Attualità

Bolkestein, Basso (Lega) a Breton: “Ue ascolti le ragioni dell’Italia”

L'europarlamentare durante l'audizione del commissario al mercato interno: "In gioco il futuro di migliaia di imprese turistiche"

«La stagione estiva è alle porte e in Italia un’intera categoria ha perso la fiducia nel futuro, a causa dell’applicazione della direttiva Bolkestein alle concessioni demaniali marittime a uso turistico-ricreativo, che da tempo ha gettato nel caos e nell’incertezza il comparto balneare italiano». Lo ha affermato l’europarlamentare della Lega Alessandra Basso nel suo intervento durante l’audizione del commissario al mercato interno Thierry Breton da parte della commissione Imco (responsabile della supervisione e del controllo legislativo delle norme Ue sul mercato unico, NdR). Guarda il video dell’intervento »

puliscispiaggia

«A fine 2020 l’Italia ha ricevuto una lettera di messa in mora dalla Commissione Ue sulla legge 145/2018, che estendeva la durata delle concessioni marittimo-demaniali fino al 2033 per dare la possibilità al governo italiano di verificare le condizioni di applicabilità della direttiva Bolkestein, così come le ha indicate la Corte di giustizia europea», ha ricordato Basso. «L’Italia ha risposto e oggi si è aperto uno spazio importante per interloquire».

«Abbiamo fiducia nel governo Draghi affinché si possa trovare una soluzione che sappia tenere conto delle particolarità del comparto balneare italiano, unico in Europa», ha concluso l’europarlamentare. «Il commissario Breton e l’Ue tengano un approccio positivo verso l’Italia, ascoltino le ragioni dell’estensione delle concessioni fino al 2033: sono in gioco la vita e il futuro di un intero comparto e di oltre 30mila imprese, tra cui molte a conduzione famigliare».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mondo Balneare

Dal 2010, il portale degli stabilimenti balneari italiani: notizie quotidiane, servizi gratuiti, eventi di settore e molto altro.
Seguilo sui social:
  1. Chissà se un giorno qualche parlamentare europeo dell’Italia sosterrà l’opportunità delle evidenze pubbliche…Breton ha esplicitato la necessità delle gare, l’AGCM farà altri ricorsi ai TAR e a breve il consiglio di stato confermerà inapplicabilità dell’estensione…sperare il contrario è giusto una speranza.

  2. Avv. Lucano says:

    incredulità e stupore verso un unione europea sempre più arroccata su posizioni insostenibili dalle forse economiche. Mi chiedo come si possa pensare il contrario in un momento del genere, lasciare nell’incertezza tante micro imprese a carattere familiare. Ho visto gli slogan delle poche forze politiche a favore delle aste ( TIPO PIU EUROPA), incredibile l’utilizzo di slogan a caratteri cubitali come PIU SPIAGGE LIBERE e in piccolo applichiamo il diritto europeo, il tutto utilizzato artificiosamente per avere il sostegno di quell’opinione pubblica che non sa nulla del problema e viene indignitosamente indirizzata contro gli imprenditori. Non ci sarà nessuna spiaggia libera in più, semmai aumenteranno i costi per quelle già esistenti in mano a nuovi concessionari. Continuo a ribadire che ci sono le basi giuridiche per escludere questo comparto da una direttiva non prevista e non pensata per i balneari e che viene disapplicata dalla totalità degli Stati membri. Creare impresa e non ditruggerla . Bena ha fatto la Basso, non fermatevi.

    • Nikolaus Suck says:

      E quali sarebbero queste “basi giuridiche” che nemmeno il TAR Lecce ha visto (il contrasto tra 145 e direttiva lo confermanopure loro)? E come e dove la direttiva sarebbe “disapplicata” visto che anche se con vari contenuti (la direttiva non li impone nel dettaglio) invece è stata attuata ovunque prevedendo comunque scadenze e gare come (solamente) richiesto?
      Come al solito quando si parla di diritto, ciò che da dubbio è divenuto certezza si consolida sempre di più.

