteri e del rispetto delle prerogative parlamentari, con queste parole: «In un sistema costituzionale fondato sulla separazione dei poteri, al rigoroso rispetto delle decisioni delle magistrature deve corrispondere l’altrettanto rilevante rispetto delle decisioni delle sedi parlamentari, espressione della sovranità popolare. Non si può non manifestare un certo rammarico per il fatto che nei casi più significativi il legislatore non sia intervenuto, rinunciando a una prerogativa che a esso compete».

Così Capacchione commenta le parole del presidente della Consulta: «La questione delle concessioni demaniali è paradigmatica di un eccesso di giurisdizione e della sostituzione dei giudici al legislatore. Proprio sui balneari si assiste a una “invasione di campo” da parte della giustizia amministrativa, che detta i tempi della durata delle concessioni demaniali marittime e financo le modalità di assegnazione. Sostituendosi al parlamento ed espropriando allo stesso le sue esclusive prerogative legislative».

«Nella nostra lettera ai presidenti di Camera e Senato abbiamo, fra l’altro, stigmatizzato la loro supina accettazione delle sentenze del Consiglio di Stato», prosegue Capacchione, riferendosi alla missiva inviata ieri ai presidenti del Senato Ignazio La Russa e della Camera Lorenzo Fontana. «Inutile legiferare, se poi il Consiglio di Stato non applica quanto deciso dal parlamento! La sovranità e le leggi spettano al parlamento, e non ai giudici».

«È stato grave e sbagliato che il governo e il parlamento non abbiano rivendicato le proprie prerogative legislative di fronte a un Consiglio di Stato che, in un eccesso di giurisdizione, si è sostituito al legislatore», sottolinea Capacchione. «Come abbiamo ripetutamente chiesto, il Consiglio di Stato andava, e se persiste va, trascinato davanti alla Corte costituzionale, così come il Sib ha fatto ricorrendo alla Corte di Cassazione a sezioni unite. Il parlamento, non sollevando il conflitto di attribuzione ex articolo 134 della Costituzione, a differenza di come fa pacificamente in altri casi (si veda per esempio l’ordinanza della Consulta n. 179/2023 su ricorso della Camera del 28 febbraio 2023 avverso una sentenza di Consiglio di Stato e Cassazione), nel caso delle concessioni demaniali marittime ha di fatto lasciato soli i balneari e i Comuni di fronte a un Consiglio di Stato che continua a sostituirsi al legislatore. È stato un brutto segnale alla pubblica amministrazione».

Conclude il presidente del Sib: «Nel momento in cui il Consiglio di Stato disapplica la legge varata dal parlamento e il governo o il parlamento non lo contestano nelle sedi proprie, cioè davanti alla Corte costituzionale, è evidente che i funzionari comunali non “vedono” più la legge, ma si orientano sulle “sentenze”. I problemi dei balneari nascono da questo! È un errore di analisi e un falso obiettivo pensare che il problema siano la procedura di infrazione (ne abbiamo 71 pendenti) o il parere motivato (ne abbiamo 18 e il più vecchio risale a oltre dieci anni fa). Certa politica cerca ancora una volta di fuggire dalle proprie responsabilità. Il governo e il parlamento devono riappropriarsi delle loro prerogative con una legge da difendere in ogni sede. E devono farlo presto. Ogni giorno che passa è un pezzo di balneari che perdono aziende e lavoro».

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Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
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