Sib-Confcommercio Sicilia

”Balneari siciliani, è il momento della svolta”: intervista a Ignazio Ragusa

Un dialogo con il presidente regionale del Sib-Confcommercio Sicilia, tra sviluppo e problemi del settore.

Abbiamo incontrato Ignazio Ragusa, presidente del Sib-Confcommercio Sicilia, in occasione dell’assemblea “Orizzonte 2034” che l’associazione ha organizzato sabato scorso alla fiera Ristora Hotel Sicilia di Catania per fare il punto sulla complessa situazione delle concessioni balneari in Sicilia (vedi notizia).

Essendo una regione autonoma per la gestione del demanio marittimo, la Sicilia ha problematiche diverse dal resto d’Italia, che abbiamo approfondito nell’intervista video che trovate qui sopra (oppure nella versione scritta qui di seguito).

Com’è la situazione sull’estensione delle concessioni in Sicilia?

«La Regione recepirà la norma nazionale sull’estensione delle concessioni demaniali marittime fino al 2033, ma con un iter più lungo dovuto all’autonomia regionale sul demanio. La IV commissione regionale sta incardinando in questi giorni la legge, a cui le associazioni di categoria hanno collaborato attivamente, e tra dicembre e gennaio l’estensione diventerà valida a tutti gli effetti. Contiamo sull’appoggio di tutte le forze politiche per un’approvazione più rapida possibile».

Tuttavia restano ancora molti Comuni che devono approvare i Pudm (Piani di utilizzo del demanio marittimo)…

«Purtroppo i Comuni devono approvare i Pudm da molto tempo, ma non ci riescono perché le linee guida regionali – pur prevedendo la possibilità di deroghe – non rendono possibile l’applicazione. La Sicilia ha una grande diversità orografica sulle sue coste, che vanno dalle scogliere ai ciottoli alla sabbia, e profondità variabili dai 30 ai 400 metri: con una tale situazione, è chiaro che un unico indirizzo non può essere applicato e il dirigente comunale è bloccato. Applicare le linee guida regionali significherebbe infatti distruggere il tessuto economico, commerciale e lavorativo esistente con gli attuali stabilimenti balneari».

Come vi immaginate il futuro degli stabilimenti balneari siciliani tra quindici anni?

«Abbiamo intitolato la nostra assemblea “Orizzonte 2034” per far capire che la categoria non trova ristoro nel limite al 31 dicembre 2033. Non si può programmare il futuro della balneazione con una scadenza; per questo stiamo cercando di creare una programmazione ampia e sinergica insieme alle amministrazioni locali e tramite il confronto con tutti gli attori del comparto turistico. La Sicilia ha un ottimo clima, caldo tutto l’anno, che ci spinge a sfruttarlo per attirare durante la stagione invernale i flussi turistici dal nord Europa, in un’ottica di destagionalizzazione».

Per fare questo occorrerà lavorare sulla promozione turistica, come intendete farlo?

«La priorità è costituire una cabina di regia che riesca a coordinare le varie offerte turistiche e metterle insieme per una programmazione sinergica. A questo proposito, apprezziamo il lavoro dell’assessore regionale al turismo Manlio Messina che ha fissato un tavolo tecnico permanente con le associazioni di categoria per concordare le linee guida di uno sviluppo uniforme del turismo in sicilia. L’obiettivo è allontanarsi dalle presenze spontanee e “mordi e fuggi” per far attirare flussi più consolidati e di lunga permanenza».

A questo proposito, le direzioni indicate dall’assessore Messina sono tre: mare, cultura, escursionismo. Come si possono inserire gli stabilimenti balneari in questo pacchetto di esperienze?

«La Sicilia, grazie alla sua grande varietà di coste, offre già svariate esperienze per le vacanze balneari a seconda della località in cui ci si trovi. Poi c’è il grande ventaglio di offerte enogastronomiche, che devono essere valorizzate anche nella ristorazione degli stabilimenti balneari. Infine, occorre puntare sullo sport e sugli eventi».

Sono sempre di più i turisti che per le loro vacanze cercano strutture attente alla sostenibilità ambientale. Come si stanno muovendo gli stabilimenti balneari siciliani in questo senso?

«Gli stabilimenti balneari ecosostenibili in Sicilia sono una tendenza già dal 2000, quando cioè a Catania si è approvato il “patto territoriale” che ha portato a eliminare il 95% del cemento sul mare, rendendo molte spiagge libere da strutture. Agli stabilimenti balneari sono rimasti solo i corpi centrali con il bar e i servizi, che negli ultimi vent’anni sono stati ristrutturati, eliminando i manufatti pesanti e sostituendoli con architetture in legno, leggere ed ecocompatibili».

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Alex Giuzio

Alex Giuzio

Caporedattore Mondo Balneare. Come giornalista si occupa di mare, coste e questioni ambientali.
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    I PUDM sono totalmente incompatibili con la proroga….quindi bisogna scegliere tra una nuova pianificazione del demanio marittimo..oppure lasciare tutto come è oggi….per altri 15 anni..e poi…ancora altri 15 anni…stessi operatori..stessa spiaggia, programmare e pianificare non è nel DNA della Regione Siciliana.

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