      • Avv. Lucano says:

        Tutto spiegato alla grande nel parere presentato dalle associazioni di categoria come risposta alla lettera di messa in mora. Credo sia stata redatta da autorevoli colleghi, o hanno scritto tutte fandonie ?? Non mi va di copiare e incollare. Non sarò esperto in diritto demaniale ma ho la preparazione per poter affermare che quanto enuncia il sig. Breton non è assolutamente un dogma intangibile. Sulla mancata applicazione europea tranne Francia , credo sia un dato di fatto.

        • Nikolaus Suck says:

          Possono essere i “colleghi” (?) più autorevoli del mondo, resta sempre solo un parere di parte, e piuttosto forzato e per questo smontabile. Quello che conta è solo quanto inviato dell’Italia alla Commissione, purtroppo ad oggi ignoto.
          Quali disposizioni della direttiva sarebbero state “disapplicate” (?) resta un mistero. Risulta che, come richiesto, gli Stati abbiano legiferato, disciplinando, sempre come richiesto, scadenze e gare. Solo l’Italia senza e invece di legiferare (ove necessario) ha solo prorogato un termine in scadenza, ed è in infrazione per questo.
          Mi sa che non è solo un problema di diritto demaniale. Così a occhio, tornerei al “politico-sociale”.

    • Avv.Lucano,l’opinione pubblica ne sa anche troppo del problema e il problema principale è diventato proprio questo.

      • Tutela imprese says:

        Si l’opinione pubblica crede che la direttiva cancellerà le concessioni e ci sarà un liberi tutti, ah no! Il cameriere vincerà l’asta e avrà un bene pubblico da gestire !! No scusa, i prezzi caleranno ! No no scusa , saremo tutti più felici nel vedere tanta gente perdere il lavoro di una vita!! Finalmente via questi balneari la rovina del mondo , una casta, tutti milionari !! Ma per favore 🤦‍♂️🤦‍♂️🤦‍♂️

  3. Nikolaus Suck says:

    Mi sembra la solita esternazione politica generica, inconcludente e inutile a caccia di facile consenso dalla categoria.
    Certo che sarei proprio curioso di sapere come e cosa l’Italia abbia risposto nel dettaglio alla lettera di messa in mora.

  4. Nel condividere pienamente il commento dell’avv. Lucano, non posso non constatare che i “chep d chiumm” (dialetto barese) non demordono neanche di fronte alle evidenze più assurde, autolesioniste e pazzesche, ancora convinti dalla ridicola direttiva Bolkestein, facilmente “manovrati” e illusi, da politici opportunisti, se non dal “sistema” (Palamara) POVERA ITALIA !!!

    • Nikolaus Suck says:

      Eh mi sa tanto che quelli “manovrati e illusi” non siamo noi caro Renzo, e questa sì che è una evidenza. Buona fortuna.

    • Tutela imprese says:

      il comparto balneare non ha nulla a che vedere con la direttiva servizi , se questa battaglia non la porta avanti l’Italia con 7000km di coste nn vedo chi lo debba fare. Ci sono tutti i presupposti dal legittimo affidamento, alla concessione di beni dati a suo tempo. Lo scontro con l’Europa può durare in eterno, fanno finta di non capire, ma prima o poi capiranno, tanto si stanno disintegrando da soli, voglio vedere che faranno dopo la fallimentare gestione della campagna vaccinale con il patto di stabilità, lo rinvieranno in eterno.

  5. Felice che il libro di Palamara abbia avuto così tanto successo da riportare alla lettura di un libro molte persone che spero continuino però a leggere ed informarsi da più fonti altrettanto autorevoli.

      • Nikolaus Suck says:

