Attualità

Canoni pertinenziali, Commissione finanze verso una soluzione

È iniziata ieri la discussione della risoluzione firmata da De Maria (Pd) per rivedere i canoni pertinenziali a favore di una maggiore equità

di Alex Giuzio

Il governo Letta sta lavorando a una soluzione per il problema dei canoni pertinenziali. È infatti approdata ieri alla Commissione finanze della Camera dei deputati una risoluzione sostenuta dal Pd per chiedere al governo un atto di contrasto contro i maxi canoni delle circa trecento concessioni demaniali marittime che, in seguito alla Finanziaria 2007 che ha introdotto l’applicazione di spropositati valori OMI per gli stabilimenti balneari incamerati dallo Stato, hanno subìto aumenti fino al 300%, con concessioni schizzate ad esempio da 2.200 a 80.000 euro annui. Una situazione economicamente insostenibile per gli imprenditori balneari colpiti dalla misura, che da alcuni mesi sono riusciti a far accendere i riflettori sulla loro causa, grazie soprattutto all’appoggio delle associazioni di categoria e dell’Anci che sono stati a loro volta sollecitati dal comitato I Figli di Nessuno, fondato da alcuni concessionari pertinenziali.

Nel testo della risoluzione (la 7/00004 del 15 maggio 2013), che ha come primo firmatario il deputato bolognese Andrea De Maria (Pd), si chiede di rivedere i criteri di calcolo delle concessioni sulle pertinenze al fine di superare i contenziosi in atto e consentire alle imprese di recuperare la cifra dei canoni versati in eccesso (clicca qui per leggere il testo integrale).

Come spiega il deputato De Maria, «è urgente rivedere i canoni delle attività commerciali marittime, modificando la normativa esistente, e prevedere forme di rimborso per chi ha sostenuto spese ingiustificatamente esose. Nella risoluzione che ho presentato chiedo al governo di individuare opportune soluzioni che consentano di giungere alla revisione dell’imposizione a carico delle pertinenze destinate ad attività commerciali, terziario-direzionali e di produzione di beni e servizi. La Finanziaria 2007, rinormando i canoni demaniali, ha creato numerosi contenziosi, differenze di trattamento a parità di analoghi utilizzi e una situazione di incertezza nel 3% degli operatori del settore. I criteri introdotti nel 2007 prevedono infatti l’applicazione dei valori medi indicati dall’Osservatorio del mercato immobiliare (OMI) dell’Agenzia del territorio per la zona di riferimento, commisurati alla superficie complessiva, abbattuta per scaglioni, delle pertinenze demaniali marittime, qualora, adibite ad attività commerciali, terziario-direzionali o di produzione di beni e di servizi. La mia risoluzione è nata soprattutto dal bisogno di una maggiore equità all’interno di un settore, quello turistico, molto importante per il paese soprattutto in un momento di forte crisi economica. E sappiamo che il governo sta già lavorando per migliorare questa situazione inaccettabile».

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