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Balneari, Zucconi: “Con bocciatura emendamento FdI confermata folle scelta governo”

«Con l’ennesima bocciatura di un nostro emendamento al disegno di legge sulla concorrenza, a prima firma della presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, dove si chiedeva lo stralcio delle modifiche introdotte al Senato sui balneari, ancora una volta Fratelli d’Italia dimostra di essere l’unica forza politica a voler difendere realmente gli interessi di 30 mila aziende italiane». Lo dichiara Riccardo Zucconi (nella foto), deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo del partito in X commissione Attività produttive, commercio e turismo.

«Dopo quanto accaduto nei giorni scorsi al Senato, dove un emendamento di Fratelli d’Italia alla legge di delegazione europea avente come scopo l’esclusione dei balneari dal campo di applicazione della direttiva Bolkestein aveva trovato anche l’appoggio della Lega, speravamo sinceramente in un ripensamento estremo di questo governo e soprattutto di quelle forze politiche che tanto hanno sbandierato nel corso degli anni di voler salvare i balneari italiani dalle multinazionali e dai grandi gruppi stranieri», prosegue Zucconi.

«Prendiamo atto dell’insensata posizione ormai assunta da questo governo sulla materia, sebbene incongruente con quanto accaduto qualche giorno fa. Fratelli d’Italia continuerà fino alla fine e in maniera decisa a difendere le migliaia di aziende del comparto balneare per impedire che vengano espropriate del loro futuro e vengano messe all’asta».

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  1. Repetita iuvant:
    …come si possa pensare, con un provvedimento legislativo nazionale, di modificare il campo di applicazione di una norma dell’Unione Europea? Mi sembra il bis del ricorso per conflitto di attribuzioni sollevato da singoli parlamentari o suoi gruppi. Il tentativo di escludere questa o quella categoria dal campo di applicazione della Direttiva 2006/123/CE era già stato sperimentato con la L. 145/2018, quando si tentò di escludere dal campo di applicazione della Bolkestein il commercio su area pubblica, abrogando l’art. 70 del D.Lgs. 59/2010 e aggiungendo ulteriori esclusioni (rispetto a quelle tassativamente previste dalla Direttiva) all’art. 7 e all’art. 16. Quale fu l’esito di questa proditoria iniziativa? Semplice: non si applica più il D.Lgs. 59/2010, ma direttamente la Direttiva 2006/123/CE. E’ drammatico vedere iniziative parlamentari di così scarso rilievo e così poco utili. Cui prodest?

  2. Grande fratelliditalia.

    Dopo la perla giuridica del ricorso alla Consulta,l altra presa per i fondelli dell emendamento .

  3. Lorenzo Pinto says:

    Io ancora non ho capito da dove tutti questi zucconi e capacchioni tirino fuori il numero di 30.000 aziende, quando il numero totale degli stabilimenti balneari (marittimi, lacustri e fluviali) riportato da questo stesso portale è di 7680.
    Qualcuno, pacatamente, vuole spiegarmelo?
    Anche volendo associare ad ognuno di questi stabilimenti un’attività collaterale di ristorazione o commercio, non ci si avvicina neppure a 30.000.
    Questi politicanti di Fratelli d’Italia, nel falsare le cifre reali, dimostrano semplicemente di perseguire la stessa strategia di berlusconiani, legaioli e rappresentanti di categoria: illudere i balneari per raggranellare qualche altro voto alle urne.
    Tanto, mentire non costa nulla.
    Poi, una volta al Governo, sarà la solita solfa: ce lo chiede l’Europa, ce lo impone il Consiglio di Stato, siamo sotto procedura d’infrazione, la Corte dei Conti ci chiederà i danni, ce lo impone il quadro astrale, la nostra religione non lo consente, la NATO è contraria, Putin pure, ecc…

    • Nikolaus Suck says:

      Esatto. Starnazzare e fare gesti dimostrativi (ma inutili) dall’opposizione è facile e non costa niente. Governare (se mai accadrà) è tutta un’altra cosa. Auguri.

    • Lu Grifoni says:

      Le concessioni che andranno ad evidenza pubblica non riguardano solo stabilimenti balneari ma una miriade di altre attività che insistono su suolo demaniale: ormeggi, chioschi , bar, ristoranti, scuole vela, giostre, circoli sportivi ….