        Carlo si spiega subito e facilmente, anche qui nulla di nuovo o di sorprendente. Come già avvenuto in febbraio il Consiglio di Stato, alle richieste di sospensione del Comune di Lecce in sede di appelli contro un altro gruppo delle note sentenze del TAR Lecce, ha negato la sospensione cautelare delle sentenze del TAR in attesa della decisione finale su di esse, solo e semplicemente perché non c’è un “danno grave e irreparabile” (altrimenti detto “periculum in mora”, requisito essenziale e imprescindibile per la sospensione) che la giustifichi. Testualmente: “allo stato le ragioni dell’appellante non risultano assistite da un apprezzabile profilo di periculum in mora, idoneo a giustificare l’invocata tutela cautelare”. Basta, stop, niente altro.
        Sì tratta di mere ordinanze cautelari provvisorie e non di sentenze decisorie, con una motivazione standard che si vede tutti i giorni nei rigetti delle sospensioni (ed è giusto, niente danno niente sospensione), che infatti rappresenta una fotocopia esatta di quelle analoghe ed uguali di febbraio, e che anche in questo caso non motiva, non dice, e oggettivamente non lascia intendere nulla, circa la fondatezza dell’appello e le ragioni dell’appellante, nel “merito”. Una motivazione sul c.d. “fumus” non c’è. Quindi non significano assolutamente niente.
        Ora ovviamente arriverà qualcuno a sostenere che invece sono “politicamente importanti”, un “segnale” e altre amenità del genere, ma non è vero è speculazione e strumentalizzazione pura perché di ricorsi accolti dopo il rigetto della sospensiva ne vedo e se ne vedono tutti i giorni e a migliaia, ora ed oggi non si può dire niente né in un senso né nell’altro.
        Quello che invece è vero è che sono effettivamente strumentalizzabili (come infatti è avvenuto e sta avvenendo, e già aspetto un articolo con titolo sensazionale anche su questo portale, sarà questione di momenti, ma anche questo è giusto è il loro lavoro), e infatti personalmente mi chiedo cosa abbia portato gli avvocati del Comune, non solo in mancanza di un vero danno grave e irreparabile ragionevolmente sostenibile, ma anche in presenza dei precedenti analoghi di febbraio, a formulare di nuovo una domanda di sospensione che non aveva chiaramente nessuna speranza di essere accolta. Si sono inutilmente esposti ed indeboliti Ma non sono abbastanza bravo per capire perché.

        • La ringrazio Avv Suck. Come sempre chiaro ed esaustivo. Anche gentile nelle modalità. L’unica cosa che non ho capito è se in queste ordinanze il consiglio di stato abbia o meno ammesso che la direttiva necessiti di una interpretazione ( o una ricezione) perché se così fosse avrebbe già anticipato un eventuale esito nel merito. Tuttavia io non sono riuscito a trovare le ordinanze quindi non sono in grado di capire se il consiglio abbia realmente affermato una cosa simile perché se così fosse poi come potrebbe dire il contrario quando entrerà nel merito? ancora mille grazie

          • Nikolaus Suck says:

            No Carlo, il Consiglio di Stato non ha fatto nulla del genere, sarebbe appunto un argomento “di merito”, che però non è stato minimamente anticipato. Sono ordinanze estremamente sintetiche e formali con la sola motivazione, davvero “standard”, che ho già trascritto nel mio commento precedente. Nessuna parola sulla direttiva, nessuna anticipazione del merito.
            Anzi, volendo proprio “cavillare”, potrei anche arrivare a sostenere che laddove il Consiglio di Stato ha detto che “le ragioni” dell’appellante non risultano “assistite” dal periculum, ha anticipato che tali “ragioni” ci sono, ma appunto non sono accompagnate dal danno e non si può sospendere per questo. Ma sono il primo ad ammettere che questo sarebbe davvero tendenzioso e “di parte!
            Le posso però anche dire per esperienza personale che i giudici amministrativi non si fanno nessuno scrupolo nel contraddirsi e smentirsi tra il cautelare e il merito, o perché si leggono meglio le carte, o perché cambiano il Collegio (quindi i giudici) e/o il relatore (il giudice che concretamente istruisce la causa). Lo fa con la formula nota come “re melius perpensa”.
            Se vuole vedere le ordinanze, che senz’altro saranno pubblicate qui o altrove sulla stampa di settore, le può trovare sul sito della Giustizia Amministrativa http://www.giustizia-amministrativa.it, sul motore di ricerca “Decisioni e Pareri”. Cercando nella maschera 1992 (il numero di una delle ordinanze, oppure direttamente il nome del Collega Danilo Lorenzo riportato dall’articolo di giornale), Consiglio di Stato come “sede” e Ordinanza come “tipo provvedimento”, le escono. Buona lettura!

