Attualità

Balneari, Zucconi: “Perplessità per diffide Agcm contro Comuni”

Il deputato di Fratelli d'Italia commenta la recente relazione annuale dell'Autorità garante della concorrenza

«Mi rammarico il presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato Roberto Rustichelli non abbia detto nulla in materia di concessioni balneari». Lo ha detto il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo Zucconi, commentando la relazione annuale al parlamento sull’attività svolta dall’Agcm, tenutasi mercoledì mattina a Montecitorio. «Su tale scottante materia il parlamento è intervenuto proprio con normative sulla concorrenza che anche l’Agcm dovrebbe tenere in debito conto», ha sottolineato Zucconi. «Nello specifico, la legge concorrenza 2021 (ovvero la 118/2022, NdR) ha disposto l’efficacia delle attuali concessioni di demanio marittimo fino al 31 dicembre 2024 per consentire alle amministrazioni competenti di procedere agli affidamenti nel modo più imparziale e trasparente possibile. Ma purtroppo questo in molte realtà territoriali non è possibile, tenuto conto sia dell’impreparazione di molti uffici comunali a riguardo – come evidenziato tra l’altro da una recente indagine conoscitiva della Corte dei conti, che ha acclarato le difficoltà tecniche per molte delle amministrazioni comunali chiamate ad affidare in tempi brevi una mole enorme di concessioni balneari con procedure a evidenza pubblica – sia della sostanziale incertezza normativa ad oggi esistente a riguardo».

«Per questo – prosegue il deputato di Fratelli d’Italia – in considerazioni dettate da un leale spirito di collaborazione tra le istituzioni, mi lasciano perplesso gli inviti e le diffide dell’Acgm agli organi comunali concedenti ad adempiere o ad aprire giudizi e contenziosi, che non tengono conto oggettivamente sia di quanto disposto da una legge dello Stato, sia dell’effettiva capacità organizzativa delle amministrazione interessate. Tali azioni in pratica rischiano di aggravare un quadro già in difficoltà sia dal punto di vista economico che sociale, nonché di produrre una quantità notevole di contenziosi giudiziari. Sarebbe una conseguenza assolutamente dannosa sia per i principi di certezza del diritto, sia riguardo al corretto sviluppo di sani e trasparenti principi della concorrenza».

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