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Balneari, Meloni: “Obiettivo scongiurare infrazione Ue e dare certezza agli operatori”

La presidente del consiglio è intervenuta sul tema delle concessioni durante la conferenza stampa di fine anno, ma senza dire nulla di concreto

Sulle concessioni balneari, «l’obiettivo del governo è una norma di riordino che ci consenta di mettere ordine alla giungla di interventi e pronunciamenti che si sono susseguiti sulla materia». Lo ha detto la presidente del consiglio Giorgia Meloni questa mattina, rispondendo alla domanda di un giornalista durante la conferenza stampa di fine anno. Sul tema, ha esordito Meloni, «questo governo ha fatto per la prima volta un lavoro che curiosamente nessuno aveva fatto prima, ovvero la mappatura delle nostre coste per stabilire se esista o non esista il principio della scarsità del bene, che è fondamentale per l’applicazione della Bolkestein. Da quanto la direttiva è entrata in vigore, nessuno ha ritenuto di doverlo fare, mentre noi abbiamo proceduto molto velocemente e con un lavoro serio».

Ora che è terminato questo lavoro, ha proseguito la premier, occorrerà scrivere la norma di riordino, la quale «necessita ovviamente di un confronto con la Commissione europea per arrivare a un duplice obiettivo: da una parte scongiurare la procedura di infrazione e dall’altra dare certezza agli operatori, che è sempre stata una nostra priorità. Questo è il lavoro che adesso stiamo facendo e che riteniamo sia diventato molto importante, perché obiettivamente c’è una difficoltà sia tra gli operatori che non hanno certezza sul loro futuro, sia per gli enti locali che devono applicare norme non chiare». Tutto ciò, ha concluso la presidente del consiglio «sarà oggetto di lavoro nelle prossime settimane».

La consueta conferenza stampa di fine anno del presidente del consiglio con i giornalisti si è tenuta questa mattina dopo essere stata rinviata per due volte, a causa di un’influenza che ha colpito la Meloni. Il video integrale con il passaggio della premier sulle concessioni balneari è stato pubblicato dal quotidiano La Stampa.

Il commento

Le dichiarazioni di Giorgia Meloni sulle concessioni balneari rappresentano un discorso piuttosto vago e che si sente ripetere da quasi un anno. Per quanto si continui a citare il lavoro sulla mappatura delle spiagge effettuato dal governo, concluso ormai da tre mesi, si evita invece sempre di dichiarare come l’esecutivo intenda applicare il principio della “non scarsità di risorsa” in un provvedimento di legge, al fine di stabilire le regole per rinnovare le concessioni scadute il 31 dicembre 2023 in base alla legge 118/2022 approvata dal governo Draghi (e oggetto di una proroga tecnica fino al 31 dicembre 2024, consentita dalla stessa legge 118/2022 e utilizzata dalla maggior parte dei Comuni costieri).

In assenza di disposizioni nazionali sulle regole per i rinnovi, ogni ente locale sta agendo per conto proprio, in una totale anarchia di regole che rischia di generare ricorsi e disparità di trattamento fra gli operatori di località diverse. Di questa situazione è responsabile il governo, colpevole di avere finora deciso di non decidere, forse per avere fatto promesse che non sa come mantenere. Intanto, il 16 gennaio scadono i due mesi di tempo per rispondere alla lettera di avvio della procedura di infrazione inviata lo scorso novembre dalla Commissione europea: c’è da sperare che entro tale data il governo condivida informazioni più chiare su come intende gestire questa delicata e importante questione. Sarebbe un gesto rispettoso nei confronti non solo degli operatori balneari e degli amministratori locali, ma anche di tutti i cittadini che si chiedono come continueranno a essere gestiti il pubblico demanio marittimo e le imprese private che vi sorgono sopra.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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