      • Avv. Lucano says:

        Anticipo l’interpretazione dei colleghi presenti, si tratta di un ordinanza, quello che conta è il merito. Ora io scommetto su un provvedimento governativo nell’attesa del merito che confermi estensione e obblighi i funzionari ad applicarla, dando stabilità alle aziende in questa drammatica situazione economica in attesa di una riforma seria che tuteli in modo SERIO i concessionari di beni pubblici attuali.

  6. Avv. Lucano says:

    Pare che oggi il Consiglio di Stato ha fatto delle scelte coraggiose, così mi risulta, sembra che non convinca questa tesi della auto esecutività della direttiva . Basta boicottaggi amministrativi si estenda subito in tutti i comuni.

    • Urgente e non più differibile necessità di una norma nazionale di riordino della materia con previsione di indennizzo in favore del concessionario uscente al fine di garantire uniformità delle regole per l’espletamento delle gare,dei requisiti di partecipazione,dei criteri di aggiudicazione.Per ripristinare il rispetto delle regole e il corretto adempimento degli obblighi derivanti dalle norme dell’Unione Europea senza trascurare che l’ipotesi dell’apertura di procedura di infrazione nei confronti del nostro paese risulta altamente probabile.Queste sono le parole del giudice Pasca pubblicate da questo portale.Siete d’accordo con lui?

      • Avv. Lucano says:

        Sono d’accordo quando parla di non diretta applicazione della direttiva è della impossibilità di non estendere al 2033 da parte dei funzionari , tutto il resto è opinabile anche giuridicamente. Ripeto lo stato non ha concesso un servizio , ma la possibilità di utilizzare un bene, lasciando ampi margini di scelta al concessionario . Chi lo ha gestito bene deve essere lasciato al suo posto , deve essere valutato , può essere obbligato ad investire ma non sostituito, e questo principio va al di là del diritto europeo, è un concetto etico sacrosanto . Lo stato non può far finta di nulla e mandare a casa questa gente perché lo dice l’Europa con una direttiva scritta con i piedi , ci sono piccole imprese a carattere familiare con tutti i drammi della quotidianità da risolvere e non multinazionali. Fatevene una ragione. Calatevi nei panni della gente.

        • Nikolaus Suck says:

          Principio etico certo. E addirittura sacrosanto.
          Amen.
          Però anche no. Lo Stato ha concesso la possibilità non semplicemente di “utilizzare”, ma di sfruttare economicamente un bene, quindi una occasione di guadagno, a scadenza e che è stata ampiamente realizzata. Non si tratta di “sostituire” nessuno ma di consentire la medesima e pari opportunità a chiunque vi aspiri, perché quel bene è di tutti e tutti devono poter concorrere a usarlo e anche a sfruttarlo, non solo chi lo ha fatto per decenni, tutti guadagnati. Questo semmai è un principio sacrosanto, giuridico oltre che “etico”.
          Per non parlare dell’interesse pubblico nelle sue varie declinazioni, questo illustre sconosciuto.
          E non si “manda a casa” nessuno perché nulla esclude, tanto meno a priori, che le gare non possano aggiudicarsele anche i concessionari attuali. Che, anzi, in quanto c.d. “incumbent”, partirebbero addirittura avvantaggiati.
          E la stucchevole retorica del “carattere familiare” ha stufato. Sono imprenditori, con la dignità, la responsabilità, e i pro e contro degli imprenditori di qualsiasi altro comparto economico (ristoratori, commercianti, artigiani, etc., che oltre tutto campano solo grazie a risorse proprie e non collettive). E anche la parità con questi è sì un “principio etico e sacrosanto”.
          Certo la rendita di posizione sicura ed eterna è più comoda. Ma molto, molto poco “etica”.

    • Nikolaus Suck says:

      No Lucano, non “pare” niente, nessuna “scelta coraggiosa”, solo un rigetto cautelare standard cone se ne vedono tanti. Basta leggere, invece di farsi “risultare” le cose. Che poi in teoria sarebbe la prima cosa in questo lavoro.