      • Lorenzo Pinto says:

        Guardi, le regioni sono 20, di cui 15 hanno uno sbocco a mare, più un paio che hanno superfici lacustri di dimensioni notevoli, come Lombardia e Veneto.
        Poche tra queste hanno superfici fluviali interamente demaniali che sonos fruttate ad uso turistico differente dalla balneazione.
        Se pure ognuna di queste regioni avesse ben 1000 aziende tra ormeggi, giostre, scuole vela ecc… non si raggiungerebbe ugualmente il numero di 30.000.
        C’è CHIARAMENTE qualcuno a cui conviene sparare cifre a caso.

        • Il mio piccolo comune ha 186 concessioni demaniali che dovrebbero andare alla asta…quindi non credo ci voglia molto ad arrivare a 30000

          • Abcd è motivo in più per rifare il piano di utilizzo dei litorali e ripristinare un po’ di spiaggia libera evidentemente assente visto il numero di concessioni e l’essere piccolo comune

  4. salvinicrepa says:

    Io invece credo che l Europa chieda un applicazione di una direttiva piuttosto che la cancellazione di una categoria .
    Poiché tutti sappiamo come é stata blindata la leggePATRONI DRAGHI invece sembra che sia qualcos’altro.Passare per l azzeramento di aziende strutturate , é contro il buonsenso di qualunque socio di maggioranza di queste aziende.
    Al MISE si cerca con tentativi vani, di fare esattamente il contrario di quello che si propone questa legge.
    Certamente fare sì che sia garantito fatturato e n addetti alla entrante implicherebbe un riconoscimento di valore che si vuole vietare. Valore che si riconosce implicitamente a tutte le aziende che invece chiudono o delocalizzano.
    Poiché posso fare nomi e cognomi di tutti i clienti che l entrante nella exmia concessione troverà, io lo chiamo FURTO, altri hanno il coraggio di chiamarli clienti dello stato o della concessione pur di non dire clienti dell’ azienda.
    A darmi torto Aspetto sentenze di cassazione emanate quando c era il rinnovo automatico o il diritto di insistenza. Se non se ne trovano si troverà senz altro un marchettaro alla patroni Griffi che ne farà una.

    • Nikolaus Suck says:

      La Cassazione difficilmente si pronuncerà su questi aspetti che sono di spettanza del giudice amministrativo. E allora che ne dici ad es. di Consiglio di Stato VI, 15.2.2006 n. 613 e 3.12.2009 n. 7547 secondo cui anche con rinnovo automatico e diritto di insistenza “l’art. 10 l. 16 marzo 2001 n. 88 che prevede che le concessioni hanno durata di sei anni e alla scadenza si rinnovano automaticamente per altri sei anni e così successivamente a ogni scadenza, trova applicazione esclusivamente per le concessioni sorte sulla base della nuova disciplina statale e non per le diverse concessioni di 4 anni rilasciate secondo la previgente normativa, la quale richiedeva che fosse idoneamente pubblicizzata la procedura relativa al rinnovo, per consentire ad altri soggetti, in una logica di par condicio effettiva, di concorrere in contrapposizione al titolare della concessione scaduta o in scadenza.” e “la impostazione prescelta dal Collegio appare altresì meglio armonizzarsi con i principi di concorrenzialità di derivazione comunitaria che hanno fatto si che si affermasse nell’ordinamento interno il principio secondo il quale le concessioni possono essere assentite solo in esito ad una procedura di gara caratterizzata da idonea pubblicità preventiva; qualora si tratti di rinnovo di concessioni di beni pubblici, la gara deve essere depurata da fattori di vantaggio a favore dell’eventuale precedente concessionario. (Consiglio Stato , sez. VI, 25 gennaio 2005, n. 168). Ciò anche ove si tenga in considerazione che pure l’art. 37 del Cod. della navigazione introduce, davanti al convergere di più domande, una procedura selettiva, mirante a scegliere non il migliore in assoluto, ma chi si presenti come il miglior curatore dell’interesse pubblico.” Ed è solo un esempio…

      • salvinicrepa says:

        una delle infinite volte avevi tirato fuori una sentenza della Cassazione che non riconosce l avviamento d azienda ai concessionari. Purtroppo più di una volta, su altri temi i giudici hanno lamentato la mancanza di strumenti legislativi per fare giustizia .
        Credo che le sentenze in un quadro normativo che era assolutamente diverso dalla attuale, lascino il tempo che trovano.
        Se invece sostieni che le norme non sono mai cambiare, tu che sei avvocato denuncia chi ha permesso che le concessioni fossero sempre rinnovate, contribuendo così involontariamente alla nascita e al consolidamento di aziende che mai avrebbero dovuto esistere
        Direi un danno irreversibile contro l’ umanità.

