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Bocciati tutti gli emendamenti sui balneari in Legge di Stabilità

Nessuna proroga delle concessioni e dei canoni pertinenziali e nessuno stop all'obbligo di smontaggio delle strutture amovibili. La partita si giocherà tutta sul Ddl Spiagge.

di Alex Giuzio

Nessuna salvezza per i balneari pertinenziali, e nessuno stop all’obbligo dello smontaggio delle strutture amovibili a fine stagione. L’emendamento alla Legge di Stabilità presentato dalla senatrice Manuela Granaiola (Pd) è stato bocciato dopo il vaglio della Commissione Bilancio al Senato, nonostante ieri il presidente della commissione Antonio Azzollini (Ncd) avesse dichiarato la probabilità di ammissione (vedi notizia).

Spettava al sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta (Pd) l’approvazione definitiva dell’emendamento, dopo che la Commissione Bilancio ne aveva dichiarato l’ammissibilità. Ancora mancano dichiarazioni ufficiali, ma la responsabilità della bocciatura pare essere tra il mancato sostegno di una parte di Pd e Ncd e il rifiuto di Baretta stesso a causa della mancanza della necessaria copertura economica. La senatrice Granaiola si è detta «delusa e dispiaciuta» per la mancata approvazione di una misura che, evidentemente, non ha trovato l’appoggio condiviso nemmeno tra le forze di governo. «Proverò a farla approvare nel decreto Milleproroghe», ha aggiunto la senatrice contattata da Mondo Balneare.

Se approvato, l’emendamento Granaiola avrebbe da una parte decretato la fine dell’obbligo di smontare le strutture di facile rimozione dagli stabilimenti balneari al termine della stagione estiva; e dall’altra parte avrebbe rimandato il pagamento degli ingenti canoni pertinenziali, che hanno colpito circa 300 imprese balneari a causa dell’applicazione degli spropositati valori OMI che hanno decretato aumenti fino a 300 mila euro all’anno, mandando queste aziende in fallimento per un errore burocratico.

L’emendamento Granaiola, il cui testo originale è disponibile cliccando qui, era sostenuto anche dal Nuovo Centro Destra che aveva presentato un analogo ordine del giorno a firma del deputato Sergio Pizzolante. Ma a questo punto appare evidente che il Partito Democratico voglia giocare l’intera partita della riforma del demanio marittimo nel disegno di legge che stanno redigendo i sottosegretari Baretta, Gozi e Barracciu. La misura firmata dalla senatrice Granaiola avrebbe quantomeno risolto due urgenze del settore in attesa del riordino complessivo della materia, che richiede un tempo più lungo a causa della sua complessità. Ma, ancora una volta, le esigenze delle imprese balneari non sono state rispettate dal governo, soprattutto per quanto riguarda quelle pertinenziali.

Non hanno proseguito il loro iter nemmeno i quattro emendamenti del senatore Maurizio Gasparri (Forza Italia), che proponevano una proroga delle concessioni balneari dal 2030 al 2080 (vedi notizia), e che sono stati dichiarati inammissibili. Ma in questo caso si trattava soprattutto di una provocazione per sensibilizzare sul problema, il cui esito negativo appariva più scontato.

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