      • Avv. Lucano says:

        Ah quindi non hanno valenza ? Ah , bene , quindi ammettere che non c’è pericolo per la Pa nella estensione è una decisone priva di significato? Mi spiace ma non è così . In questi caso a differenza della decisione di febbraio erano in discussione le sentenze del Tar Lecce totalmente a favore dell’estensione con valide ragioni giuridiche ben note a tutti , Queste ordinanze hanno una valenza non solo giuridica ma anche mediatica diversa. Se non c’è pericolo e danno per la pa perché mai le estensioni non vengono applicate dai funzionari, cosa cambia per loro ?? È forse una battaglia politica ?? Io dico più di un punto a favore per l’estensione definitiva al 2033 in attesa di un riordino che tuteli seriamente gli imprenditori onesti , che non possono essere a scadenza, nessuna impresa lo è.

  7. Nikolaus Suck says:

    Qualsiasi concessione servente ed economicamente sfruttabile ha a che vedere con la direttiva servizi, nessun legittimo affidamento perché le concessioni sono state comunque sempre a scadenza e sempre revocabili per legge (anche quando ci sono stati, per pochi anni, i rinnovi “automatici” ovvero da non rifare ogni volta ma non per questo dovuti o scontati), e i 7000 km (pretesi e da verificare) sono un dato numerico che non incide sulla scarsità ontologica, economica e giuridica delle risorse costiere. A parte il diritto della collettività anche a spiagge libere che devono restare, pure se i km fossero 70000 o 700000, non possono andare a tutti e prima o poi finiscono. Questo, e non altro, significa scarsità.
    Tutte cose già dette e note in realtà. Ma tant’è. Se non vi entrano in testa, magari altrove sì.

    • Avv. Lucano says:

      Ah quindi siccome le concessioni sono state sempre a scadenza il legittimo affidamento non sussiste? Nemmeno se i rinnovi durano da 60 anni?? Ma veramente dice? Quindi il legittimo affidamento su che basi si poggerebbe negli altri migliaia di casi in cui questo principio europeo è stato riconosciuto? Le cito la corte di giustizia “ una situazione di vantaggio , assicurata ad un privato da un atto specifico e concreto dell’autorità amministrativa, non può essere successivamente rimossa , salvo che non sia strettamente necessario per l’interesse pubblico e fermo in ogni caso indennizzo della posizione acquisita” quindi la valorizzazione del principio porta a concludere che nell’ordinamento europeo , i principi della primizia del diritto comunitario e della legalità formale non assumono valore assoluto e incomprimibile , dette esigenze possono cedere difronte al valore della stabilità dei rapporti giuridici determinato l’intangibilità di un provvedimento attributivo di un vantaggio , nonostante la sue illegittimità, quando questo abbia assicurato un vantaggio ad un soggetto che in buona fede , e grazie al decorso del tempo , confida legittimamente nella sua stabilità. ( dott. Caringella) . Ora che un balneare che ad esempio ha ricevuto concessione nel 1970 non si trovi in una posizione del genere e debba lasciare per una direttiva del 2006 non autoesecutiva mi sembra un po’ folle , non crede ? Forse sono pazzo io.

      • Avv.Lucano chi ha si è visto assegnare una concessione a metà del secolo scorso non deve lasciare per una direttiva.Deve competere a gara perché è ora e anche troppo tardi.E tutto il male che può succedere con le aste stranieri,multinazionali,mascalzoni è già successo per il mercemonio fatto dai balneari.Ma se lo fanno loro….vuoi mettere?E tutto lecito e nella regola.

      • Nikolaus Suck says:

        Lucano siccome non so chi è lo chiedo con il massimo rispetto, pari solo al mio stupore che ogni volta si rinnova: ma Lei veramente è, e fa, l’avvocato?
        L’essenza della cosa sta tutta in queste poche parole della Sua citazione, che Lei bellamente ignora e travisa: “da un atto specifico e concreto dell’autorità amministrativa”. Che una o più concessioni siano state sempre rinnovate è solo un fatto e non ci rientra. Perché invece di limitarsi a citazioni solo manualistiche più o meno dotte ma astratte non perde, anzi investe, un po’ di tempo a guardarsi un pò di sentenze, e i provvedimenti e fattispecie cui si riferiscono, in materia di vero “legittimo affidamento”?

