Opinioni

”Balneari, ora lottiamo per il diritto di superficie”

Pinton (Dc): ''Dopo la positiva sentenza del Consiglio di Stato sui 15 anni, obiettivo resta ottenere proprietà delle strutture''

«Dopo la positiva pronuncia del Consiglio di Stato che ha riconosciuto la validità dell’estensione di 15 anni per le concessioni balneari, dobbiamo insistere e continuare a lottare per ottenere il diritto di prelazione e il diritto di superficie sulle strutture create dai concessionari». È il commento di Sabri Pinton, responsabile del comparto balneare nella Democrazia cristiana, in seguito alla sentenza che ha applicato il differimento della scadenza al 31 dicembre 2033 per le concessioni demaniali marittime vigenti (vedi notizia).

«La spiaggia è demaniale e come tale deve rimanere – precisa Pinton – ma la struttura costruita dall’operatore a proprie spese, dove già viene pagata l’Imu e quindi attualmente è già messa a catasto, deve essere passata alla titolarità dell’attuale concessore, che ne pagherà le spese per il diritto di proprietà».

Per farlo, sottolinea l’esponente della Dc, «basterebbe rivalutare la linea del piano dell’arenile in ogni regione e modificare anche i canoni relativi alla spiaggia in base ai valori commerciali dovuti dallo studio territoriale per avere una situazione in linea con il mercato. A tal proposito, ricordo che attualmente ci sono già alcune regioni dove le strutture sono già a pieno titolo di proprietà con riferimento all’attuale concessore».

Conclude Pinton: «I balneari vogliono pagare quanto di loro competenza e non si sono mai tirati indietro a tal proposito. Non è vero dunque che vogliono trattamenti di favore. Vogliono invece solo poter lavorare con serenità, pagando quello che lo Stato riterrà opportuno per quanto riguarda il canone demaniale e per il calcolo della piena proprietà della struttura, che passerà all’attuale concessore solo se vorrà acquistare il pieno titolo di quello che è stato costruito a proprie spese. Invito dunque tutti i colleghi a non abbassare la guardia e a lavorare congiuntamente, augurandomi che i vari sindacati del comparto balneare trovino finalmente l’unione anche operativa».

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