  5. Questa riforma non troverà mai la luce del giorno, non vi stancate, sarà modificata dal nuovo governo anche a costo di beccarsi procedure di infrazione che oramai lasciano il tempo che trovano. L’Europa cola a picco, i conservatori sono in crescita ovunque , nessuno vuole più svendere la propria economia per un benessere fasullo che in tanti anni di Europa non si è mai visto. Anzi prevedo la disgregazione di quel poco che resta dell’Europa.

    • Lorenzo Pinto says:

      A me va bene.
      Basta con l’aggressore europeo, le spiagge vengano messe all’asta solo nel caso in cui possano partecipare privati ed imprese familiari italiane.
      In modo che ci possa essere un ricambio esclusivamente tra noi italiani.
      A lei va bene?
      Mi sa di no.
      Mi sa che lei, come molti altri, la concessione volete tenervela per voi, per sempre, e chissenefrega anche degli italiani.
      Dico bene?

    • Lo dice Luigi… quindi state sereni.
      A parte queste inutili previsioni (beato chi ci crede), il tema è: a cosa servono queste azioni dimostrative? Nessuno può sottrarsi agli obblighi internazionali, men che meno chi ha un debito pubblico sostenibile solo perché esiste un’organizzazione internazione che garantisce quel debito.
      Il partito del “me ne frego dell’europa” può ululare alla luna finché sta all’opposizione, dopo di che dovrà tornare a più miti consigli, perché la catastrofe dell’economia e l’ipotesi del default significa solo povertà e la povertà è mal tollerata anche da chi sosteneva il partito del “me ne frego dell’europa”. E’ un sostegno efimero che morirà non appena si sporcheranno le mani, come è già successo a Signor stai sereno, e agli altri due partiti del primo governo di questa legislatura. Il 40% dei consensi è facile da raggiungere promettendo “figa per tutti” (scusate la volgarità), ma mantenere il 20% governando è un’impresa quasi improba, perché la norma è tornare al 2%.
      Ritirarsi in trincea e tirare su barriere di filo spinato, mentre il nemico ha i carri armati da 50 tonnellate e cannoni da 30mm è semplicemente un suicidio.
      Svegliatevi e sollevate dall’incarico questi rappresentanti di sé stessi che vi stanno promettendo l’impossibile solo per voti e tessere e cominciate a essere artefici del vostro futuro e non nostalgici del vostro passato.

    • Nessuno vuol svendere la propria economia: quindi volete continuare a vendere le concessioni? Oppure tramandare di generazione in generazione? Come il demanio fosse una proprietà privata…

      • salvinicrepa says:

        nella cessione di azienda la tassazione fa ricco lo stato, anche il riconoscimento di valore aziendale da parte dell’ entrante lo fa .Se però bisogna pagare qualche marchetta all entrante, meno costi ha meglio é

  6. Se il debito pubblico è insostenibile è perché è contratto in valuta estera! È economia monetaria, non anti europeismo! Su tutto il resto come darle torto?

  7. salvinicrepa says:

    qui é solo in discussione il valore aziendale .
    Riconoscerlo non si vuole.
    L’aver dato 9 miliardi ai Benetton vuol dire che si é cercata una soluzione anziché il calcio in culo che voleva dare dimaio il giorno dopo il crollo.
    Dare un calcio in culo ai balneari, vuol dire non voler trovare una soluzione .
    Siamo capaci a focalizzare il punto o non conviene?

  8. Lorenzo Pinto says:

    Di Maio, appena comprato da Draghi, forse oggi ne concederebbe 20 di miliardi ai Benetton.
    Se non l’avete ancora capito, è ai fetenti opportunisti come Di Maio che vi conviene affidarvi.
    Altro che Meloni…

    • salvinicrepa says:

      abbiamo solo bisogno di interlocutori intelligenti. L intelligenza é trasversale .
      L unico problema é che chi é intelligente non fa politica ..

  9. Mondo balneare come si evince dal nome credevo fosse un portale di interesse per i balneari. Tutti voii che siete contro la categoria non avete altro da fare anziché rompere i coglioni? Andate a lavorare e fatevi i cazzi vostri

    • Che tristezza… Pinco non riesce al leggere nulla che non sia ciò che lui pensa (pensa…?).
      Tuttavia, Mondo Balneare rappresenta l’intero mondo balneare, compresi i fruitori degli stabilimenti e i veri proprietari del demanio, cioè i cittadini italiani, perciò credo sia corretta la scelta di dare voce a tutti (con i dovuti limiti della decenza).
      Se vuoi leggere solo cose che ti piacciono scriviti una e-mail.

    • Nikolaus Suck says:

      È esattamente quello che stiamo facendo, visto che le spiagge sono di tutti e la loro gestione è in argomento di interesse generale.

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