      • Nikolaus Suck says:

        No Lucano non è pazzo, deve solo studiare meglio gli argomenti di cui decide di parlare. La sostanza è tutta in queste poche parole della Sua citazione: “da un atto specifico e concreto dell’autorità amministrativa”. Che una o più concessioni siano state sempre rinnovate nel tempo è un mero fatto che non integra questa fattispecie, e almeno a Lei dovrebbe essere chiaro. Altrimenti ne trova conferma esaminando i provvedimenti e le fattispecie cui quella e altre sentenze si riferiscono.

      • Nikolaus Suck says:

        Appunto Lucano: “un atto specifico e concreto dell’autorità amministrativa”, non il mero fatto storico di un insieme di proroghe che durano da 60 anni, peraltro al tempo legittime e mai messe in discussione come tali, per cui il “legittimo affidamento”, anche come descritto in quella citazione, non c’entra proprio niente.
        Inoltre, sempre secondo quella citazione, il vantaggio in questione può è potrebbe essere comunque tolto quando sia “strettamente necessario per l’interesse pubblico”, il quale in questo caso è fuori discussione sotto molteplici aspetti, tutti sicuramente prevalenti su quello privato e imprenditoriale (interesse dello Stato al miglior rendimento, interesse generale alla valorizzazione, interessi della generalità dei cittadini e utenti, interesse della concorrenza e contendibilità, etc…). E nessuno deve “lasciare per una direttiva”, solo partecipare alle gare su quella che è, resta e deve tornare risorsa collettiva e sfruttabile da chiunque a parità di condizioni di accesso (altro principio di interesse e rilievo pubblici e prevalenti).

  8. Si pretende annullare un contratto di affitto per espropriare attività che producono lavoro e reddito. Finora le concessioni sono state revocate solo per altri motivi.
    Quando ci sono migliaia dikilometri di spiagge da valorizzare.
    Si pretende annullare un contratto di affitto per espropriare attività che producono lavoro e reddito.
    Finora le concessioni sono state revocate per altri motivi. Le spiagge da valorizzare non le vuole nessuno.

  9. Nikolaus Suck says:

    Fernando non ci si metta pure lei. Ogni volta tocca ricominciare daccapo. Non si “pretende” nulla, non si “annulla” niente, non esiste nessun “contratto di affitto”, non si “espropriano attività”. Ci sono invece delle concessioni pubbliche su beni collettivi e che riguardano solo questi (e non le attività), le quali per legge e da sempre sono temporanee e hanno delle scadenze note (quindi nessun “annullamento”), e che alla scadenza possono e devono essere ri-assegnate mediante regolari gare, cui può partecipare e che può vincere anche il concessionario attuale, che anzi parte avvantaggiato. Tutto qui.

  10. Gare subito, bene. Criterio unico offerta più alta, fantastico.
    Quindi dove oggi operano aziende con professionisti che garantiscono sicurezza, qualità e lavoro a 5, 10, 15 persone (nessuno paga stipendi a vanvera nemmeno ai parenti) domani avremo un nuovo conduttore che potrebbe non essere un professionista, garantire sicurezza solo sulla carta, impiegare un numero esiguo o al limite nullo di collaboratori (bel risparmio, un vantaggio per il subentrante che può arrivare a qualche centinaio di migliaia di euro all’anno), senza dubbio un miglioramento. Si potrà così dichiarare, felicemente, che giustizia è stata fatta con una gara trasparente, onesta e leale?

    • Se vende lei non guarda all’offerta migliore?E se vende lei vuole prima vedere se la fedina penale dell’acquirente è immacolata?Davanti ad buona offerta venderebbe solo se il nuovo conduttore avesse tutti quei requisiti imprenscindibili per essere degno di subentrare a lei?Ma mi faccia il piacere!!!!

