Sicurezza

Cambiano i colori delle bandiere in spiaggia: le nuove regole

L'Italia si uniforma al resto d'Europa per segnalare le condizioni del mare. Stabilita anche la nuova durata del servizio di salvataggio obbligatorio.

Addio alla bandiera bianca sulle spiagge, che in Italia ha sempre indicato il mare calmo e la presenza del bagnino di salvataggio. Una circolare del Comando generale delle Capitanerie di porto, emanata mercoledì 16 aprile, ha proposto l’introduzione di un nuovo sistema di segnalazione per uniformarsi al resto d’Europa. Il significato delle bandiere italiane bianca, rossa e gialla era peculiare del nostro paese, mentre negli altri stati esiste un sistema “a semaforo”, di comprensione più universale.

La circolare del comando generale delle Capitanerie di porto fornisce indicazioni sul colore delle bandiere, uniformandolo a quanto largamente diffuso a livello europeo:

  • Verde: servizio di assistenza attivo, condizioni favorevoli;
  • Gialla: servizio attivo, condizioni meteo-marine potenzialmente rischiose;
  • Rossa: balneazione sconsigliata o pericolosa, con o senza servizio attivo.

In precedenza non esistevano delle regole uniformi a livello nazionale sulle bandiere da issare nelle spiagge. Generalmente, la bandiera bianca indicava le condizioni tranquille del mare e la presenza del bagnino di salvataggio; mentre quella rossa avvisava del mare agitato e potenzialmente pericoloso. Tuttavia, ogni località aveva le sue combinazioni: per esempio, in Romagna si issavano la bandiera bianca e rossa insieme per avvisare dell’assenza del bagnino di salvataggio, mentre in Versilia per lo stesso messaggio si usavano la bandiera gialla e rossa.

L’assenza di regole uniformi e la differenza col resto d’Europa generava molti problemi di comprensione, soprattutto fra i turisti stranieri, abituati al sistema “a semaforo”. Lo scorso gennaio, su Mondo Balneare, un articolo di Dario Giorgio Pezzini e Francesco Bianchi aveva sottolineato le criticità del sistema italiano delle bandiere in spiaggia. La circolare del Comando generale delle Capitanerie di porto sembra avere recepito molti dei suggerimenti contenuti in quell’articolo.

La nuova durata del servizio di salvamento

La circolare di mercoledì interviene anche sulla durata obbligatoria del servizio di salvamento. Il ministro alle infrastrutture Matteo Salvini, con il dispaccio n. 13384 del 16 aprile 2025, aveva invitato a rendere omogenea su tutto il territorio nazionale la durata della stagione balneare e il rispetto dell’obbligo del salvamento. A seguito del dispaccio di Salvini, il Comando generale delle Capitanerie di porto ha emanato il giorno stesso la nuova circolare esplicativa n. 54363, che supera quanto disposto il 27 agosto dello scorso anno.

Con il dispaccio n. 113761 del 27 agosto 2024, il Comando generale delle Capitanerie di porto aveva fornito precise indicazioni in merito alla disciplina e all’organizzazione del servizio di salvataggio, stabilendone il periodo obbligatorio dal 1° maggio al 30 settembre e ritenendo incompatibili eventuali diverse previsioni delle Regioni e dei Comuni, in ragione del sovraordinato interesse della salvaguardia della vita umana in mare. Invece, con la nuova circolare di mercoledì scorso, il Comando generale delle Capitanerie di porto ha recepito l’indicazione del ministro, stabilendo l’obbligo del salvamento dal 17 maggio 2025 al 21 settembre 2025.

Infine, per quanto riguarda la richiesta documentale di analisi del rischio, che alcune Capitanerie di porto iniziavano a chiedere, la nuova disposizione chiarisce che “al momento non ne è prevista l’applicazione ai singoli stabilimenti balneari”.

«Nel complesso si tratta di nuove disposizioni certamente migliorative rispetto a quanto prescritto con il precedente dispaccio del 27 agosto, ancorché non risolutive delle criticità da noi evidenziate per il reclutamento del personale nei mesi di maggio e settembre adibito all’assistenza ai bagnanti», ha commentato il presidente del Sib-Confcommercio Antonio Capacchione. «Problematiche che è opportuno evidenziare nell’interlocuzione con le autorità marittime territoriali in occasione dell’emanazione delle nuove ordinanze in materia, invocando, in proposito, quanto anche sottolineato nella nuova circolare del Comando generale sulla necessità di considerare “gli aspetti inerenti alla pressione antropica sugli spazi di arenile che è più concentrata nei fine settimana”».

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