Liguria

Balneari, Rapallo ritira estensione al 2033 dopo il pressing della procura

Gli inviti del procuratore Cozzi a non applicare la legge 145/2018 sortiscono i primi effetti

Il Comune di Rapallo ha revocato l’estensione fino al 2033 concessa appena un mese fa agli stabilimenti balneari. Con la delibera n. 282 del 31 dicembre 2020, pubblicata lo scorso 12 gennaio, l’amministrazione della località ligure ha annullato gli effetti della sua precedente delibera n. 259 del 17 dicembre 2020, che aveva recepito la legge 145/2018 sul prolungamento di quindici anni delle concessioni demaniali marittime. Al posto della scadenza al 2033, il sindaco Carlo Bagnasco ha istituito una proroga tecnica di due anni.

La decisione del Comune di Rapallo è stata assunta in seguito a una lettera inviata alla fine di dicembre dalla procura di Genova a tutti i Comuni liguri, in cui si sottolinea la presunta incompatibilità dell’estensione al 2033 con il diritto europeo. «Il nostro atto di proroga è stato ritenuto illegittimo», si è giustificato il sindaco Bagnasco sulla stampa locale. «Si presentava un rischio ancora più grande dei ricorsi: una concessione giudicata illegittima avrebbe potuto dar luogo al sequestro della relativa porzione di arenile e quindi all’impossibilità di lavorare. Abbiamo allora optato per una “sospensione tecnica”, in linea con altri Comuni».

In realtà, in base alle informazioni in nostro possesso, non tutti i Comuni liguri hanno dato lo stesso peso alla lettera della procura, in quello che peraltro appare un vero e proprio accanimento contro gli attuali concessionari balneari. Andando molto oltre a quelle che sono sue competenze, infatti, la procura di Genova da circa un anno sta facendo pressing nei confronti delle amministrazioni comunali affinché non applichino la legge 145/2018, ma non tutti i sindaci si sono fatti intimorire: alcuni, come Rapallo, hanno ritirato l’estensione già concessa e altri non l’hanno mai nemmeno rilasciata (è il caso di Sestri Levante), ma altri ancora hanno applicato comunque il prolungamento di quindici anni (come per esempio Santa Margherita).

Nel frattempo, le lettere della procura di Genova hanno scatenato un putiferio nella politica. Il consigliere regionale Angelo Vaccarezza, denunciando «il mancato rispetto dei diritti degli imprenditori balneari», ha presentato un ordine del giorno che sarà discusso il prossimo 25 gennaio, mentre a livello nazionale si è interessato della questione il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, che ieri ha annunciato denunce nei confronti del procuratore di Genova Francesco Cozzi.

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