    • Nikolaus Suck says:

      Già “potrebbe non”. O potrebbe sì invece.
      Come non è detto che tutto ciò lo facciano effettivamente quelli di oggi, non è affatto detto che non lo facciano quelli eventuali di domani. Lo sapremo solo facendole, le gare.
      E chi ha detto che il “conduttore” (in realtà concessionario) cambi per forza? Potrebbe rivincere il concessionario attuale.
      E chi che ci debba essere per forza il “criterio unico dell’offerta più alta”? La regola è invece il criterio dell’offerta più vantaggiosa, in cui si valutano e contemperano non solo il prezzo offerto ma anche altri elementi di qualità e convenienza.
      Ma ovviamente vi fate le domande per potervi dare le risposte, chiaro.

    • Nel malaugurato caso prospettato da Franco M la concessione può essere revocata per inadempienza del contratto…lo stesso non si può dire per gli stessi concessionari attuali a cui neppure si toglie la concessione se non pagano il canone e la Liguria è piena oppure se non adeguano l’accessibilità della struttura secondo la 104. I bandi tolgono quella cattiva abitudine di dare per scontate le cose…di nuovo nessuna controindicazione

  11. A tutti i “chep d chiumm”, se le imprese avviate sulle aree in concessione fossero fallite, nessuno avrebbe voluto cambiare lo stato delle cose, ormai da tempo consolidate, è chiaro che ciò non è avvenuto, e qualcuno sfacciatamente, pretestuosamente, evoca leggi e diritti che non esistono in nessuna parte del mondo, ne potranno mai esistere, per ovvi motivi. Pertanto, i balneari non “pretendono nulla” e “non vogliono annullare nulla”, semmai altri, vorrebbero annullare e impossessarsi di quanto è stato creato dai concessionari in quest’ultimo secolo, dove, non è mai stata revocata alcuna concessione per avvenuta scadenza dei termini. Ad ogni modo, sono pronto a VENDERE la mia azienda, con perizia in “contraddittorio” al netto del VALORE ORIGINARIO dell’area in concessione. Suck, Mistral, Ilaria, Rustichelli e compagni, dico seriamente!

    • Nikolaus Suck says:

      Renzo per l’ennesima volta, la Sua azienda non la vuole nessuno, se la tenga.
      O ci fa, o ci è. E non è l’unico.

  12. Gli ordini da caserma, che provengono da commissari stranieri, partoriti da trattati neanche letti, sono in contrasto con le consuetudini, le leggi e la Costituzione italiana.

  13. Philip Drummond says:

    Che bel teatrino non c’è che dire!!…Diario, Ilaria, gli avvocati che ribattono l’un l’altro ed il resto della compagnia. Spassosissimi come le “sciure” in fila al Carrefour…Gassmann e Tognazzi? .. due principianti, arrossirebbero timidamente al vostro cospetto!
    Bravi, bravissimi! Continuate così, siete un buon surrogato a cinema e teatro finché, purtroppo, rimangono chiusi….

  14. Le consuetudini?!…🤔 beh se sono in contrasto con le consuetudini dei balneari allora…ok ai rinnovi indiscriminati senza limite!…fa finalmente piacere che finalmente anche l’avv. Lucano riconosca che i balneari hanno goduto di una condizione di vantaggio che ora dovrebbero persino essergli ogni altro commento è superfluo

  15. Philip,il teatrino va avanti dal 2006 e il copione è sempre quello: le multinazionali,gli stranieri,le mafie(come se adesso non la facessero già da padrone in posti ben noti),molta spesa e poca resa,ci vogliono “arrubbare”le nostre spiagge,dopo di noi il diluvio.Ma un po’ di dignità e ragionare da imprenditori del ventunesimo secolo no?O solo rimpiangere i vecchi tempi passati e il sistema feudale ancora tanto in voga sul Demanio Pubblico?

  16. E comunque al mio invito a esprimervi sulle parole del giudice Pasca riportate in un commento qui sopra nessuno ha proferito parola.Io condivido quello che dice chiaramente il tanto stimato giudice Pasca.E voi?

  17. Nikolaus Suck says:

    Mi devo scusare e scuso sinceramente, in particolare con Lucano, per la ridondanza e ripetitività dei miei commenti precedenti, dovuta al fatto che non risultavano presi in carico quindi li ho scritti e riscritti più volte e alla fine invece sono spuntati tutti. Mi spiace e prego di voler fare riferimento solo all’ultimo e più “sobrio”, conta la sostanza che è quella. Grazie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *